giovedì 12 gennaio 2017

Musei Reali 2017: un anno di svolta ricco di allettanti iniziative

Il 2016 è stato un'anno di grandi cambiamenti per i Musei Reali di Torino, sotto la nuova direzione di Enrica Pagella, che così ha commentato: "È stato un anno impegnativo e entusiasmante; la sfida più complessa è la costruzione della nuova identità dal punto di vista amministrativo, organizzativo e di servizio. Bisogna riaprire porte tenute chiuse per troppo tempo, attivare funzioni e servizi museali quasi assenti. Il processo non è ancora terminato ma, grazie all’impegno e alla buona volontà di tutti per superare i mille ostacoli che quotidianamente si presentano, sono stati fatti passi avanti: la macchina si è messa in moto, ed essendo una macchina molto grande, prenderà velocità con il tempo, ma sarà poi inarrestabile”.
A quanto pare il risultato si è visto, dato che nel 2016 i visitatori sono stati ben 489 mila, suddivisi per la precisione fra i 314 mila dei Musei Reali ed i 175 mila di Palazzo Chiablese, che ha ospitato la mostra di Matisse e ospiterà fino al 5 marzo quella di Toulouse-Lautrec. E, secondo la stima dei volontari del Touring Club Italiano, oltre 400 mila persone hanno varcato il cancello dei Giardini Reali, ora parzialmente accessibili dopo anni di chiusura.
L'anno di maggiore svolta dovrebbe però essere proprio il 2017, incentrato soprattutto sui progetti di miglioramento dell’offerta museale e ricchi di novità: dalla comunicazione ai percorsi, oltre alle mostre, grandi e piccole, inserite a calendario. 
Verso novembre assisteremo al completamento dei lavori di restauro della Cappella della Sindone, che sarà riaperta al pubblico a venti anni dal disastroso incendio che ne determinò la chiusura. Un recupero lungo e complesso, curato nel tempo dalla Soprintendenza di Torino con il contributo della Compagnia di San Paolo.
Il  Museo di Antichità vedrà la creazione di un nuovo percorso dedicato alle antiche civiltà del Mediterraneo (assiro-babilonese, cipriota, greca, etrusca e italica), che accoglierà i visitatori negli spazi della manica nuova.
Fra giugno e settembre i Giardini Reali diventeranno il vero cuore verde di collegamento tra tutte le aree dei Musei: avranno una nuova illuminazione, nuove fioriere e segnaletica aggiornata.
Alla Galleria Sabauda sarà aperto a giugno un nuovo spazio dedicato ai maestri piemontesi dal Trecento al Cinquecento, dal titolo "Un’altra armonia. Il Rinascimento in Piemonte", con le tavole e i polittici di Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Gaudenzio Ferrari e altri ancora. A fine anno, negli ambienti al piano terra, la mostra dedicata a Giovanni Battista Piranesi.
Palazzo Chiablese ospiterà tra aprile e settembre, dopo quella su Henri Toulouse-Lautrec, la mostra "Il bello senza tempo. La collezione di Gian Enzo Sperone da Roma antica a Ai Weiwei", incentrata sulle raccolte di uno dei più importanti collezionisti d’arte internazionali, con gallerie che portano il suo nome a Torino, Roma e New York. Mentre in autunno arriverà il pittore surrealista catalano Joan Mirò, di cui saranno esposte un centinaio di opere in prestito dalla "Fundaciò Pilar i Joan Mirò" di Mallorca, la fondazione creata da Mirò e dalla moglie Pilar nel marzo 1981.
Da febbraio le attività di Confronti proseguiranno con "A spasso con un drago", che presenterà un lavoro di Carlo Mollino recentemente acquisito dal Ministero per le collezioni della Galleria Sabauda, a cui seguiranno confronti dedicati a Daniele da Volterra (da maggio) e a Bellotto (da ottobre).
Nello spazio Scoperte, al termine della mosta dedicata agli incisori olandesi, si ammireranno opere di Grechetto (aprile-agosto),  a cui seguiranno quelle di Dürer e Luca di Leida (da settembre).
Al Museo di Antichità si verranno proposti appuntamenti dedicati alla storia del restauro (da gennaio a marzo), a tutto quello che nell’abbigliamento ha preceduto il bottone (da aprile a settembre) e alla storia dei militari romani a Torino(da settembre).
Infine già da gennaio all'Armeria Reale sarà esposta un’opera restaurata grazie al programma “Restituzioni” di Intesa San Paolo e ora di nuovo accessibili al pubblico: si tratta di un’armatura giapponese nello stile delle dō-maru del secondo periodo Chusei (XIIIXVI secolo), donata dall’imperatore del Giappone Meiji a Vittorio Emanuele II nel 1869, a tre anni dalla firma del trattato di amicizia e commercio tra il Regno d’Italia e l’Impero giapponese, ratificato a Edo (l’odierna Tokyo) il 25 agosto 1866.

Tenetevi aggiornati sul sito ufficiale:
www.museireali.beniculturali.it

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