giovedì 9 marzo 2017

Un nuovo confronto alla Sabauda fra pittura e scultura nelle opere del Cerano

Dapprima c'è stato il successo di Venere contro Venere, con il paragone fra i due dipinti di Botticelli; poi il confronto fra i bambini di Boldini e Van Dick. Ora lo Spazio Confronti della Galleria Sabauda ospita fino al 18 giugno la "Madonna dei Miracoli" di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, realizzata nel 1610 e affiancata dal bozzetto in terracotta della Vergine, modellato da un giovane Cerano e di proprietà della Regione Piemonte (finora in deposito alla Reggia di Venaria).
La pala raffigura la "Madonna dei Miracoli di Santa Maria presso San Celso venerata da San Francesco e dal beato Carlo Borromeo", vero capolavoro del Seicento lombardo; è soprannominata "dei miracoli" perchè le viene attribuito il merito di aver debellato la pestilenza milanese del 1485. Venne acquistata a Milano nel 1632, due anni dopo la morte di Carlo Emanuele I (il protagonista della mostra "Le meraviglie del mondo"), dal duca Vittorio Amedeo I e sistemata nell'anticamera dell'appartamento privato del regnante, presso l'antico Palazzo di San Giovanni, situato proprio dove ora sorge la Galleria Sabauda. 
Nominata come "La Madonna di San Celso finta in marmo" in un inventario del 1635, l'opera si ispira quasi fedelmente alla statua marmorea dell'Assunta realizzata tra il 1583 ed il 1586 da Annibale Fontana, appositamente per l'altare di Santa Maria presso San Celso, nel centenario del miracolo che aveva avviato il cantiere del santuario milanese, ove le spose hanno l'abitudine di portare dei mazzi floreali nel giorno del loro matrimonio, come voto di buon auspicio. 
Probabilmente il Cerano, che aveva curato la decorazione della chiesa nei primi del Seicento, era stato talmente colpito dall'opera di Fontana da riprodurla in terracotta, e successivamente decise di ricavarne anche il dipinto, rendendo però la figura della Vergine più affusolata e marcandone gli effetti espressivi.

Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, nasce nel dicembre del 1573 a Romagnano Sesia, vicino a Novara, in una famiglia di pittori. Il suo soprannome si riferisce alla località sulla sponda del Ticino dove i Crespi si trasferiscono in un momento successivo. A diciotto anni è già legato a Milano e alla famiglia dei Borromeo. Le sue prime opere si ispirano ai modelli di Gaudenzio Ferrari, ma guardano anche ai pittori manieristi della corte di Rodolfo II d’Asburgo, con ricordi di Barocci, come nell’Adorazione dei pastori della Galleria Sabauda. Fin dagli anni giovanili Cerano pratica anche la scultura, a Mortara e in Santa Maria presso San Celso a Milano. La sua opera scultorea più importante risale al 1598, quando gli viene affidata l'ideazione del colosso raffigurante Carlo Borromeo, ad Arona. Per la sua canonizzazione, Cerano dipinge dieci dei "quadroni" per il Duomo di Milano (1602- 1610), in anni in cui si data anche la Madonna dei Miracoli della Galleria Sabauda. La prima attestazione di opere del maestro per i duchi di Savoia è legata alla serie delle Province sabaude, realizzata nel 1608 per il doppio matrimonio delle figlie di Carlo Emanuele I. Capolavori degli anni '10 del secolo sono la Madonna del Rosario di Brera e la Messa di san Gregorio dipinta per Varese. Dal 1621 dirige l'Accademia Ambrosiana e dal 1629 la Fabbrica del Duomo. Nella fase tarda della sua carriera è affiancato dal fratello Ortensio e dal genero Melchiorre Gherardini, con il quale realizza la monumentale pala per il Monte dei Cappuccini di Torino. Muore a Milano nel 1632.

La mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso dei Musei reali.

Altre informazioni:   www.museireali.beniculturali.it

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