sabato 25 febbraio 2017

I capolavori di Tiepolo e del Settecento veneto in mostra al Castello di Miradolo dal 25 febbraio

Giambattista Tiepolo - La Verità svelata dal Tempo
Se si pensa ai più grandi artisti di origine veneziana, non si può fare a meno di ricordare Giambattista Tiepolo, che insieme al figlio Giandomenico ha saputo varcare i confini della città lagunare divenendo una delle figure più ricercate dalle grandi corti europee del Settecento. Premesso ciò, ben capirete l'importanza della mostra "Tiepolo e il Settecento veneto" che la Fondazione Cosso ha organizzato da sabato 25 febbraio presso il Castello di Miradolo (via Cardonata 2, 10060 San Secondo di Pinerolo), curata dal Prof. Giovanni Carlo Federico Villa in collaborazione con i Musei Civici di Vicenza. Per l'esattezza i capolavori che potrete ammirare nelle sale del maniero alle porte di Pinerolo provengono dalla Pinacoteca di Palazzo Chiericati di Vicenza, Patrimonio Mondiale dell'UNESCO; si tratta di dipinti, disegni, acqueforti, incisioni e sculture realizzati secondo le maggiori tematiche dell'epoca, come la pittura di paesaggio, la natura morta, le rappresentazioni mitologiche e quelle religiose, realizzate sulle pale d'altare.
Giambattista Tiepolo - Capriccio
Del Tiepolo spicca la bella Immacolata Concezione, dipinta nel 1733-1734, a testimonianza della raggiunta autonomia del pittore, che libero dal pathos tardobarocco e dalla pratica delle luci artificiali è approdato a una pittura di pura luce, che ripudia l'ombra. E come non emozionarsi di fronte all' Estasi di san Francesco di Piazzetta, dipinta nel 1729 per la Chiesa conventuale dell'Araceli di Vicenza? Il santo è qui ritratto svenuto e sfinito, nel momento in cui viene soccorso da un angelo, per una scena fortemente marcata dai contrasti chiaroscurali. Altro discorso sono i cosiddetti Scherzi e Capricci, ovvero dei brevi momenti allegri e veloci che Giambattista ha interpretato nelle sue acqueforti, in cui le tradizioni classiche ci riportano ai sacrifici pagani, ai paesaggii agresti ed alle scene pastorali.  Poi ci sono gli incunabili della storia del paesaggio, fra cui la Prospettiva di rovine con figure ad opera di Marco e Sebastiano Ricci, il Paesaggio con arco trionfale e monumento equestre di Luca Carlevarijs e le opere dei grandi Maestri veneti, da Aviani a Brisighella a Zais.
Fra le quasi cinquanta opere esposte a Miradolo, alcune sono state restaurate di recente con grande maestria, come la Decollazione di San Giovanni Battista di Giandomenico Tiepolo, in cui fra i contrasti tra gli incarnati del santo e quelli del boia spiccano le ombre della passione e le vesti sgargianti.
Per meglio immergere i visitatori nella suggestione dell'epoca, la mostra è stata arricchita nel suo percorso da una piacevole colonna sonora, realizzata ad hoc dal progetto Avant-dernière pensée.

Marco e Sebastiano Ricci - Prospettiva di rovine con figure
Tiepolo (Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770) nato in Laguna, cresciuto nel sestiere di Castello, vi trascorre tutta la giovinezza, vi trova i committenti, lavora per loro in città e in terraferma. Prova tutte le tecniche, sperimenta, assapora il gusto spavaldo del primato e poi, dalla trentina, attivissimo e prolifico, chiamato per chiara fama, lavora in diverse città lombarde. Infine compie due lunghi soggiorni di lavoro: il primo per realizzare i suoi capolavori a Würzburg, già in compagnia dei dotatissimi figli suoi collaboratori; il secondo, purtroppo definitivo e già amaro, troncato dalla morte, a Madrid, ancora con Giandomenico e Lorenzo. Non compie mai un soggiorno di studio a Roma, mai un Grand Tour per osservare e apprendere, mai uno studio degli antichi, mai un confronto con le diverse scuole italiane, mai un vero periodo di lavoro variato in un ambiente diverso, come fanno tantissimi suoi contemporanei veneziani, da Antonio Canal a Rosalba Carriera. Perchè Tiepolo è integralmente veneziano e dunque gli basta avere per guida i maestri di laguna, che può ammirare e studiare direttamente: nella prima giovinezza si applica a lezione da Tintoretto poi, mentre la sua abilità di affrescatore gli dà fama e denaro, si rivolge a Veronese. In una prima fase la sua pittura sarà anche polemica, sicuramente melodrammatica, perfino sperimentale, comunque passionale. Poi il pittore trova la sua dimensione nell'affresco: si fa estroso, anche ironico, proteso allo studio del movimento nella sua stesura rapida e immediata, fresca e musicale, chiara, aerea e solare. Ciò che più gli interessa è la felicità narrativa del colore, ciò che lo attrae è lo scorcio il più ardito, è la sfida di spazi enormi da decorare. Tiepolo ha primeggiato per uno stile senza confronti per qualità e genio inventivo, capace di una teatralità, impaginazione del racconto e della scena in termini straordinariamente efficaci ai fini della rappresentazione. Tale da avere un’eccezionale capacità di penetrazione e influsso a livello europeo, con testi magistrali per drammaticità di messinscena ed eleganza e tali da imporsi come tra le prove pittoriche più importanti della storia dell’arte occidentale del Settecento.
La mostra "Tiepolo e il Settecento veneto" è visibile fino al 14 maggio nel seguente orario:
giovedì e venerdì 14-18
sabato, domenica e lunedì 10-18.30
chiuso martedì e mercoledì
Biglietti
Intero: 10 €
Ridotto: 8 € (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65)
Ridotto dai 6 ai 14 anni: 3 €
Gratuito: bambini fino a 6 anni, Abbonamento Musei.

Per informazioni 0121/502761
Per informazioni 0121/502761   www.fondazionecosso.com

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