mercoledì 22 febbraio 2017

Giovedì 23 alle 17 presso l'Accademia Albertina presentazione del libro su Dominot, artista "en travesti"

Giovedì 23 febbraio alle ore 17 presso il Salone d'Onore dell'Accademia Albertina di Torino (via Accaemia Albertina 6) si terrà la presentazione del libro di Maricla Boggio "Dominot. Racconto confidenziale di un artista en travesti", edito da Armando Editore e contenente saggi di Luigi M. Lombardi Satriani e Francisco Mele. All'incontro, presentato da Beppe Navello, parteciperanno l'autrice e Francisco Mele, mentre Fiorenzo Alfieri e Salvo Bitonti effettueranno alcune letture del testo, con l'ausilio di proiezioni. 
E' stato lo stesso artista Antonio Iacono, in arte Dominot, scomparso nel 2014, a raccontare la sua vita a Maricla Boggio, consapevole di non venir giudicato. Perchè la sua giovinezza non è stata certo facile. Fra Tunisi, Parigi, Teheran, Roma, luoghi di avventure erotiche e di apprendimenti esistenziali, Dominot prima di approdare al teatro ha conosciuto il mondo attraverso dure esperienze, fra contesti di violenza e corruzione da lui vissuti con inconsapevole innocenza. Abituato a vivere per necessità il sesso in modo decisamente libero, iniziò a sentirsi appagato dal travestimento, che per lui divenne un modo per liberarsi dall'oscurità della sua nascita. E fu proprio il teatro a riscattarlo dalla prostituzione, oltre all'incontro con Fellini che gli ritagliò la parte del ragazzo del finale de "La dolce vita".

"Poi siamo andati in una piazzetta; c'erano tutti questi femminielli, questi travestiti che erano arrivati con una carretta, e hanno cominciato a recitare. Quei ragazzi mi ricordavano un po' i miei amichetti dell'infanzia a Tunisi, con tutti quei vestiti che si trascinavano. E mi rattristava la miseria, che anch'essa mi ricordava quella mia di Tunisi, mentre adesso io ero con questo David che mi offriva tutto, pensione, trasporti, ristorante... Appena siamo arrivati a Napoli, lui subito mi aveva detto: "Quando si arriva in una città, bisogna andare subito nel miglior ristorante...", e siamo andati da Zi' Teresa. Io ero affascinato da questa sua maniera, molto gentile, molto da signore. Era un ragazzo che ancora studiava; e scriveva. Siamo rimasti qualche giorno a Napoli, poi siamo andati a Capri, e anche lì è stato un incanto che non conoscevo e che paragonavo molto a Sidi Bou Said. Quando siamo tornati a Roma, lui dopo qualche tempo mi ha detto che doveva per forza tornare in Inghilterra: aveva una fidanzata irlandese che si chiamava Barriette, e doveva dirle di questo rapporto con me, ma sarebbe tornato a Roma, non dovevo preoccuparmi."

Maricla Boggio, laurea in legge e diploma di regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" dove ha tenuto le cattedre di recitazione e di drammaturgia, prosegue all'Università la didattica di Orazio Costa sul cui metodo di interpretazione ha scritto quattro volumi. Più di 70 i testi rappresentati e pubblicati, ispirati a storia, mito, antropologia, letteratura, di cui ultimo "Aleida e il Che. L'amore al tempo della Rivoluzione" (Roma). Due Premi Matteotti della Presidenza del Consiglio per "Matteotti, l'ultimo discorso" e "La Merlin". Fra i film RAI "Marisa della Maglianà". Per la narrativa "La Nara" (Milano), "Maria Unica. Un'infanzia nel '45" (Nardò); "Ogni sera della vita" (Roma); con L.M. Lombardi Satriani ha pubblicato, per i tipi di Armando Editore, "Natuzza Evolo", da cui il libro omonimo (2006) e "San Gennaro. Viaggio nell'identità napoletana" (2014).

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