giovedì 25 maggio 2017

Alla Luce Gallery la prima personale di Davide Balliano, artista internazionale di origini torinesi

Dal 25 maggio al 22 luglio la Luce Gallery (corso San Maurizio 25 a Torino) espone la prima mostra personale in Italia di Davide Balliano, composta da una serie di nuovi dipinti su legno e sculture in ceramica.
Dopo aver esposto in diverse mostre personali a New York, Berlino, Parigi ed ultimamente Londra, Balliano sembra consolidare la sua organicità stilistica approdando ad una nuova maturità formale.
Se in precedenza il rapporto con la storia, l’ambivalente trasparenza del vetro, ed i nudi richiami architettonici costituivano il corpo centrale della sua produzione, oggi possiamo osservare un’ulteriore consolidamento nella ricerca dell'artista che, partita dalla fotografia, si e’ formata attraverso interventi pittorici su pagine di libro, performance ed installazioni.
Una ricerca fondata sull’utilizzo di diversi media, al fine di una costruzione minimale e organica, venata da suggestioni trascendentali e dal dialogo con un vuoto che prende forma di intuìto soggetto metafisico.
Il rapporto quasi poetico con l’architettura, che nelle rovine trova una nuova identità monumentale, ormai libera dall’originale funzione, l’uso della geometria come strumento di traslazione, e i riferimenti romanici, danno un sapore quasi scultoreo anche alla ricerca pittorica di Balliano.
Gesso, smalto e stucco costruiscono il lavoro come se fosse stato posato a muro, e la superficie dei dipinti, profondamente piatta, sembra elevarsi dalle pareti solo tramite il supporto in legno che ne contraddistingue l'elegante struttura. Attraverso la stratificata copertura di forme geometriche, spesso nate dalla scomposizione di forme archetipo come il cerchio e l’arco, Balliano tende alla ricerca del perfetto equilibrio tra assenza e presenza, tra vuoto e invisibilmente pieno, ed in tal senso propone la trasformazione dello spazio della galleria convertendo il pavimento in bianco come segno di neutralità ed assenza.
In egual modo le sculture in ceramica si nutrono della tensione generata dall’incontro tra l’illusoria solidità della forma con la fragilità del materiale. Contrasto che torna nel dialogo con la fisicità degli oggetti, che sembrano voler essere contenitori di un vuoto, rifugi di una silenziosa presenza, pietre angolari di un'architettura interrogativamente votiva.
Un’icona che cerca identità nel dialogo tra l’uomo e l’universo che lo circonda.

Altre informazioni:  www.lucegallery.com


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