sabato 21 gennaio 2017

Prosegue all'Archivio Storico la mostra "Invito a pranzo in Archivio": menù e ricettari torinesi da inizio '800

Qualche giorno fa vi ho parlato della mostra "Torino e il Natale. Ieri e oggi" in corso all'Archivio Storico della Città di Torino (Via Barbaroux 32) fino al 28 febbraio (trovate l'articolo al link: http://sguardisutorino.blogspot.it/2016/12/fino-al-28-febbraio-la-mostra-torino-e.html). Oggi vi voglio citare anche un'altra interessante esposizione contemporaneamente in corso presso la stessa sede, dal titolo "Invito a pranzo in Archivio. Liste di pranzi e ricettari dell’Archivio Storico della Città di Torino". Sarà visibile ancora fino al 28 gennaio 2017 ad ingresso libero ed espone una parte degli oltre ottocento menù ed oltre venti libri di ricette realizzati tra la seconda metà del Settecento e la prima metà del Novecento e conservati presso l'Archivio. La maggior parte proviene dalla collezione Simeom, nata dalla collaborazione di due insigni bibliofili, Vincenzo Armando e Silvio Simeom, che annovera oltre trecento liste di pranzi, cui si aggiungono successivamente come appendice le Nuove Acquisizioni ed i ricettari manoscritti e stampati  pervenuti all’Archivio in anni recenti, per lascito testamentario con la Collezione Falzone del Barbarò.

La pratica di presentare ai commensali un menù per la scelta delle portate risale alla prima metà dell'Ottocento, quando il sevizio "alla russa" prende via via il posto di quello alla francese, con le vivande tutte già presenti ad inizio pranzo. Molti di quelli visibili in mostra erano dedicati ad eventi particolari, pubblici e privati, come il più antico che risale al 2 ottobre 1839 a Palazzo Reale, utilizzato in occasione del genetliaco del re Carlo Alberto. Altri sono dedicati al pranzo inaugurale del traforo del Frejus del 17 settembre 1871, piuttosto che al cinquantenario dello Statuto nel 9 maggio 1898 ed al centenario della nascita di Camillo Cavour nel 10 agosto 1910. Per non parlare dei pranzi di nozze regali e di quelli svoltisi durante le Esposizioni.
Una parte della mostra è dedicata ad alcuni dei più importanti chef dell'epoca, autori di ricettari di solito scritti in francese - la lingua ufficiale della cucina fino ad inizii Novecento - derivati dalla loro lunga esperienza. Fra i nomi spiccano Francesco Chapusot, cuoco dell’ambasciatore d’Inghilterra a Torino; Ralph D’Abercromby, negli anni che precedettero l’Unità d’Italia, e Giovanni Vialardi, al servizio di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II.
Bellissimi e particolari sono poi gli "strumenti di lavoro" esposti nelle teche, destinati a vari utilizzi fra cui anche la tostatura e macinazione del caffè.

Orario: lunedì – venerdì 8,30 – 16,30

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