venerdì 10 febbraio 2017

Sabato 11 al MAO due spettacoli di "Ombre turche" con l'artista Suat Veral. Ingresso libero

Se siete fra coloro che hanno apprezzato la particolare mostra "Le figure dei sogni" in corso al MAO - Museo d'Arte Orientale (via San Domenico 11) dedicata alla collezione di marionette e burattini di Augusto Grilli, allora non perdetevi l'appuntamento di sabato 11 febbraio, perchè difficilmente potrete in altre occasioni assistere ad uno spettacolo di ombre turche come il KARAGÖZ E IL FESTIVAL. L'ospite d'eccezione, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione con Turkish Airlines, sarà tra l'altro Suat Veral, uno dei più grandi artisti di figura del teatro tradizionale, insignito del titolo di Hayali, appellativo attribuito ai grandi maestri del teatro di ombre turco. Veral non si limiterà allo spettacolo, ma creerà dal vivo insieme a Merve Ilken alcune sagome in pelle, per poi animarle nella breve rappresentazione. Questa vedrà l'interazione di due personaggi molto presenti in questo tipo di arte: Karagoz, uomo del popolo, illetterato e impertinente, sempre in cerca di facili guadagni, e Hacivat, di classe colta che si esprime in un linguaggio letterario. Sceneggiatura, regia e realizzazione sagome sono di Suat Veral, messa in scena e suono di Suat Veral e Merve Ilken, prima e unica voce femminile nel teatro d’ombre turco.
Per l'occasione il MAO resterà aperto fino alle ore 22 e due saranno i momenti teatrali, peraltro ad ingresso libero: il primo alle 16, dedicato ai bambini, il secondo alle 21 per il pubblico adulto. Per consentire una buona fruizione dell'attività i posti a disposizione saranno solo cinquanta.

Il teatro delle ombre è attestato in Turchia dalla fine del XVI secolo, ma era già noto nell’impero Ottomano fin dal XIII secolo. Questo tipo di rappresentazione trae ispirazione da quella cinese, indonesiana e nord-africana e rappresenta la porta verso la sua diffusione in Europa.
Fino agli inizi del ’900 le rappresentazioni erano particolarmente apprezzate durante il Ramadan, quando le persone, dopo il lungo digiuno diurno, solevano ritrovarsi al tramonto nei caffè.
Le sagome delle ombre sono fabbricate in pelle di cammello o di capra, trattata fino a diventare sottilissima, rese traslucide con olio e colorate vivacemente. Le silhouette sono controllate da bacchette fissate con la cera e sono accostate a uno schermo di tessuto semitrasparente che viene illuminato posteriormente da una lampada a olio. Un unico maestro anima e interpreta tutti i personaggi, imitando diversi suoni, dialetti e timbri di voce.
Sebbene l’Islam non vieti del tutto la raffigurazione umana, purché non rappresenti Dio, il volto del Profeta o sia pertinente a luoghi sacri, le sagome delle ombre turche presentano un grosso buco all’altezza della spalla in modo da non riprodurre fedelmente gli essere umani, aggirando così tale proibizione.

Avevo parlato della mostra "Le figure dei sogni" al seguente link:
http://sguardisutorino.blogspot.it/2016/12/dal-3-dicembre-al-mao-grande-mostra.html
Altre informazioni:  www.maotorino.it

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