mercoledì 22 febbraio 2017

Giovedì 23 alle 18 concerto al Museo Montagna con musiche di Federico Collino. Ingresso libero

In occasione della mostra "Federico Collino tra musica e pittura. Dal Conservatorio di Torino ai paesaggi della Valle di Viù" in corso fino al 17 aprile al Museo Nazionale della Montagna (piazzale Monte dei Cappuccini 7) giovedì 23 febbraio alle ore 18 si terrà un concerto ad ingresso libero che vedrà la partecipazione delle violiniste Alessandra Génot ed Anna Castellani, del soprano Serena Rubini e del pianista Massimiliano Génot, studioso del repertorio di Collino.
Il concerto prende avvio dalle musiche d’occasione scritte da Joseph o Giuseppe Collino, nato a Pinerolo nel 1846 e morto a Torino nel 1910, secondo le ricerche condotte da Guglielmo Berutto. La coincidenza della città natale, Pinerolo, con quella di Federico Collino potrebbe far pensare ad una possibile parentela. I due Valse di Joseph Collino si fanno apprezzare per il loro ingenuo charme, così come la Marcia d’La Val Sopata, scritta per il Lunedì Grasso del Carnevale del Circolo degli Artisti, poche settimane prima dell’entrata in guerra dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale, evento che avrebbe spazzato per sempre il clima della Belle Epoque dalle sale d’Europa. Le didascalie di Federico rendono bene l’atmosfera festosa del Circolo degli Artisti e l’elegante ironia del compositore, accostabile a quella di Erik Satie, operante negli stessi anni a Parigi. Seguono una pagina d’album, Lasciami Dormir! descrivente un congedo che potrebbe far pensare ad un amore nascente, oscillante tra sogno e fantasia, mentre l’Aria Colsi per mio diletto è tratta dall’opera Donna Fabia, operina ambientata in un Medioevo fiabesco e delicato che sembra richiamarsi alla nostalgia per il Gotico, quella stessa che ammaliò la cultura torinese tra Otto e Novecento dando vita all’edificazione del complesso del Borgo Medievale del Valentino, ed alla splendida fioritura urbanistica neogotica dei quartieri residenziali della città. Il Sogno, lirica su testi di Ada Negri, segna poeticamente il passaggio al Novecento, sia dal punto di vista musicale che testuale. La poesia è dedicata dalla Negri alla figlia adolescente Bianca, di quindici anni, di cui la madre intuisce il desiderio di libertà ed autonomia: "Non ti basto, lo so: già i tuoi grandi occhi guardano ad un sogno ov’io non oso entrare”. Un testo di notevole caratura al quale Federico Collino
reagisce con una sorprendente torsione del suo linguaggio in senso modernista, abbandonando ogni carattere strofico e convenzionale per sottolineare alla maniera dei simbolisti francesi ogni sfumatura semantica, il tutto con grande libertà di condotta armonica, metrica e di ricerca di nuove sonorità. La seconda parte del concerto si apre con un ricordo di Leone Sinigaglia, noto musicista torinese estimatore di Federico Collino, come testimoniato da fotografia con dedica appartenuta al nipote Manlio Collino. Si prosegue con un omaggio al musicista di origine parmense Giovanni Bolzoni, ottimo maestro di Sinigaglia e di Collino e che pose le basi insieme a quest’ultimo affinché il Liceo Musicale di Torino potesse assurgere di lì a poco al rango di Conservatorio di Stato. Il Notturno di Federico Collino, per due violini e pianoforte, si congederà dal pubblico con la grazia Liberty della sua felice e disarmante ispirazione: un ascolto che varrebbe di per sé tutto il concerto.

Per informazioni su Federico Collino e la sua mostra leggete il mio precedente articolo al link:

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