martedì 20 febbraio 2018

Venerdì 23 febbraio anche a Torino torna "M'illumino di Meno": diamo tutti un facile contributo al risparmio energetico!

Un gesto simbolico per dimostrare interesse verso una situazione che ci coinvolge ogni giorno di più: la necessità di evitare gli sprechi energetici (e non solo) aumentando la nostra sensibilità verso l'ambiente che ci circonda. Semplicemente questo è il concetto di M'illumino di Meno, la giornata promossa dalla trasmissione di Rai Radio 2 Caterpillar che, giunta ormai alla quattordicesima edizione, si ripeterà venerdì 23 febbraio in tutta Italia. E’ dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti, comunicazione. Ecco allora l'invito di "M'illumino di Meno" a spegnere le piazze, le illuminazioni private e pubbliche il 23 febbraio, colto per fortuna da un numero sempre maggiore di cittadini sensibili, ma anche di istituzioni e città. Come avverrà con il simbolo di Torino, la Mole Antonelliana, e  la Chiesa di Santa Maria a Monte, posta sul Monte dei Cappuccini, che spegneranno per due ore tutte le luci, dalle 18 alle 20. L’invito per il 23 febbraio 2018 è anche ad andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese. E anche di condividere con gli altri qualsiasi servizio possibile, che sia una connessione wireless piuttosto che la propria auto o qualsiasi altra risorsa a disposizione. 
Sul sito internet di Caterpillar potete visualizzare la mappa di chi aderisce all'iniziativa ed eventualmente inserire anche la vostra partecipazione. Senza dimenticarsi che il rispetto delle risorse e dell'ambiente va rinnovato tutti i giorni dell'anno...
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Terminata la mostra Odissee, a Palazzo Madama di Torino un ultimo incontro con lo storico e scrittore Franco Cardini


Mercoledì 21 febbraio alle ore 17,30 è in programma a Palazzo Madama l'ultimo incontro organizzato dalla casa editrice il Mulino e legato a alla mostra "Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi", conclusasi il 19 febbraio.

Lo storico, docente e scrittore Franco Cardini rifletterà sul tema del viaggio, prendendo spunto da alcuni dei suoi saggi.

In "Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana" lo scrittore presenta ai lettori la sua personale lettura di questa meravigliosa città, il cui nome originariamente era Costantinopoli. Un nome che evoca immagini mirabili: il sogno dell’Oriente, le moschee, gli harem, gli aromi dei bazar. Ancor oggi, dietro la megalopoli brulicante di vita, a Istanbul si cerca la città incantata e le tracce di un passato che ci appartiene. In "Gerusalemme. Una storia" Cardini ripercorre la storia della città che da sempre è mèta di pellegrini da tutto il mondo: un racconto che parte dal cammino del Cristo verso il Golgotha fino alla Porta di Giaffa e al Santo Sepolcro, dalla Valle di Josafat al Monte degli Olivi, dal Muro del Pianto fino alle discoteche di oggi. In "Samarcanda. Un sogno color turchese" emerge tutta la carica evocativa di questa città: Samarcanda è la città delle fortezze e dei sepolcri, è il nodo carovaniero sulla Via della Seta, il maggior raccordo commerciale di terra fra Cina ed Europa. Parla una lingua in cui coesistono e si contrappongono tre alfabeti - cirillico, latino, arabo - come specchio della lotta tra chi ancora guarda al vecchio colonizzatore russo, chi sostiene l’islamizzazione e chi vorrebbe giocare sino in fondo la carta dell’occidente.

Queste mete ritornano anche nella recente pubblicazione scritta con Alessandro Vanoli e intitolata "La via della seta. Una storia millenaria tra Oriente e Occidente". Romantica e recente, l’espressione «via della seta» restituisce il senso di un mondo vasto, attraversato fin dai tempi antichi da guerre e conflitti ma animato anche dal fervore di scambi commerciali, culturali e politici. La via della seta non è solo un racconto del passato, ma ha a che fare con il nostro futuro globale.

Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane e Sociali/Scuola Normale Superiore; è Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University. Per il Mulino ha tra l’altro pubblicato «Gerusalemme» (2012), «Istanbul» (2014), «Andare per le Gerusalemme d’Italia» (2015), «Onore» (2016) e «Samarcanda» (2016). 

Ingresso libero all’incontro fino a esaurimento posti disponibili

www.palazzomadamatorino.it