mercoledì 20 giugno 2018

Nella Project Room di CAMERA a Torino la mostra MEDIA HORA di Pablo Balbontin Arenas, sulle "case chiuse" spagnole viste dall'esterno


Osservare le realtà più drammatiche con un occhio diverso, dall'esterno, possibilmente in momenti della giornata in cui non sono immediatamente percettibili. E' la caratteristica che contraddistingue le ricerche fotografiche di Pablo Balbontin Arenas, proprio come quella recentemente inaugurata nella Project Room di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia (via delle Rosine 18 a Torino) e visitabile fino al 26 agosto 2018. 

Il titolo "Media Hora" si riferisce tempo minimo che i clienti possono contrattare con le prostitute nelle case chiuse di Spagna; tempo stabilito dai proprietari e non dalle donne. Ma anche qui il fotografo si limita a ritrarre i luoghi da fuori, di giorno, quando sono preclusi al pubblico. Edifici disomogenei per caratteristiche, ma accomunati da una funzione drammatica e socialmente rilevante. Un esercizio di responsabilità verso l'abuso di donne che provengono da paesi in via di sviluppo, ma che finiscono per operare in luoghi volgari, carichi di tristezza e dolore.

"Il nostro occhio - spiega il fotografo Pablo Balbontin Arenas - scopre un paesaggio diverso, di cuori rotti, di palme di plastica, di camere di sicurezza nascoste, dettagli che di notte le luci al neon nascondono, illudendo i clienti di entrare in paradiso, paradiso artificiale che occulta l’inferno nel quale vivono le donne che sono obbligate a prostituirsi dalla mafia della tratta di persone. Donne recluse, senza documenti, che per riconquistare la propria libertà devono pagare i debiti economici contratti con l’organizzazione criminale che le ha portate in Europa. La superficialità ci circonda, manchiamo dello spirito critico tanto necessario per ribellarci alle menzogne delle apparenze ed agli abusi nascosti che in esse si perpetrano".

L’invisibilità è la chiave di lettura, il fil rouge che lega le immagini di questa collezione fotografica di edifici.


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