giovedì 15 giugno 2017

Da venerdì 16 giugno l'Appartamento del Re alla Palazzina di Stupinigi apre al pubblico dopo il restauro

PROMESSA MANTENUTA!!! Come era stato annunciato a maggio venerdì 16 giugno, grazie ai finanziamenti della Fondazione CRT (che nel complesso ha investito circa 20 milioni di euro) e la collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali del Piemonte, la Palazzina di Caccia di Stupinigi inserisce nel percorso espositivo anche l'Appartamento del Re, riportato al suo originario splendore grazie a 10.000 ore di lavoro. Dopo aver riaperto i Giardini e lo splendido Appartamento della Regina, restituito al pubblico nel giugno del 2016 con un investimento di 440 mila euro, ad un anno esatto di distanza è questa la grande notizia di oggi. (385 mila euro quelli investiti in totale da Fondazione CRT).
La resa finale è bellissima! Il restauro ha riguardato gli apparati decorativi delle varie stanze, a partire dai dipinti murali di volte e pareti, delle boiserie dipinte e decorate, della tappezzeria del '900, della carta da parati e di serramenti, camini e pavimentazione in seminato alla veneziana. Restaurate anche le volte e i cornicioni nell'Anticamera e nella Camera da letto, dipinte tra il 1737 il 1739 da Michele Antonio Milocco. La bella decorazione settecentesca è tornata a nuovo anche sugli sguinci delle aperture dell'Anticamera, così come le boiserie dell'Appartamento, che soprattutto a livello delle porte era affetta da gravi sollevamenti e deterioramento. Le superfici in legno dipinto e dorato sono state pulite e consolidate, con stuccature e correzioni della foglia d'oro. Stessa cosa per il pregiato pregadio del Piffetti, collocato nel 1762 in Camera da letto. Le opere di Domenico Olivero dell'Anticamera, della Galleria, del Gabinetto da Toeletta e tutti i dipinti su tela delle sovrapporte sono stati reinseriti, così come la tappezzeria in seta con motivo a catenelle. Sempre nel Gabinetto da toeletta sono stati ripuliti i dipinti murali di Giovan Francesco Fariano e le angoliere di Servozelli, mentre la Galleria che porta al Salone Centrale, dipinta da Pietro Antonio Pozzo, ha ritrovato lo scenografico rapporto con la grande sala juvarriana. Stupefacenti i restauri delle pavimentazioni in seminato alla veneziana, ma anche i tre enormi lampadari e gli arredi nobili di tutto l'Appartamento.

"L’intervento di restauro dell’Appartamento del Re nella Palazzina di Caccia di Stupinigi conclude il recupero di tutti gli ambienti del corpo centrale della residenza sabauda" – dice Adriana Acutis Presidente di Consulta – "Un passo importante nel cammino di recupero della Palazzina reso possibile dalla collaborazione fra Imprese, Istituzioni e Soprintendenza, finanziato dalla Fondazione, socio fondatore di Consulta. E proprio Consulta, incaricata della progettualità e della gestione dell’intervento, è lieta di questa collaborazione costante nel tempo finalizzata alla rinascita della residenza, Patrimonio Unesco dell’Umanità, consapevole delle grandi potenzialità ancora inespresse a favore del territorio di questo gioiello sabaudo".

"Con il restauro dell'Appartamento del Re si aggiunge un nuovo, essenziale tassello al lungo percorso di recupero e valorizzazione della Palazzina di Caccia di Stupinig" dichiara Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino. "Ci viene restituito nella sua interezza il fastoso corpo centrale, ideato da Juvarra per essere un ‘luogo magnifico’, una cornice di respiro teatrale adatta ad accogliere sia le feste ed i balli della corte, sia la vita segreta dei sovrani, in un'ariosa sequenza di sale e gabinetti via via più nascosti. Lo splendore delle sale restituite testimonia oggi non soltanto delle invenzioni juvarriane, ma anche dell'impegno che la Fondazione CRT ha posto da molti anni nell'azione di salvaguardia della Palazzina.  Un impegno fattivo e continuo, che si è rivelato fondamentale per la sua rinascita ed oggi si conferma determinante per riportarla ad essere centrale nel circuito delle residenze sabaude".

 "Questo importante intervento" – ricorda Cristiana Maccagno, in rappresentanza dell’Ente proprietario – "è ulteriore testimonianza del trentennale sostegno dedicato al recupero e alla valorizzazione del Tesoro mauriziano dalla Fondazione CRT, sin dalla costituzione della Fondazione Palazzina Mauriziana e dal 2007 in sinergia con Consulta. Una attenzione che si conferma ben riposta, in prossimità dell’adozione delle nuove regole di governo della Fondazione Ordine Mauriziano, erede riconosciuta del secolare Ordine e della valenza costituzionale delle sue funzioni. L’intervento premia la riconquistata dignità museale della Residenza, il costante successo di pubblico e la reputazione internazionale dei valori storici e culturali del Sito monumentale e delle complessive sue valenze territoriali".

Nessun commento:

Posta un commento