martedì 27 marzo 2018

La fragilità della bellezza. Alla Reggia di Venaria 200 capolavori restaurati col progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo


Dal 28 marzo al 16 settembre la Reggia di Venaria ospiterà, nella Sala delle Arti, l’esposizione conclusiva della XVIII edizione del progetto Restituzioni, che ha dato vita ad una mostra dal titolo "La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati".

Restituzioni è un programma con la curatela scientifica di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti, nato nel 1989, con cui il Gruppo Intesa Sanpaolo, con cadenza biennale, collabora con gli Enti ministeriali preposti alla tutela dei beni artistici per individuare opere appartenenti a musei pubblici, privati o ecclesiastici, siti archeologici e chiese di tutta Italia, che necessitino di restauro e ne sostiene gli interventi. L’obiettivo è quello di recuperare manufatti rappresentativi della varietà del patrimonio storico-artistico italiano. Al termine degli interventi di ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, dove il pubblico può apprezzare il risultato del paziente lavoro dei restauratori. Sono ormai oltre 1300 le opere “restituite” alla collettività a cui si aggiungono gli interventi di restauro realizzati su opere di scala monumentale come, ad esempio, i mosaici pavimentali paleocristiani della Basilica di Aquileia, gli affreschi di Altichiero e Avanzo nella Cappella di San Giacomo nella Basilica del Santo a Padova, gli affreschi di Lanfranco della Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli, fino al recente restauro della Casa del Manzoni.
La mostra presenta un totale di oltre 200 manufatti restaurati nel biennio 2016-2017, provenienti da 17 regioni italiane (per la prima volta anche dalla Sardegna, Basilicata, Umbria, Friuli, Molise, più una presenza estera, da Dresda), che coprono un arco cronologico che va dall’antichità al contemporaneo e coinvolge 49 enti di tutela (soprintendenze, poli museali e musei autonomi) e 59 enti proprietari, tra musei, chiese, siti archeologici.

Tra gli elementi di particolare interesse si possono ricordare: le decorazioni della Tomba di Henib, dal Museo Egizio di Torino, la preziosa Testa di Basilea, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Ritratto di Caterina Balbi Durazzo di Anton Van Dyck, da Palazzo Reale di Genova, San Girolamo penitente di Tiziano, dalla Pinacoteca di Brera, San Daniele nella fossa dei leoni di Pietro da Cortona, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, ma anche opere di Morandi, Burri e Twombly. Oggetti caratteristici in esposizione sono inoltre il Mantello Tupinamba, fatto di piume, penne e fibre di ananas, giunto tra XVI e XVII secolo in Italia dal Brasile, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana, o il seicentesco Clavicembalo dipinto, dal Museo degli Strumenti Musicali di Roma.

In occasione della mostra sono previsti un ciclo di incontri divulgativi sul restauro e una serie di laboratori didattici a cura dei Servizi Educativi de La Venaria Reale e del Centro Conservazione e Restauro.

Reggia di Venaria, Sala delle Arti
Piazza della Repubblica, 4, Venaria Reale 

 
Orari:
Da martedì a venerdì: dalle ore 9.00 alle 17.00
Sabato, domenica e festivi: dalle ore 9.00 alle 18.30.
Consultare il sito www.lavenaria.it per altre eventuali aperture speciali stagionali.


Biglietti mostra
Intero: 10 euro
Ridotto: 8 euro
Consultare il sito www.lavenaria.it per l’elenco completo delle riduzioni e gratuità.

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