mercoledì 1 marzo 2017

Al Museo Accorsi - Ometto la grande mostra "Dal futurismo al ritorno all'ordine"

Umberto Boccioni - Antigrazioso
Dopo il successo della precedente mostra sul divisionismo tra Torino e Milano, il Museo Accorsi - Ometto  (via Po 55) propone dal 2 marzo al 18 giugno una nuova mostra che indaga la pittura italiana del decennio tra gli anni dieci e venti del Novecento. Curata da Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio, con il contributo di Reale Mutua, "Dal futurismo al ritorno all'ordine" presenta 72 opere provenienti da musei e collezioni private, legate al periodo che segna la nascita dell'arte moderna a partire dal 1910, anno simbolo in cui venne presentato il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. E la prima parte dell'esposizione è composta proprio da opere dei più celebri autori del Futurismo storico, come Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo e Fortunato Depero. Rappresentati anche gli esponenti dell’eterodossia futurista e gli indipendenti del movimento, da Enrico Prampolini a Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Antonio Sant'Elia e Gerardo Dottori. Presenti anche i due fuoriusciti dalle file futuriste: il precursore delle tendenze astrattive Romolo Romani e Aroldo Bonzagni, rappresentante di un espressionismo a tono sociale. 
Soffici - Natura morta
Il percorso prosegue con la seconda sezione dedicata ai simbolismi che registrano una persistenza stilistica
dal decennio precedente, ora rinnovati in chiave espressionista, di intonazione popolare. Per poi illustrare i secessionismi dai linguaggi giovanili italiani, influenzati dall'arte coeva d'oltralpe: dai testimoni di Ca’ Pesaro ai partecipanti alle Secessioni romane, agli animatori della Secessioni bolognesi fino i movimenti giovanili napoletani degli anni a ridosso della Grande Guerra. Affiancate alle opere simboliste di Alberto Martini e a quelle espressioniste di Lorenzo Viani, trovano posto quelle secessioniste e primitiviste di Felice Casorati, Tullio Garbari, Umberto Moggioli, Guido Trentini, Gino Rossi, Ubaldo Oppi e Ferruccio Ferrazzi, solo per nominarne alcuni. Il primitivismo, una tendenza che cercava di tornare al "primordio" inteso come azzeramento delle stratificazioni culturali per ritrovare la semplicità delle espressioni popolari, tipica di alcuni artisti del Trecento e Quattrocento come Giotto e Paolo Uccello, è qui ben rappresentato dai dipinti di Carrà, Garbari, Gigiotti Zanini, Pompeo Borra e Alberto Salietti.
Eccoci giunti alla terza sezione della mostra, quella del Ritorno all'ordine, periodo segnato dai grossi disordini sociali legati alla Prima Guerra Mondiale. La Metafisica, “l’altra faccia della modernità”, che perseguiva in comune con le avanguardie la rivoluzione dei contenuti, ma non quella delle forme, è illustrata da opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Filippo De Pisis, accostate a saggi della metafisica eterodossa di Mario Sironi e Achille Funi, per approdare alla poetica di “Valori Plastici”, che dal 1918 diffondeva il principio della supremazia culturale e artistica italiana. Eccoci giunti all'ultima parte dell'esposizione, che riguarda la fine degli anni '20 e il graduale ritorno alla classicità in ottica moderna, secondo stili e linguaggi aggiornati; qui gli stessi Casorati, Sironi, De Chirico e Funi incentrano ora le loro opere su nuovi principi di sintesi, costruzione e plasticità, incamminandosi in vari modi verso la successiva  temperie del Novecento Italiano degli anni venti.

ORARIO
Da martedì a venerdì: 10.00 – 13.00; 14.00 – 18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 13.00; 14.00 – 19.00
Lunedì chiuso.

COSTI
Mostra: intero € 8,00; ridotto* € 6,00
Gratuito con Abbonamento Musei

Mostra con visita guidata (da martedì a venerdì ore 11.00 e 17.00; sabato, domenica e festivi anche ore 18.00):  intero € 12,00; ridotto* € 10,00; con Abbonamento Musei € 4,00

* Studenti fino a 26 anni, over 65, convenzioni

INFO E PRENOTAZIONI: 011.837688 int. 3

Altre informazioni:    www.fondazioneaccorsi-ometto.it

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