venerdì 28 luglio 2017

Alla Reggia di Venaria la tanto attesa mostra su Giovanni Boldini, con le sue dame che richiamano la Belle Époque


La tanto attesa mostra "Giovanni Boldini" alla Reggia di Venaria è finalmente arrivata, con oltre 115 capolavori realizzati ad olio e pastello dal grande artista ferrarese e alcune opere di suoi contemporanei, tra cui Cristiano Banfi, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara e Telemaco Signorini. L'esposizione, prodotta e organizzata da Arthemisia e La Venaria Reale e curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi, con il patrocinio della Città di Torino, è visibile dal 29 luglio 2017 al 28 gennaio 2018 nelle Sale delle Arti. Ricostruendo passo dopo passo l'intero percorso artistico di Boldini, l'oggetto è senza dubbio l'immagine della donna, ritratta negli abiti fruscianti tipici della Belle Époque attraverso una tecnica che esalta i volti perfetti, dagli incarnati e labbra sublimi, ottenuti con pennellate pastose che sfuocano il fondo per renderli il fulcro vibrante della composizione. Raramente i visi delle dame sono rivolti verso lo spettatore; il più delle volte si perdono verso punti imprecisati, facendo risaltare gli aspetti predominanti della loro personalità.

La carriera artistica di Giovanni Boldini, nato a Ferrara il 31 dicembre 1842, fu decisamente precoce, poichè ricevette i primi rudimenti dal padre Antonio, pittore a sua volta oltre che restauratore  di immagini sacre. Ma si trasferì ventenne a Firenze, con l'intento di frequentare l'Accademia di Belle Arti sotto la guida degli insegnanti Stefano Ussi ed Enrico Pollastrini. Frequentando il celebre Caffè Michelangelo diventò amico di alcuni esponenti della corrente dei Macchiaioli, tra cui Telemaco Signorini, Michele Gordigiani e Diego Martelli, Si trovò di fronte ad un tipo di pittura ben diverso rispetto a quella neoquattrocentesca da cui era partito a Ferrara, ma piuttosto che dedicarsi alla pittura naturalistica come i suoi colleghi preferì puntare sulla ritrattistica. Si trasferì presto all'estero: prima a Londra, dove riuscì ad ottenere un buon numero di commissioni; poi a Parigi nel 1867, dove conobbe i futuri impressionisti e fece amicizia con Degas, Manet e Sisley. Votandosi quasi totalmente ai ritratti, Boldini divenne un grande frequentatore dei salotti alla moda, che tra l'altro gli procurarono numerose commissioni e riconoscimenti economici. Non smise mai di viaggiare, dai Paesi Bassi alla Spagna; dal Marocco a New York. Con la Prima Guerra Mondiale torno a Londra, quindi in Costa Azzurra e di nuovo a Parigi, dove venne insignito della Legione d'Onore. Ma il suo lavoro era ormai giunto ad una battuta d'arresto, a causa di un repentino abbassamento della vista che lo ridusse quasi cieco. Si spense quasi novantenne l'11 gennaio 1931 e le sue spoglie furono sepolte nel cimitero di Ferrara, accanto a quelle della sua famiglia.

L'allestimento della mostra ricrea l'ambientazione Liberty dell'epoca studiata appositamente dalla Fondazione Arte Nova; quadri magnifici come "Ritratto di danzatrice", "Donna Franca Florio" e "Mademoiselle de Nemidoff" sono accompagnati da film muti degli anni '10 prestati dal Museo Nazionale del Cinema e dall'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa.
Non manca ovviamente un ricco catalogo, edito da Skira e contenente una quarantina di lettere inedite di Boldini.

Maggiori info su costi ed orari al link:   www.lavenaria.it

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