martedì 21 aprile 2020

Coronavirus, si insedia oggi la task force approvata da Alberto Cirio e presieduta dall'ex ministro Ferruccio Fazio che programmerà la Fase 2 in Piemonte

Analizzeremo le criticità per consentire in futuro alla medicina territoriale di dare risposte tempestive ed efficaci”. Con queste parole Ferruccio Fazio, ex ministro della Salute e attualmente sindaco di Garessio, descrive la finalità primaria della task force di esperti da lui presieduta che si insedierà oggi in Piemonte.

Proposto dall'assessore Icardi e approvato ieri dalla Giunta regionale, il gruppo di esperti darà supporto all’Assessorato alla Sanità e avrà il compito di analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce sul sistema sanitario territoriale, per programmare la Fase 2 della sanità in Piemonte. La scelta di Fazio, medico nucleare e pioniere in Italia nell’utilizzo della PET, è motivata dal fatto che nel 2009, in veste di vice ministro della Salute, gestì l’emergenza in Italia da virus A/H1N1 - la cosiddetta influenza suina - coordinando una specifica Unità di crisi nazionale per affrontare la pandemia.

Accanto a Fazio,alcune tra le figure più autorevoli del mondo istituzionale, medico e scientifico: il prof. Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino Guido Giustetto, Pietro Presti, coordinatore straordinario per il coronavirus dell'Asl di Vercelli ed esperto in management strategico, innovazione nel settore sanitario e scienze della vita, e Massimiliano Sciretti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino. Parteciperà ai lavori del gruppo anche il prof. Alessandro Stecco, neuroradiologo e presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale.
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«L’obiettivo - spiega il presidente della della task force Ferruccio Fazio - è quello di verificare l’attuale funzionalità delle sanità territoriale piemontese, identificare le cause di eventuali criticità e trovare i correttivi da attuare, ridisegnando una mappa efficiente ospedale-territorio. Ciò al fine di avere una risposta tempestiva della medicina territoriale sia nel breve periodo, nel caso in cui dopo l’estate la pandemia si ripresentasse, affrontandola in modo puntuale e intercettando i nuovi casi più alla periferia, sia nel lungo periodo usando la medicina territoriale per gestire al meglio le malattie croniche».
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La task force, che coinvolgerà anche le diverse professioni sanitarie, i farmacisti ed eventuali altri esperti qualificati, si insedierà ufficialmente oggi pomeriggio alla presenza del presidente Alberto Cirio e dell’assessore Icardi. Tra i primi incontri in programma quelli con il Comitato tecnico scientifico dell’Unità di crisi della Regione e con la Commissione Sanità del Consiglio regionale.

Aggiornamento ore 18,30:

Alla presenza del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, oggi pomeriggio nella sede dell’Assessorato alla Sanità si è insediata la  task force di esperti che affiancherà lo stesso Assessorato e la Giunta regionale per la gestione della Fase 2 dell’emergenza coronavirus covid19 in Piemonte. Del gruppo di lavoro farà anche parte Paola Brusa, segretario dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Torino.

«Come da indicazione del presidente Cirio – ha sintetizzato Fazio -, entro luglio presenteremo un piano organizzativo applicabile operativamente già a settembre. Nell’immediato, forniremo alla politica delle indicazioni tecniche e scientifiche sulle misure di contenimento sociale, in vista della scadenza del 3 maggio».

«E’ stato un incontro operativo e molto costruttivo – osserva l’assessore regionale, Luigi Genesio Icardi -, sono stati individuati tempi e metodi degli interventi che andranno messi in campo per ristrutturare il sistema sanitario territoriale, in modo da metterlo in grado di affrontare possibili ritorni dell’epidemia. Da questa esperienza emergenziale, dobbiamo ricavare l’opportunità di strutturare al meglio il sistema di cura sul territorio, che in questi anni è stato drammaticamente trascurato».


 

1 commento:

  1. Apprendo da questo articolo la costituzione di una task Force della Regione Piemonte.
    Certamente titolati gli esperti con curriculum di elevato livello che ritengo possano supportare la Sanità Regionale Piemontese, che pur agendo per il meglio, non mi sembra abbia "brillato" per efficienza ed efficacia...e lo dicono sia le percentuali dei contagi (ammesso che siano attendibili...ma del resto quelle abbiamo per effettuare valutazioni) che la gestione dei malati....
    Ho inoltre la sensazione che tutte le misure anticontagio prese, siano la fotocopia di quelle della Regione Lombardia,...ma non è che si sia voluto scimmiottare tale importante e mediatica Regione? (che sia per virulenza della malattia che per densità di popolazione, diversità di territorio e strutture, poco ci azzecca con la nostra).
    Ma tornando alla task Force, è sempre solo mia opinione, che averla sia diventata quasi ...una moda ...se non hai almeno un paio di gruppi di esperti ...non sei nessuno, ma soprattutto rischi di assumerti delle responsabilità..non potendo almeno giustificare con: "me lo hanno detto gli specialisti"....oppure "abbiamo seguito le loro linee guida"..
    Ora il Governo ha creato task Force per 450 esperti
    Le Regioni :Lombardia Piemonte
    Marche
    Calabria
    Campania
    Liguria e Veneto (un po meno)
    Che mal contati saranno altri 500/600..
    Sarà anche corretto tutto ciò, ma questa pletora esperti si sommano a quelli (forse meno esperti) che sono "dipendenti" regionali, comunali, a cui si aggiungono Università, Associazioni, Laboratori di ricerca ...etc etc.
    Conseguentemente credo che i costi crescano esponenzialmente....ed inoltre più "gente si occupa del problema" più confusione si crea....e siccome la politica è succube della magistratura, le soluzioni sono un compromesso dei differenti pareri dell'esercito degli scienziati........Decisamente deludente....

    Ma coordinarsi tra Regioni utilizzando un ridotta élite di "geni" per territorio? Utilizzando magari personalità già inserite nelle organizzazioni pubbliche (conseguentemente già a libro paga)?
    Purtroppo mi sono permesso di scrivere tutto ciò non essendo né un esperto, né un titolato, ma un semplice cittadino che combatte questa pandemia con le stesse armi e metodi della pandemia di peste del 1347 .....segregazione ed isolamento...(cura suggerita peraltro dai numerosissimi consessi di esperti dei tecnci e supinamente accettate ed imposteci dai ns. politici) .

    Tutti ci dicono dopo il virus cambierà il ns. Modo di Vivere ...speriamo lo sappiano anche amministratori e politici.....

    Lorenzo Berruto

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