venerdì 7 aprile 2017

La drammatica vicenda del "Miss Charlotte" raccontata in un docufilm presentato venerdì 7 al Teatro dell'Istituto Sociale

Venerdì 7 alle ore 21 presso il Teatro dell’Istituto Sociale di Torino (corso Siracusa 10) verrà proiettato il docufilm "Miss Charlotte", realizzato da Alessandro Battaglino, Angelo Chionna e Giorgio Perna per narrare le vicende drammatiche del bombardiere B17 dell’aviazione americana, il “Miss Charlotte” appunto, che nella notte del 10 settembre del 1944 si schiantò sulla cresta del Gran Mioul in Valle Argentera, mentre trasportava armi, munizioni e viveri da paracadutare alle formazioni partigiane delle Langhe.Nel disastro morirono tutti i nove uomini dell'855 gruppo bombardieri dell'USAF provenienti da Algeri.
Miss Charlotte a causa di una tempesta di neve aveva perso la rotta spostandosi troppo verso nord rispetto alle valli di Cuneo. Era riuscito a infilarsi nella valle Argentera attraverso il Passo di Frappier ( 2891 mt) e, soprattutto, a evitare miracolosamente il Gran Queyron (3060 mt)a sinistra e la cima Frappier (3030 mt) e arrivare sopra Sestriere. Li il comandante si era reso conto di aver sbagliato rotta e presumibilmente decise di tornare ad Algeri facendo rotta a sud/sud ovest. Pensando di essere a una altezza sufficiente per superare lo spartiacque della valle Argentera si andò a schiantare sulla cresta che porta al Gran Mioul (2995 mt) esplodendo, tra le rocce che dividono le due biforcazioni della valle Argentera - la Valle del Gran Mioul e la Valle Lunga.
Per i nove uomini dell'equipaggio (il pilota John R. Meyers, il CopilotaDarl J. Heffelbower, il navigatore Ian S. Raeburn, Bombardiere Raymond L. Wilson, l'operatore Radio Ernest G. Kolln, e gli addetti alle mitragliere Donald C. Pullis, Robert B.Lloyd, Louis H.Simpson e Walter H.Bildstein) non ci fu scampo.
Il primo ad accorgersi di quello che era successo fu il capitano della milizia Vittorio Bianco stanziato a Sestriere che in quella notte di neve e nebbia sentì dapprima il rombo dell'aereo che sorvolava Sestriere, che riprendeva la rotta verso sud e poi l'esplosione.
I resti dei piloti vennero prima tumulati a Sauze di Cesana e poi, a guerra finita, raccolti da due ufficiali americani e sepolti prima in un cimitero militare americano presso Pisa e dopo due anni trasferiti negli Stati Uniti. In loro memoria, proprio nel luogo dello schianto, esiste dal 2016 una scultura in alluminio, lo stesso materiale di cui era fatto il bombardiere, disegnata da alcuni studenti dell’International School of Turin coordinati dal professor Raffaele Mondazzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Alla serata interverrà lo storico Gianni Oliva.
R.S.V.P.   Alessandro Battaglino  alebatta@yahoo.com


Nessun commento:

Posta un commento