Dal 3 luglio riapre al pubblico il Museo Forte Bramafam a Bardonecchia, per la stagione 2021. La storia della sua rinascita è iniziata 26 anni fa, da quando un rudere abbandonato si è trasformato poco per volta in un Museo di Storia Militare fra i più apprezzati e conosciuti d’Europa, interamente curato dall’A.S.S.A.M. (Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare). Il 18 maggio 1995, Pier Giorgio Corino – oggi direttore del Museo e ideatore e progettista dell’impianto museale - a nome dell’A.S.S.A.M. ha ricevuto formale consegna dal Demanio, sulla piazza d’armi, di ciò che restava del Forte, in stato di degrado dopo decenni di abbandono e saccheggio. Oggi, attraverso 39 sale espositive, il Forte ospita una serie di attente ricostruzioni ambientali, completate da 180 manichini con indosso uniformi originali, 74 artiglierie di diverse epoche e oltre 2000 reperti storici: al Forte Bramafam si racconta la storia militare d’Italia dal 1890 al 1945.
“Anche quest’anno - afferma Pier Giorgio Corino, “anima” e Direttore del Museo - non ci siamo tirati indietro. L’anno scorso nonostante la pandemia il Forte ha accolto il pubblico ed avuto nel solo agosto oltre 4.500 visitatori, con un incremento del 25% . Abbiamo poi utilizzato il periodo di “ritiro forzato” per completare alcune nuove mostre e continuare a implementare, com’è nostra abitudine, l’area museale con materiale di nuovo arrivo”.
Il progetto di recupero si è incentrato su ricostruzioni di ambienti suddivisi per periodi storici successivi: dal forte di fine ‘800, alla Guerra di Libia e poi sino alla Prima Guerra Mondiale, il periodo della nascita della G.A.F., la Battaglia delle Alpi del 1940, la tragica spedizione in Russia delle Truppe Alpine e infine i giorni tra l’8 settembre e la fine del conflitto mondiale, fra occupazione germanica, R.S.I. e Resistenza. Infine, in senso cronologico, ospita una ampia collezione di artiglierie grazie alla collaborazione avviata col Museo Nazionale di Artiglieria.
"L’impostazione è stata quella di salvaguardare le memorie materiali del passato prima che vadano disperse - spiega Corino - Le scelte espositive sono mirate più in un’ottica di ricercatore storico, esponendo i materiali in modo tale che gli oggetti escano virtualmente dalle vetrine e avvolgano il visitatore, raccontando la loro storia".
Un preciso riconoscimento all’operato del gruppo di volontari che opera – con rigore storico e scientifico - da 26 anni al Bramafam è che da quest’anno è entrata a pieno regime la Rete dei Forti che raggruppa enti pubblici e privati che gestiscono le principali fortificazioni italiane. Un progetto di cui il Bramafam fa parte sin dal 2018, che ha visto confrontarsi la Cittadella d’Alessandria, il Castello di Casale Monferrato, il Forte di Vinadio, il CesRAMP, l’Istituto Italiano dei Castelli, il Museo Pietro Micca, il Forte di Vinadio, la Fondazione ARTEA e il Forte dell’Annuziata. A questi si è aggiunta la Rete dei siti fortificati con Rocca d’Anfo, Forte Monte Tesoro, Forte Aurelia Antica, Forte Marghera e i Forti del Trentino.
La Rete dei Forti è contemporaneamente entrata a far parte dell’International Fortress Council, (http://www.internationalfortresscouncil.org/) che raggruppa le principali realtà fortificate europee.
I visitatori potranno apprezzare alcune mostre. Quest’anno è stato portato a compimento un progetto avviato alcuni anni or sono che ha dato corso alla realizzazione di “Le uniformi della Repubblica Italiana”, un racconto di quale è stata l’evoluzione delle uniformi dell’Esercito Italiano dal 1946 al 2000, dall’utilizzo delle battle dress inglesi della fine degli anni ‘40, dalle prime giacche diagonali, all’evoluzione del mimetismo, sino al cappotto modello 1956 per alti ufficiali delle truppe alpine, che in quanto a eleganza stava alla pari dei cappotti umbertini di panno turchino.
Nella galleria di gola viene invece esposta una mostra molto particolare: “Bestiario fotografico della Valle di Susa”. Si tratta di una mostra che nasce dalle campagne fotografiche realizzate in quota da Alessandro Perron, un giovane fotografo naturalista bardonecchiese, che è riuscito a catturare con passione, tecnica e pazienza gli animali selvatici che ancora abitano i boschi e le rocce della nostra montagna. &
Per tutti gli appassionati, ricordo la storia del Forte: costruito tra il 1874 ed il 1889 sul colle che domina la conca di Bardonecchia, il Forte Bramafam venne concepito allo scopo di proteggere lo sbocco della Galleria del Fréjus da eventuali puntate di truppe francesi che non fossero state arrestate dai sistemi di distruzione interni al tunnel ferroviario. Questa fortificazione della “Triplice” è un ibrido, di transizione strutturale: l’ultimo dei grandi Forti a struttura lapidea in granito dalle architetture maestose e dell’arte secolare dello scolpire la pietra della tradizione militare sabauda presto meticciato poi dall’utilizzo del moderno calcestruzzo. A fine ‘800 il Forte Bramafam di Bardonecchia era la più importante fortificazione delle Alpi Cozie. Dotato di un armamento di prim'ordine, due torri corazzate della Gruson per pezzi da 120/21, quattro cannoni a tiro rapido da 57 mm in torrette a scomparsa, sei pezzi da 87 B.R. ret. e due da 149 G, fu suddiviso in tre distinte parti, visibili ancora oggi: la piazza d'armi, il forte principale e l'avanforte, situato verso 1'estremità occidentale della montagna. Nel 1892 il forte poteva ormai definirsi completato. La guarnigione era assicurata da truppe del presidio di Torino e del 6° reggimento Artiglieria da Fortezza. II presidio di guerra comprendeva 200 uomini, in caso di necessità poteva ospitare su giacigli paglia a terra altri 280 soldati. Adibito durante la Prima Guerra Mondiale a campo di prigionia per i prigionieri austriaci, ritornò a svolgere la propria funzione difensiva negli anni Trenta, quando i rapporti con la Francia si erano nuovamente deteriorati. Risalgono infatti a questo periodo i lavori di potenziamento delle difese esterne, caratterizzati, in particolare, dalla costruzione di opere in caverna per mitragliatrici e cannoni anticarro. La più importante, il Centro 14, che si affacciava sui versanti nord e ovest dell'altura, era armata con sei mitragliatrici e presidiata da 42 uomini. Come tutte le opere della zona di Bardonecchia, anche il Forte Bramafam fu affidato all'VIII Settore della Guardia alla Frontiera (GAF). I due pezzi da 120/21, ancora operativi, andarono così a formare la 516a batteria G.a.F. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i suoi cannoni non intervennero, ma il 21 giugno 1940, giorno in cui iniziò la breve offensiva italiana, il sito subì un bombardamento aereo. Dopo l'8 settembre 1943 il Bramafam fu occupato dalle truppe tedesche che vi mantennero il comando del 100° Reggimento Gebirgsjäger, sino ad essere abbandonato all'alba del 27 aprile 1945. Nel primo dopoguerra subì un sistematico saccheggio che fu completato, nella sua azione devastatrice, dallo smantellamento imposto dalle norme del Trattato di Pace di Parigi del 1947. Fino agli inizi degli anni Novanta il Bramafam è stato oggetto di asportazioni e atti vandalici.
INFO E CONTATTI
IL MUSEO FORTE BRAMAFAM SARÀ APERTO:
a luglio tutti i sabati e domeniche
ad agosto tutti i giorni
nei mesi di settembre e ottobre tutte le domeniche
l’orario di visita : dalle 10, 00 alle 18,30. Ultimo ingresso ore 17.00
Tempo medio di visita 2-3 ore - Le visite sono contingentate
Infoline: Tel. +39 3336020192 - +39 3473122958
Altre info e aggiornamenti sulle mostre info@fortebramafam.it
www.fortebramafam.it e alla pagina FB https://www.facebook.com/museofortebramafam/





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