mercoledì 31 maggio 2017

A CAMERA le mostre "The Many Lives of Erik Kessels" e "Night Games" di Stefano Cerio

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Magnum, dall'1 giugno al 30 luglio arrivano a CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia (via delle Rosine 18 a Torino) due nuove mostre decisamente interessanti.

La prima è "The Many Lives of Erik Kessels", curata da Francesco Zanot. Kessels è senza dubbio uno dei più grandi interpreti della fotografia europea, ma in realtà non fotografa in prima persona. L'artista, art director ed editore olandese è infatti un vero riferimento nel campo della "fotografia ritrovata", che consiste nel creare dei mosaici composti da molte immagini pre-esistenti, scattate da altri fotografi, ricontestualizzando così le diverse situazioni. In pratica Kessels è un fotografo senza macchina né obiettivo, o meglio un artista, che nell'arco di vent'anni ha saputo recuperare e riciclare solamente ciò che era già disponibile.
Nel percorso della sua mostra a CAMERA osserverete centinaia di immagini, presentate in 27 serie ed in un percorso non-lineare e senza cronologia, completato da varie pubblicazioni tra libri e riviste specializzate, edite dalla KesselsKramer Publishing piuttosto che da altri editori.
Tra i più importanti lavori osserverete "24hrs of Photos", che invade letteralmente lo spazio espositivo con una montagna formata dalle stampe di tutte le immagini, centinaia di migliaia, caricate in un solo giorno su Internet. Oppure "My Feet", maestosa installazione composta esclusivamente dalle immagini dei piedi di chi fotografa, che introduce immediatamente i concetti di ripetizione e archiviazione. Ma noterete anche Valery, una donna che per tutta la vita si è fatta fotografare immersa nell’acqua; Oolong, il coniglio equilibrista; e ancora un cane troppo nero per apparire correttamente in fotografia. Sono soltanto alcuni dei protagonisti di "In Almost Every Picture", un ciclo di 14 progetti (fino ad oggi) centrati ogni volta su un soggetto ossessivamente ricorrente.
My Sister è invece un video musicato dal compositore giapponese Ryuichi Sakamoto, tratto da un home-movie interamente dedicato a una partita di ping-pong tra l’'autore e sua sorella, tragicamente scomparsa in un incidente stradale a soli 9 anni.
Album Beauty è un’'intera stanza dedicata al fenomeno degli album di famiglia, tra i soggetti privilegiati da Kessels, che riabilita democraticamente il fotografo amatoriale proiettandolo sotto i riflettori della ricerca artistica.
Per la modalità allestitiva "The Many Lives of Erik Kessels" potrebbe essere definita come una grande accumulazione di immagini incorniciate e scorniciate, appese a parete e sdraiate a terra, light-box, cubi, wallpaper, portaritratti e proiezioni. Ma allo stesso tempo si tratta di una sintesi e una de-costruzione di ogni possibile mostra fotografica.
L'esposizione è co-prodotta con NRW-Forum, Düsseldorf  ed accompagnata da un libro di 576 pagine pubblicato per questa occasione da Aperture, New York, con testi di Hans Aarsman, Simon Baker, Erik Kessels, Sandra S. Phillips e Francesco Zanot.

La seconda mostra che verrà inaugurata l'1 giugno, collocata nella Project Room, è una suggestiva selezione di scatti notturni dei parchi divertimento, tratta dal lavoro fotografico di Stefano Cerio NIGHT GAMES. Vi siete mai domandati cosa succeda in un parco dei divertimenti quando a sera si spengono le luci? Stefano Cerio offre alcune risposte a tali interrogativi e suggestive testimonianze visive, esplorando il tema dell’intrattenimento, del divertimento, della distrazione e lasciando che sia la realtà da lui immortalata a parlare, a raccontarsi.
Come ha scritto Gabriel Bauret nel testo introduttivo del volume, edito da Hatje Cantz, che accompagna la mostra:"“Stefano Cerio non realizza un inventario dei parchi divertimento e nemmeno cerca di declinare le fotografie al servizio di certe tematiche. Night Games riunisce luoghi e spazi differenti, come sono differenti i mondi a cui fanno riferimento gli scenari dei parchi: cinematografico, urbano, militare... Tutte le fasce di età sono in qualche modo coinvolte nella varietà dei parchi ai quali si interessa Cerio; compresa l'’infanzia, perché Cerio fotografa anche nei giardini pubblici con giostre e scivoli. La composizione dell'’immagine è di grande sobrietà. Il soggetto è spesso posto al centro e l'’angolatura è rigorosa, in genere frontale. In compenso, ai margini è sempre presente qualche punto di riferimento che dà un’indicazione di scala. La gigantesca giostra di Coney Island a forma di fiore e il piccolo cavallo a molla del giardino di Villa Pamphili differiscono per dimensioni, ma non per il modo, identico, in cui sono trattate, un modo che rappresenta l’elemento unificatore dell’opera.”"
Con la serie Night Games, Stefano Cerio prosegue la sua ricerca, apparentemente oggettiva, sui luoghi e sulle macchine del consumo del divertimento di massa, avviata con lavori quali Aqua Park (2010), Night Ski (2012) e Chinese Fun (2015). In mostra, ben 12 spettacolari immagini, di cui 8 di grande formato - oltre un metro di altezza per quasi un metro e mezzo di larghezza - e 4 di misure più contenute, che ben rappresentano la poetica di Cerio.

Classe 1962, Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi. Inizia la carriera di fotografo a soli diciotto anni, collaborando con il settimanale L’Espresso. Dal 2001, il suo interesse si sposta progressivamente verso la fotografia di ricerca e il video. Tra le numerose mostre da lui realizzate, si ricordano Aqua Park (2010), Night Ski (2012) e Chinese Fun (2015). Le sue opere sono in molte collezioni pubbliche e private.

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