martedì 13 dicembre 2016

Dal 14 dicembre la GAM parla di sè con la mostra "Dalle bombe al museo. 1942-1959"

Non so voi, ma a me è sempre piaciuto approfondire la storia della città e delle sue architetture, dei suoi edifici più prestigiosi, delle sue strade e dei cambiamenti che sono avvenuti attraverso i secoli. Perciò so già che apprezzerò di sicuro la nuova mostra che si terrà dal 14 dicembre 2016 al 14 maggio 2017 alla GAM (via Magenta 31), che racconterà la propria storia esponendo una gran quantità di materiele d'archivio. Il titolo parla chiaro: "Dalle bombe al museo. 1942-1959. La rinascita dell'arte moderna". E sì, perche la
GAM di danni nel periodo della Seconda Guerra Mondiale ne subì davvero molti. L'edificio del 1880 che ospitava le collezioni, oltre ad un buon numero di sculture di grandi dimensioni, venne parzialmente ridotto in macerie dalle bombe, nella notte del 20 novembre 1942. Si chiamava Padiglione Calderini ed ospitava le Collezioni d’arte moderna dei Musei Civici di Torino fin dal 1895. Bisognerà attendere il 1959 per assistere alla ricostruzione della Galleria d’Arte Moderna di Torino, durante la direzione di Vittorio Viale (1891-1977). La nuova sede è un progetto degli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, vincitori, non ancora trentenni, del concorso nazionale bandito dalla città nel 1951 e concluso nel 1952. Ma è certamente grazie ai rapporti intensi fra Viale e gli architetti che il progetto riesce ad andare in porto con successo. Dal 1954 al 1959, la Galleria in costruzione è un crocevia internazionale, la sede di sopralluoghi di architetti e direttori di musei, il punto di scambio di informazioni (dal Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, al Rijksmuseum di Amsterdam, dal Metropolitan Museum di New York, alla Kunstahaus di Zurigo).
Inaugurata dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 31 ottobre 1959, la Galleria è “moderna” ed “europea”, come titolano i quotidiani di quei giorni. Le sue pareti esterne sono inclinate, mentre il museo si sviluppa in tre corpi, inserito diagonalmente nell’isolato (rompendo così la maglia ortogonale e ordinata della città), seguendo l’asse eliotermico, un principio che i progettisti adottano per intercettare la luce solare e per ricavare a terra un giardino, fatto di spicchi di prato che si insinuano tra le forme mosse dell’edificio. 

In mostra potrete osservare oltre sessanta opere del museo bombardato, alcune delle quali distrutte ed in parte restaurate. Ma anche novanta fotografie d'epoca ed un’ampia selezione di tavole e disegni d’architettura, lettere e documenti originali. Dipinti, sculture e carte appartengono alle Collezioni della GAM e ai suoi Archivi storici. Per ricreare visivamente l'atmosfera dell'epoca, lungo il percorso saranno poi disposte poltroncine, tavoli, sedie e lampade a ricostruire gli arredi originali della Galleria. E potrete ammirare opere di artisti come Marc Chagall (Dans mon pays, 1943), Hans Jean Arp (Scultura di silenzio “Corneille”,1942), Giacomo Manzù (Ragazza seduta, 1948), Hans Hartung (Composition T. 50-5, 1950), Emilio Vedova (Dal ciclo della natura n. 9 (spaziale = invasione), 1953), Pinot Gallizio (La cicogna, 1957) e un gruppo di oggetti e mobili dei BBPR (Belgiojoso, Peressutti e Rogers), Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti, Ico Parisi.

"Dalle bombe al museo. 1942-1959" è curata da Riccardo Passoni e Giorgina Bertolino, su idea di Carolyn Christov-Bakargiev. Il catalogo è di Silvana Editoriale. E' visibile dal martedì alla domenica in orario 10-18.
Ingressi: Intero: 10 euro; Ridotto: 8 euro; gratuito con Abbonamento Musei e Torino Card

Altre informazioni:   www.gamtorino.it

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