lunedì 6 agosto 2018

Avviato a Torino il piano di contenimento incruento delle nutrie. Un progetto pilota in linea con il Garante degli animali


Si chiama Myocastor coypus, ma tutti la conosciamo comunemente come Nutria, o Castorino per chi ha riminescenze dell'uso "da pelliccia" per cui veniva tristemente allevato qualche anno fa.

Originario del Sudamerica, per molti è un simpaticissimo roditore, con cui anche a Torino siamo abituati da qualche anno a convivere; per altri è un animale che sembra semplicemente un grosso ratto e che, di conseguenza, non viene troppo apprezzato. Fatto certo è che recentemente si è riprodotto un po' troppo, arrivando non solo a colonizzare i corsi d'acqua, ma perfino aree pubbliche come il parco del Valentino.

La notizia di oggi, diffusa dal Consiglio Regionale del Piemonte, riguarda il piano di contenimento di questo animale di cui si parla da qualche tempo e che, molto positivamente, non sarà cruento. Il Garante per i diritti animali Enrico Moriconi, insieme al Centro animali non convenzionali di Torino (Canc) e ai rappresentanti della Città Metropolitana di Torino hanno infatti avviato il progetto di sterilizzazione delle nutrie nell’ambito dell’area dei fiumi di Torino.. 

"La prima nutria è stata catturata sui bordi dei laghetti della Falchera" - si legge nel comunicato - "ed è stato il primo animale che sia uscito vivo da una gabbia che solitamente viene usata per la cattura e la successiva soppressione. Il progetto prevede la cattura dei roditori con gabbie-trappola , l’anestetizzazione dell’animale e il successivo intervento volto a impedire la capacità riproduttiva".
 
La prima nutria catturata" - ha spiegato Moriconi - "ha dimostrato che il piano risponde alle finalità per cui è stato ideato e non procura danni agli animali, per cui a settembre inizieranno le operazione su scala più ampia”.

In altri centri, come Mantova, ci sono state richieste al Canc per esportare il piano in zone dove gli animali soggiornano in ambiti cittadini.

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