mercoledì 15 febbraio 2017

Al Museo Ettore Fico due nuove mostre su Bruno Munari e Cosimo Veneziano

Da giovedì 16 febbraio al MEF Museo Ettore Fico (via Cigna 114) sono visibili due nuove mostre: "Bruno Munari, artista totale" e "Cosimo Veneziano. Petrolio".
La rassegna su Bruno Munari (Milano, 1907-1998), a cura di Claudio Cerritelli, documenta sui due piani del museo l'attività poliedrica dell'artista milanese, che non amava le produzioni seriali, ma creava con grande fantasia opere d'arte sempre diverse e spesso davvero originali: disegni, progetti, collage, dipinti, sculture, libri illeggibili, nuove tecniche di riproduzione delle immagini, oggetti di industrial design, esperienze di grafica editoriale, architettura, nonché nuove proposte di pedagogia. «Arte è ricerca continua – affermava Munari – assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nella forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi». Le sue opere sono spesso giocose, realizzate con un approccio sperimentale e didattico, accomunate dal tentativo di interpretare la realtà in modo sempre diverso. «Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita – ha scritto sempre Munari – vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare».
In mostra ammirerete le sue realizzazioni astratte degli anni Trenta che approdano nel celebre ciclo dei Negativi-positivi degli anni Cinquanta, fino ad arrivare negli anni Novanta alle varianti compositive caratterizzate da varietà di supporti e tecniche (disegni, bozzetti, progetti, collage, dipinti a olio, tempera, acrilico) realizzati nel corso del tempo su carta, su tela e su tavola, con superfici anche sagomate, con parti vuote che dialogano con la parete. Poi ci sono le Scritture illeggibili di popoli sconosciuti (1947), composte da alfabeti ironici e scherzi grafici.  Sul piano dell’invenzione di nuovi spaziali tridimensionali si pongono opere come Salto mortale, Filipesi, Alta tensione, Flexy, costruzioni plastiche dotate di materiali metallici, lignei, filiformi: continui avvolgimenti di aerea leggerezza dove il peso del vuoto risulta determinante per il dialogo tra fantasia e immaginazione. E ancora le originali realizzazioni ludiche e fantastiche come le Forchette parlanti, la Scimmietta Zizì, la Sedia per visite brevi e l'orologio Tempo Libero per la Swatch.
Molto bello anche il catalogo delle opere, introdotte da un saggio storico-critico del curatore Claudio Cerritelli, docente di Storia dell’artecontemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
La seconda mostra è dedicata a Cosimo Veneziano, profondo indagatore del vasto universo di immagini del patrimonio sociale,architettonico e urbano. Nato a Moncalieri e operante a Leeds in Gran Bretagna, Veneziano parte dal presupposto che l'installazione di un monumento nello spazio pubblico comporta la selezione di un “fatto storico” , di un “dio” o di un “personaggio” ritenuti cruciali per la comunità, e si chiede quindi quale peso possa avere la distruzione di un patrimonio riconosciuto come collettivo, come sta avvenendo in Siria, Libia e Iraq. La risposta sono le opere della serie Petrolio, realizzate apposta per il Museo Fico: un corpus di disegni che prevedono la copertura parziale dell’immagine dei monumenti e un nuovo allestimento di Crash, il cui soggetto è il palazzo della Banca d’Italia a Massa - un tempo vero e proprio segno visivo della città e del suo potere economico - oggi struttura abbandonata.
E la sua esposizione continua anche in una seconda sede, la Galleria Alberto Peola (via della Rocca 29), con le sculture della serie "Membrana", le colature in gomma siliconica "Monochrome II" e le quattro grandi tele dal titolo "Giorni di un futuro passato".

Maggiori info per la visita ai seguenti link:  www.museofico.it      www.albertopeola.com

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