domenica 23 aprile 2017

Al Museo del Risorgimento la mostra "Dai '60s ai '60s" confronta due periodi storici fondamentali per il nostro paese


Un confronto fra gli anni Sessanta dell'Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento. E’ questo l’intento della nuova mostra appena inaugurata presso il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino (piazza Carlo Alberto 8), dal titolo “Dai ’60s ai ’60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art”, a cura del critico d’arte Luca Beatrice e del direttore del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino Ferruccio Martinotti. Attraverso una selezione di opere artistiche delle due epoche è stato creato un allestimento davvero inconsueto e particolare, realizzato non tanto dal punto di vista didascalico quanto da quello visivo, con l'intento di spingere il visitatore a ricercare connessioni per analogia coinvolgendo la sfera emozionale.
“La mostra si colloca all’interno del nostro progetto di riposizionamento dell’offerta culturale e sociale del Museo” – ha dichiarato il direttore Ferruccio Martinotti - “Dopo essere usciti dai nostri confini e avere incontrato gli studenti nelle scuole di periferia, dopo aver riaperto al pubblico la Camera del Parlamento Subalpino, è giunto il tempo di accogliere l’arte, anche nelle sue declinazioni altre rispetto alle nostre collezioni”
Gli avvenimenti storici a partire dal 1860 sono fortemente condizionati dall’impresa di Garibaldi e dalla conseguente Unità d’Italia, che nell’arco di appena 23 mesi porta alla creazione di un Regno che al tempo stesso è nuovo, per non essere esistito prima, ma anche vecchio, essendo basato sulla solidità del Regno di Sardegna, fortemente squilibrato dal punto di vista sociale, economico e territoriale. A distanza di cento anni il nostro paese è invece nel pieno boom economico, con un’esplosione demografica senza precedenti verificata proprio grazie al censimento del 1961. Poco dopo la caduta del fascismo, l'Italia è un paese completamente nuovo, caratterizzato da un forte spostamento migratorio verso le città, dove le persone riescono a trovare più facilmente un lavoro. Dal punto di vista artistico proprio in quegli anni nasce la pop art, ereditata da paesi più evoluti come l'Inghilterra e gli Stati Uniti, apprezzata proprio perchè attuale e legata ai fenomeni sociali dell’epoca. Sorpassando il tradizionale regionalismo italico la pop art si afferma per la prima volta a livello nazionale, stabilendo un ponte in particolare con New York, grazie soprattutto a mostre come The New Realist alla Sidney Janis Gallery, cui parteciparono artisti italiani come Mimmo Rotella e Mario Schifano.
Fra le opere del decennio ottocentesco spiccano le due tempere del racconto per immagini di Carlo Bossoli, tratte dall’esposizione permanente del museo e scelte dalla nota collezione commissionata da Eugenio di Savoia Carignano, con l’intento di documentare i luoghi delle battaglie legate all’unificazione nazionale. Poi ci sono le pitture di storia, lanciate dal Concorso Ricasoli nel 1859, che divennero presto una moda dilagante del periodo risorgimentale italiano; erano spesso realizzate da pittori-soldati partecipanti alle campagne per l’indipendenza, che amavano ritrarre le imprese garibaldine celebrandone le vittorie. Celebri le tele di Massimo d’Azeglio, Cerruti Bauduc, Michele Cammarano e Raffaele Pontremoli, che nella mostra sono alternate a grandi fotografie dei maggiori eventi e volti che segnarono il decennio.
A rappresentare gli anni ‘60 del Novecento un nucleo di opere provenienti dalle collezioni Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia, cui si aggiungono quelle da prestiti privati e pubblici. Gli artisti rappresentati sono fra i più celebri dell’arte contemporanea: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Emilio Tadini, Enrico Baj, Gianfranco Pardi, Gianni Bertini, Roberto Malquori, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Aldo Mondino.
Della mostra, realizzata in collaborazione con Intesa San Paolo con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte, oltre che con il contributo della Fondazione CRT e con il sostegno di Aminta Insurance Broker e Axa Art, è stato realizzato anche un bellissimo catalogo, edito da Umberto Allemandi & C. e curato da Luca Beatrice e Ferruccio Martinotti.

Dai ’60s ai ’60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art” sarà visibile fino al 17 settembre 2017, con orario 10-18 dal martedì alla domenica ed è inclusa nel biglietto d’ingresso al museo.

Maggiori informazioni sul sito: www.museorisorgimentotorino.it


Nessun commento:

Posta un commento