martedì 19 giugno 2018

Con IL SILENZIO SULLA TELA la Galleria Sabauda dei Musei Reali Torino propone oltre 40 splendide opere di natura morta spagnola, da Sánchez Cotán a Goya


Dal 20 Giugno 2018 al 30 Settembre 2018, presso le Sale Palatine della Galleria Sabauda, è ospitata una mostra curata da Angel Aterido, professore dell'Università Complutense di Madrid, sul tema della natura morta spagnola dal titolo "Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya". L'esposizione racconta l’evoluzione del genere nel contesto europeo ed è suddivisa in sette sezioni, poste in ordine cronologico, che vanno dalla fine del '500 all'inizio all'800: le origini, i bodegones, i floreros, tavole e cucine, le Vanitas, il primo Settecento, il gusto accademico e Goya; circa quaranta opere provenienti da prestigiosi musei pubblici, come il Museo del Prado, il Louvre, le Gallerie degli Uffizi e l'Art Museum di San Diego, ma anche da privati, attraverso le quali scoprire quanto di diverso o comune vi sia rispetto alla produzione degli altri centri artistici nelle Fiandre e in Italia. A tal fine, le opere spagnole sono messe a confronto con alcune tele delle collezioni della Galleria Sabauda e tre opere provenienti dalle collezioni delle Gallerie d’Italia di Napoli.

Il percorso analizza per prima l'origine dei bodegones spagnoli, ossia delle nature morte databili verso l'inizio del Seicento, rappresentate come se si guardasse una mensola o un davanzale attraverso una finestra aperta verso lo spettatore; spiccano i lavori di Juan da Sánchez Cotán, contraddistinti da una descrizione minuziosa degli oggetti della quotidianità e dei frutti della natura. 
Poi si passa via via alle successive interpretazioni delle nature morte che, verso il 1640, nel momento di massimo splendore della pittura barocca, si diversificano nello schema rappresentativo delle ambientazioni, che alcune volte sono le cucine dei palazzi ed altre volte assumono connotazioni sacre. Un'altra serie di bodegones raffigura elementi della natura affiancati a figure umane, che simboleggiano lo scorrere del tempo. 
Un'apposita sala è dedicata alle Vanitas, intese come distacco dai beni materiali e dalle passioni umane; spingono ovviamente lo spettatore a riflettere sulla caducità dei beni terreni di fronte alla morte. 
Infine si passa al Settecento, periodo in cui nascono ufficialmente le Accademie e le Scuole di disegno e le nature morte si inseriscono all'interno di un vero e proprio canone artistico. Spicca in questo contesto la figura di Francisco de Goya, vero e proprio innovatore del suo tempo, presente in mostra con la sua "Natura morta con tacchino".

L'esposizione è frutto della collaborazione con Bozar - Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e Intesa San Paolo; è inoltre arricchita da nove dipinti italiani e fiamminghi appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, tra le quali la "Natura morta con frutta, dolci, crostacei, un bicchiere e un topo" di Peter Binoit, "La vanità della vita umana" di Jan Brueghel, caratterizzata da una grandissima ricchezza iconografica, o ancora il "Vaso con fiori e insetti" di Cornelis De Heem. A queste si aggiunge una superba opera di Giuseppe Recco, "Natura morta con pesci e molluschi", appartenente alle raccolte del Palazzo Zevallos di Napoli e gentilmente concessa in prestito dalle Gallerie d’Italia - Intesa Sanpaolo.

La mostra è accessibile al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.
Biglietto intero € 12, ridotto € 6
Integrato Musei Reali: intero € 20, ridotto € 10




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