mercoledì 13 giugno 2018

Il MAO di Torino presenta la mostra fotografica "Màn", con i ritratti delle venditrici ambulanti vietnamite realizzati da Ottavia Castellina


Dal 14 giugno al 2 settembre il MAO Museo di Arte Orientale (via San Domenico 11 a Totino) propone la mostra "Màn" di Ottavia Castellina, realizzata in collaborazione con il Consolato della Repubblica Socialista del Vietnam e con il Polo scientifico culturale Italia Vietnam in occasione del 45° Anniversario delle relazioni diplomatiche fra Italia e Vietnam. 

Si tratta di una serie fotografica incentrata sulla complessa figura delle venditrici ambulanti vietnamite, tratta dell’ultimo progetto di Ottavia Castellina realizzato con la collaborazione dell’assistente fotografo Tran Thị Ngọc Hoa

Ispirandosi all’antica iconografia delle eroine patriote vietnamite e citando il lavoro dei fotografi ambulanti della seconda metà del XIX secolo, le fotografie in bianco e nero dipinte a mano ritraggono queste ‘eroine del quotidiano’ come rappresentative da un lato di un’antica tradizione e, dall’altro, di un vertiginoso mutamento socio-economico e culturale in atto.

"Il termine Màn" - spiegano i curatori - "indica nella lingua vietnamita ciò che separa, protegge e nasconde: una tenda, un sipario, uno ‘schermo’. Il concetto di ‘schermo’ a partire dalla fine dell’800 assume in diverse parti del mondo un nuovo significato, indicando un luogo dove avviene una proiezione di immagini, un dispositivo che, se da un lato nasconde, dall’altro rivela. Questa ‘finestra’ consente l’accesso ad uno spazio altro, quello della rappresentazione, ben distinto dalla realtà e delimitato da una cornice. Traendo ispirazione dall’antica iconografia delle eroine patriote vietnamite, lo ‘schermo’ in questa serie di immagini, ritaglia all’interno del loro stesso ambiente di lavoro (la strada), uno spazio iconico nel quale le venditrici ambulanti possano autorappresentarsi, rivelando la propria natura eroica. A seguito delle trasformazioni in atto nel paese, numerose contadine del Vietnam settentrionale - per tradizione, “pilastro della famiglia”, nelle campagne - scelgono oggi di trasferirsi nella capitale, Hanoi, per lavorare come venditrici ambulanti, lasciando a casa marito e figli. Queste donne migranti conducono un’esistenza precaria, a un passo dalla soglia di povertà, tentando di bilanciare la conflittuale domanda imposta dall’esigenza di guadagnare uno stipendio in città e assolvere contemporaneamente a una serie di obblighi famigliari, agricoli e nondimeno rituali". 

Ogni scatto presente in mostra è stato realizzato in pochi secondi, sfuggendo al controllo della polizia locale (che per legge proibisce alle venditrici di sostare lungo le vie) e coinvolgendo turisti e passanti che, nel prestare il proprio aiuto, si sono trasformati a loro volta in ‘cornice’ dell’immagine iconica all’interno dell’immagine fotografica. Le immagini sono poi state dipinte a mano come omaggio al lavoro del fotografo e viaggiatore italo-britannico Felice Beato, uno dei primi fotografi che si spinsero in Oriente documentando paesaggi, persone e costumi perlopiù ignoti alla maggior parte degli Europei dell’epoca.

I testi in mostra sono a cura di Ottavia Castellina, Laura Manione e Sandra Scagliotti.

La mostra è inserita nel percorso di visita del museo.
Inaugurazione aperta al pubblico mercoledì 13 giugno alle ore 17.30.  Nei giorni successivi sarà visitabile con biglietto del museo.

A completare la mostra, sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 2018 Laura Manione e Ottavia Castellina condurranno il workshop RITRATTI IN VIAGGIO. La fotografia come luogo di incontro

Nessun commento:

Posta un commento