mercoledì 2 maggio 2018

Al Museo Ettore Fico la mostra sul noto fotografo americano Duane Michals, nell'ambito della manifestazione Fo.To Fotografi a Torino


Il MEF, presso la sede di via Cigna 114, nell'ambito della della manifestazione “Fo.To Fotografi a Torino”, presenta dal 4 maggio al 29 luglio la mostra fotografica “Duane Michals”. Realizzata dalla Fundaciòn MAPFRE di Madrid in collaborazione con il Museo e curata da Enrica Viganò, racconta il mondo ed i pensieri del fotografo classe 1932, nato in Pennsylvania, ma anche il suo rapporto personale con i maestri dell'arte moderna come de Chirico o Magritte. Artista e poeta nel contempo, promotore di numerose innovazioni, nel 1966 introduce la tecnica della sequenza e inizia a realizzare a mano brevi testi, sulla superficie delle sue copie, ad integrazione alle immagini. Nelle sue foto emerge ironia, voglia di superare i pregiudizi e non mancano argomenti come la morte e la sessualità. Sono degli ultimi anni una serie di opere a colori fatte a forma di ventaglio, ispirate alla popolare tradizione giapponese di Ukiyo-e, o la reinterpretazione dei vecchi ferrotipi, in cui Michals sovrappone segni e parole disegnate ad olio. In quest’ultimo anno si è dedicato alla regia di cortometraggi della durata di sette minuti. 


Le fotografie stampate di Duane Michals sono di piccolo formato: una caratteristica molto rara in questi tempi, ma anche un altro modo in cui prova a sottolineare il rifiuto delle strategie di mercato. Come egli stesso afferma: «Non mi interessa la stampa perfetta. Mi interessa un’idea perfetta. Idee perfette sopravvivono a stampe scadenti e a riproduzioni economiche. Possono cambiare le nostre vite».

La mostra è divisa in sezioni ed inizia con una selezione di ritratti realizzati durante un tour dell’ex Unione Sovietica.
La sezione Maestri è un omaggio ai tre pittori che hanno maggiormente influenzato la sua visione artistica e il suo viaggio attraverso l’espressione creativa: Balthus, René Magritte e Giorgio de Chirico.
La prima importante serie di Michals è Empty New York, ispirata all’opera del fotografo Eugène Atget. In esso è documentata la città vuota e silenziosa di una domenica mattina.
La mostra dedica un ampio spazio alle sequenze, forse la soluzione formale che ha dato più fama a Michals. Come afferma l'artista: «Quando ho iniziato a fare sequenze, non era perché pensavo fosse bello o l’ultima cosa da fare. L’ho fatto per superare la frustrazione del fermo immagine».
Nella sezione Foto-testo compaiono le frasi che l’artista scrive a mano sulla carta fotografica contenenti quanto l'immagine da sola non può trasmettere e deve quindi essere raccontato e condiviso: un elemento fondamentale per la comprensione totale dell’opera. Molti dei suoi testi sono ambigui, fantastici e privilegiano il doppio senso di parole e immagini. Attraverso di loro il fotografo esprime la sua ideologia politica, la sua critica sociale: ad esempio in fotografie come Black is Ugly o The Unfortunate Man, rivela i suoi sentimenti più intimi.
Il capitolo dedicato a Domande senza risposte si concentra sulle preoccupazioni filosofiche del fotografo, spiegate in immagini con lunghi testi manoscritti che indagano sulle questioni fondamentali dell’esistenza.
La casa che una volta chiamavo dimora prevede l'uso della doppia esposizione, una tecnica usata da Michals in numerose occasioni, che diventa uno strumento visivo di memoria nella storia delle sue origini e della sua famiglia. Il progetto è intitolato The House I Once Called Home.
Come la fotografia ha perso la sua verginità si sviluppa in On Contemporary Art, progetto dove dà fede alle sue idee sulla deriva del mercato dell’arte contemporanea.
Immagini di un mondo fluttuante prevede fotografie sotto forma di ventagli con la serie Photographs from a Floating World, ispirata alla tradizione popolare giapponese diUkiyo-e.
In Fotografie dipinte Michals ha recuperato negli ultimi anni una tecnica di pittura a olio applicata direttamente alla fotografia. 
 
Una grande parte della mostra è dedicata all’opera su commissione di Duane Michals, in cui ha immortalato personalità del mondo della cultura e dello spettacolo ed ha realizzato ritratti per prestigiose riviste. Queste foto si aggiungono ad altri lavori per il mondo della pubblicità.
La mostra si conclude con le ultime opere dell’autore, realizzate in formato video. Michals ha realizzato per ognuno di essi un poster in cui la cornice dell’immagine è arricchita da testi manoscritti. Completano questo percorso documenti, disegni originali e modelli di libri mai presentati prima, così come una biografia illustrata.
Inaugurazione giovedi 3 maggio, ore 18.00.

www.museofico.it


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