mercoledì 28 giugno 2017

Con l'Istituto del Vermouth di Torino lo storico aperitivo piemontese è ora tutelato dall'indicazione geografica protetta


A tre mesi dalla sua fondazione, avvenuta ufficialmente il 7 aprile scorso, l'Istituto del Vermouth di Torino ha tenuto ieri una conferenza stampa presso il Museo del Risorgimento, allo scopo di ripercorrere i tre secoli di storia e cultura del bere che hanno fatto grande nel mondo il liquore torinese. Il Vermouth è un vino liquoroso aromatizzato bianco o rosso, ingrediente primario di vari cocktail. E' legato indissolubilmente alla nostra città dalla prima metà dell'800, quando sull'asse Torino - Pessione - Asti - Canelli nacquero le numerosissime aziende produttive legate alle zone di maggiore concentrazione di vigneti e altre coltivazioni necessarie per la sua formulazione. All'epoca il boom fu enorme, al punto che, nella sola città di Torino, esistevano nel 1840 almeno 30 produttori di Vermouth e liquori. Le aziende più antiche erano localizzate in prossimità di fiumi e strade ferrate, per poter più facilmente spedire grandi quantità verso tutti i continenti, dal Venezuela all'Australia. Già all'epoca il Vermouth veniva esportato in 150 paesi nel mondo. 
La nascita dell'Istituto del Vermouth di Torino segna un importante passo avanti nella storia della produzione di questa importante eccellenza piemontese, che fino ad ora mancava di una regolamentazione precisa. Le caratteristiche del Vermouth di Torino sono infatti diverse da quelle di altri prodotti simili provenienti da aree geografiche differenti. Ciò che lo caratterizza è la presenza dell'Artemisia come principale aromatizzante e da oltre vent'anni i produttori hanno iniziato a battersi su questo fronte, arrivando a produrre una disciplinare per cercare di elevare maggiormente questo grande aperitivo della tradizione piemontese. Il traguardo è stato raggiunto solo il 22 marzo 2017 con il decreto 1826, con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha accolto la richiesta di protezione avanzata dalla Regione Piemonte ed ha riconosciuto l'indicazione geografica Vermouth di Torino/Vermut di Torino
L'Istituto è un organismo "aperto", che già da ora comprende fra i soci fondatori la maggior parte delle aziende produttrici: Berto, Bordiga, Del Professore, Carlo Alberto, Carpano, Chazalettes, Cinzano, Giulio Cocchi, Drapò, Gancia, La Canellese, Martini & Rossi, Giovanni Sperone, Vergnano e Tosti. Gli inbtenti sono di valorizzare, promuovere ed elevare la qualità del Vermouth di Torino e la sua diffusione sui mercati globali, attraverso un impegno sinergico di tutti i produttori. A tutto vantaggio dell'economia del nostro paese, da cui provengono i principali ingredienti della bevanda: vino, zucchero, estratti di erbe e spezie.


“Non posso nascondere la grande soddisfazione sia per la pubblicazione del disciplinare che fa chiarezza sui limiti e opportunità per il Vermouth piemontese permettendo di difendere prodotto e denominazione nel mondo in un momento in cui non per tutti i prodotti italiani è stato possibile - ha dichiarato Roberto Bava, Presidente dell’Istituto del Vermouth di Torino -. Altrettanto piacere ho provato nel vedere realizzarsi l’Istituto, che è certamente una conseguenza della legge, ma anche una rara dimostrazione di come sia possibile unire gli intenti di attori così diversi per dimensione, storia e caratteristiche aziendali per conseguire obiettivi comuni: promozione e salvaguardia di un vero bene collettivo. Vi è uno nuovo spirito collaborativo forse impensabile anni fa. Voglio ringraziare tutte le case produttrici che hanno per prime creduto in questo progetto.”

Maggiori info:   www.vermouthditorino.org

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