martedì 28 marzo 2017

Il Canale Cavour attraverso l'obiettivo di Irene Cabiati. Dal 30 marzo in Sala Mostre Regione Piemonte

Dopo essere stata esposta a Chivasso l'anno scorso, approda a Torino dal 30 marzo al 22 aprile 2017, presso la Sala Mostre della Regione Piemonte (piazza Castello 165) la mostra fotografica "Il Canale Cavour - 150 anni di benessere", con fotografie della giornalista e scrittrice Irene Cabiati. La mostra ad ingresso libero (con orario 10-18), promossa dal Museo Regionale di Scienze Naturali, verrà  inaugurata giovedì 30 marzo alle ore 18.

Il Canale Cavour deve il nome a Camillo Benso, che lo promosse e realizzo in soli tre anni fra il 1863 e il 1866, subito dopo l'Unità d'Italia; ha una lunghezza di 86 chilometri e venne scavato da oltre 14 mila uomini. Portò immediato beneficio alle popolazioni rurali della zona, che erano appena uscite dai duri anni di guerra che proseguirono fino al 1859; ma soprattutto pose le premesse per il futuro triangolo d'oro del riso, ad oggi una delle più note aree agricole d'Europa.

Le belle immagini in esposizione ripercorrono la lunghezza del Canale, evidenziandone le caratteristiche storiche, ingegneristiche e la relazione col territorio. In aggiunta vi sono varie foto storiche, disegni e documenti provenienti dalle Associazioni di Irrigazione Est Sesia di Novara e Ovest Sesia di Vercelli, che gestiscono oggi l'area su concessione della Regione Piemonte.

Irene Cabiati è una giornalista professionista e scrittrice. L'ultimo libro, "Mongolia in viaggio", è dedicato alla rivoluzione culturale ed economica del popolo mongolo. Ha vissuto per studio in Francia, in Gran Bretagna e in Algeria. Ha lavorato come cronista, prima alla Gazzetta del Popolo e poi al quotidiano La Stampa. Per solidarietà ha creato eventi per la tutela dei minori.
Ha viaggiato molto, seguendo sugli oceani le rotte di grandi navigatori e camminando per isole e deserti dell’Africa e dell’Asia e dell’America Latina. Poi è capitata per caso sulle alzaie del Canale Cavour e, per quattro anni, ne ha seguito il corso a piedi, in bicicletta e in autogiro. Proprio come fece Francesco Rossi, l'ideatore del Canale, che aveva misurato il territorio con mezzi rudimentali per dare concretezza alla sua idea. Seguendo il corso del Canale, da Chivasso al Ticino, ha scoperto il pregio di questa meravigliosa opera di ingegneria idraulica capace di scavalcare i fiumi e di sottopassarli. Si è persa fra le risaie seguendo il canto dell'acqua e le voci della gente del Canale che le ha insegnato il suo valore. Ora vuole condividere le sue emozioni con questa mostra fotografica. 


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