sabato 18 febbraio 2017

Alla Casa del Quartiere San Salvario torna dal 19 la rassegna Black Sauce. Tre serate cultural-teatrali di Pentesilea e Municipale Teatro

Grande ritorno del format cultural-teatrale Black Sauce, con tre nuove serate organizzate da Pentesilea e Municipale Teatro dal 19 febbraio al 9 aprile. Come simpaticamente dicono gli organizzatori, si parlerà di "storia e teatro, sul filo del black: il noir, lo sporchetto che affascina, il losco nascosto nella storia". In pratica di alcune vicende che, più o meno volontariamente, sono state dimenticate dalla storia, ma che certamente sapranno affascinare i partecipanti. Luogo di ritrovo: la Casa del Quartiere di San Salvario (via Morgari 14 a Torino) - ingresso "a cappello"...


Eccovi il calendario delle tre serate:

19 febbraio ore 20,30: Troia tra storia e leggenda
Le vicende di una città leggendaria e del suo tesoro, entrambi legati alla figura di un imprenditore, archeologo, avventuriero, autodidatta, invaghito di Omero: Heinrich Schliemann.
con Annarita Martino e Giulia Bavelloni

19 marzo ore 20,30 Entartete Kunst: fare i soldi con l’arte degenerata
Ebrei, comunisti, massoni e degenerati: ecco gli artisti che affollavano i musei tedeschi prima della grande pulizia fatta dai nazisti. Che farsene di tutti quei dipinti e quelle sculture immorali e diseducativi? Perchè non venderle, per fare cassa? Perchè non venderle agli americani? La storia tortuosa e oscura di un gallerista svizzero, un mercante ebreo, un visto per gli USA e tante, tante opere d’arte.
con Margherita Nebbia, Federica Tammarazio e Giulia Bavelloni

9 aprile ore 20,30: Sotto la mano della Nazione. Le strane storie delle opere d’arte nella bufera napoleonica
Il 23 agosto 1802 Napoleone decretò la soppressione degli ordini religiosi in Piemonte: entro un mese i frati e le monache dovevano abbandonare i conventi e lasciare tutti gli arredi e le opere d’arte in mano agli occupanti francesi… Ma non tutto andò proprio così. Nascondigli, sotterfugi e inganni riservarono alle opere destini spesso inaspettati e sorprendenti.
con Elena Di Majo e Giulia Bavelloni

Il progetto è realizzato con il sostegno della Casa del Quartiere di San Salvario e dei Bagni Municipali.

Ed ora una breve presentazione delle protagoniste delle tre serate:

Chiara Lombardo (1983), o la supervisione teatrale. Si occupa di regia, drammaturgia e stesura di progetti legati al coinvolgimento di fasce di nuovo pubblico. Si è formata e ha lavorato con R. Tarasco, R.Rostagno, G. Melano, S. Antonelli, L. Perissinotto, D. Crema, A. Pontremoli.

Giulia Bavelloni (1985), l’attrice. Si occupa di formazione e conduzione di laboratori. Il suo forte è la nuova drammaturgia, per questo, da un po', scrive testi per altri e per se stessa portandoli con successo in scena. E' attrice e si forma, tra gli altri, con A. Rossi Ghiglione, C. Brie, S. Castiglioni, G. Isoardi.

Annarita Martino (1970), o il fascino dell'antico. L'esperta di cultura classica, la traduttrice dal greco e dal latino a impronta, la devota del Devoto-Oli. Se la storia e l'arte antica per lei non hanno segreti, le sue passioni spaziano nel cinema dove – attenzione attenzione – ha trovato nel genere
peplum un serbatoio infinito di chicche narrative.


Margherita Nebbia (1983), o la seduzione delle ceramiche. Ha fatto della fortuna del Medioevo nell’Ottocento il suo campo di ricerca, con particolare attenzione alle arti decorative.
Quando non si occupa di stoffe e oreficerie comunica tantissimo, promuovendo musei e associazioni culturali.

Federica Tammarazio (1979) Contemporaneista senza rimpianti e collezionista di titoli accademici. Dagli anni del liceo sposa la tesi di Eric Hobsbawm per cui il Novecento è un secolo “breve ma intenso” e decide di dedicarsi a quello e basta, con una breve concessione agli ultimi decenni del XIX secolo e ovviamente al nuovo millennio. Fa della storia dell'arte il suo pane e companatico, passando dalla teoria alla didattica, dai testi critici allo storytelling senza colpo ferire. Must: scultura cimiteriale, arte tra le due guerre e il grande calderone del postmoderno.


Elena Di Majo (1980) Modernista e nume tutelare di una delle più ignote ricette della storia: quella della scagliola. Esperta di altari di ogni forma e colore, anche lei grande collezionista di titoli di studio, nutre una grande passione per la ricerca, tra archivi, carte ammuffite e stanze sotterranee. Vai a sapere cosa fa lo studio…

Per info: 3473120419  segreteria@pentesilea.org    www.pentesilea.org

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