giovedì 15 dicembre 2016

Dal 16 dicembre alla Galleria Sabauda e alla Biblioteca Reale la grande mostra "Le meraviglie del mondo", con le collezioni di Carlo Emanuele I

Dal 16 dicembre 2016 al 2 aprile 2017 una nuova mostra dei Musei Reali dal titolo "Le meraviglie del mondo" illustra le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia. Suddivisa fra i nuovi spazi espositivi al primo piano della Galleria Sabauda e gli ambienti della Biblioteca Reale, l'esposizione tratta di un momento decisamente florido del collezionismo sabaudo, condividendo col pubblico un patrimonio in parte giunto fino a noi e custodito fra i molti tesori dei Musei Reali di Torino. Si tratta in particolare di un nucleo di oggetti che assumono un particolare significato nell'unitarietà complessiva della raccolta e che per la prima volta vengono ora esposti tutti insieme, valorizzati dall'aggiunta di alcuni prestiti da parte di Musei e Istituti italiani e stranieri e riunendo anche prestigiose opere un tempo facenti parte delle collezioni di Carlo Emanuele I, ma in seguito disperse e ora conservate in vari Musei italiani e internazionali.
Con la morte del duca Emanuele Filiberto il 30 agosto 1580 e la salita al trono del diciottenne Carlo Emanuele I detto Il Grande, il cui regno durerà cinquant'anni, venne effettuato un importante rinnovamento culturale ed artistico della città. Il giovane duca era infatti persona colta e decisamente ambiziosa, amante delle arti, delle lettere e delle scienze, influenzato di certo dal padre che era riuscito a riottenere i territori sabaudi e nel 1563 aveva trasferito la capitale sabauda da Chambéry a Torino. Da lui aveva ereditato anche le attitudini strategiche e militari, mentre le attenzioni per il bello e la cultura erano prerogative della madre Margherita di Valois, sorella di Francesco I di Francia. La capitale sabauda avrebbe dovuto assumere una nuova immagine, puntando innanzitutto l'attenzione sulla zona di comando dove nel 1584 si ponevano le fondamenta del nuovo Palazzo Ducale. Di grande importanza in questo periodo è la figura di Emanuele Filiberto Pingone, attraverso il quale il duca puntò a consolidare il ruolo del proprio casato come difensore della fede cristiana. Avvalendosi anche della presenza in città della Santa Sindone, riuscì ad assicurarsi una tradizione di ascendenza sassone, risalente al mitico Beroldo, presunto padre di Umberto Biancamano e nipote di Ottone II di Sassonia (955-983). Nel contempo Carlo Emanuele si impegnò in una scrupolosa campagna di acquisti, allo scopo di abbellire gli arredi delle sue residenze; ed è proprio da queste ricerche che traggono origine gli oggetti presenti ora in mostra, a cominciare da alcuni degli oltre 30 mila libri che componevano la raccolta ducale, di grande valore storico e artistico. Ma esposti alla Sabauda ammirerete anche raccolte di armi, armature, oggetti in ebano e avorio, cristalli, smalti, argenti, gioielli e vasi dalle forme bizzarre. E ovviamente una grande quantità di quadri, opera di illustri pittori del calibro di Mantegna, Gaudenzio Ferrari e Van der Weyden. Negli spazi della Biblioteca Reale rimarrete certamente affascinati dalla collezione di album sulle meraviglie naturali, con immagini di fiori, frutti, uccelli e pesci, che certamente seppero stimolare la curiosità del duca e lo invogliarono a riprendere il progetto enciclopedico iniziato dal padre. 

Come evento collaterale alla mostra dei Musei Reali e con il sostegno della Compagnia di San Paolo, è stato realizzato anche un interessante percorso storico dal titolo "Artisti di corte e devozioni laicali nella città imperiale", che porta i visitatori in alcune chiese di via Garibaldi, dove si trovano alcune opere di grande bellezza di artisti come Moncalvo, Vitozzi, Caracca e Carlo di Castellamonte. Sono un esempio di come la vita di corte si completasse con quella torinese, soprattutto in ambito religioso.

L'ingresso alla mostra è compreso nel biglietto dei Musei Reali. 

Tutte le informazioni per la visita le trovate al sito ufficiale:   www.museireali.beniculturali.it

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