domenica 28 gennaio 2024

Martedì 30 gennaio 2024 al Teatro Carignano debutta NOZZE DI SANGUE di Federico García Lorca, con adattamento e regia di Lluís Pasqual


Martedì 30 gennaio 2024, alle ore 19.30, al
Teatro Carignano, debutta Nozze di sangue di Federico García Lorca, per l’adattamento e la regia di Lluís Pasqual. Saranno in scena Lina Sastri, Giacinto Palmarini, Giovanni Arezzo, Alessandra Costanzo, Ludovico Caldarera, Roberta Amato, Floriana Patti, Gaia lo Vecchio, Alessandro Pizzuto, Sonny Rizzo, Elvio La Pira. Insieme a loro, i musicisti Riccardo Garcia Rubì (chitarra), Carmine Nobile (chitarra), Gabriele Gagliarini (percussioni). La coreografia è di Nuria Castejon, le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Franca Squarciapino, le luci di Pascal Merat.

Lo spettacolo, coprodotto da Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Teatro Biondo di Palermo, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a domenica 11 febbraio 2024.


Nel dramma di García Lorca solo uno dei personaggi ha un nome, gli altri sono ruoli, funzioni sociali e archetipi di una società chiusa e violenta, dove le passioni sono soffocate nel sangue. Sessismo, limitazioni alla libertà personale, clima opprimente e repressivo non erano estranei al poeta e drammaturgo spagnolo, destinato a una tragica fine tre anni dopo il debutto dell’opera. Lluís Pasqual, massimo esperto vivente di García Lorca, realizza una contaminazione tra prosa, danza e canto, basandosi sulle eclettiche capacità di Lina Sastri.

Dalle parole di Lluís Pasqual:

Nozze di sangue, uno dei titoli più folgoranti della storia del teatro del Novecento europeo, non è altro che una “cronaca di un fatto di vita” raccontato da un poeta. Così come, sessant’anni dopo, Koltès rimase colpito dalla fotografia di un delinquente in un manifesto attaccato dalla polizia su un muro della metropolitana di Parigi e da questo fascino ne uscì un capolavoro di grande poesia come Roberto Zucco, così successe con Lorca nel 1934. A pochi chilometri da Granada, in una campagna secca, durante una festa di matrimonio, la sposa fugge con un lontano parente. Lo sposo tradito li insegue con un gruppo dei suoi e si finisce a coltellate e morti. La notizia appare sui giornali. Nella mente del poeta questa storia vera ha fatto un viaggio profondo e scuro e il suo racconto dei “fatti” è diventato un urlo contro qualsiasi “convenzione” nel campo dell’amore e un grido di libertà nel seguire la passione che brucia due cuori e due corpi in una stessa fiamma. Nel viaggio del racconto ha creato due personaggi enormi, due vittime, due donne: la fidanzata e la madre. Quelle che restano e che dovranno trascinarsi a vita il dolore e le ferite che procedono dal così detto “cainismo” spagnolo: fratello contro fratello, divisi fino alla morte.

La frase della madre “qui, adesso, ci sono due bande, tu con i tuoi, io con i miei” non faceva altro che annunciare la disumana guerra civile esplosa pochi anni dopo. Poi il poeta è morto, la guerra è passata, sono passati tanti anni e, in una piccola parte del mondo occidentale la donna ha acquisito un certo livello di libertà per la quale il poeta si è battuto. O almeno abbiamo leggi che proteggono questa libertà. Poi la realtà purtroppo tante volte è un’altra. La metafora sulla passione e sull’amore, che lui ha fatto diventare immortale in questo testo bruciante, è ancora vivissima e attuale in tante civiltà che non appartengono alla nostra cultura europea. Ma lo è, senza dubbio, ancora dentro le nostre frontiere piene d’intolleranza e di odio. E queste parole le scrivo mentre in Europa viviamo la più (forse) irrazionale guerra della storia dell’uomo. Quanti volti di spose, di madri, trascinati dal dolore abbiamo visto in televisione? Come quelli che ha sognato Lorca… Non è un caso che abbia scelto, come in tante delle sue opere, “la donna”, cioè la vittima, per fare vedere la violenza degli uomini. Ancora una volta il poeta guarderà dalla parte delle vittime, la sposa, la madre…

Credo che il testo di Nozze di Sangue rappresentato così come è scritto non sarebbe giusto per Federico. Noi non siamo più lo spettatore degli anni Trenta del Novecento. Bisogna andare alla radice del racconto e cercare il luogo profondo da dove emerge questo dolore. Per dirlo come lui “nell’oscura radice dell’urlo”. Ma bisogna farlo, secondo me, delicatamente. 

E soprattutto farlo sempre e solo con parole sue, carboni che bruciano ancora.

Isabel García Lorca, la sorella di Federico, mi ha raccontato che nel momento in cui lui scriveva Nozze di Sangue erano a Granada, a la Huerta de San Vicente, la bella casa dove trascorrevano l’estate. A Federico era arrivato un disco di una cantata di Bach che faceva suonare al grammofono e che ascoltava ossessivamente per ore e ore tutti i giorni finché un giorno glielo hanno nascosto… In Nozze di sangue c’è tanta musica, scritta anche da lui, che era anche un grandissimo musicista. Ha una sua geometria, ma non è Bach. Viene piuttosto dal “cante jondo” che vuol dire canto scuro e profondo e che è una variante assillante del flamenco. E questa musica che c’è anche nel testo e che scorre come un fiume scuro bisogna farla sentire perché è quello che riempiva il suo corpo, la sua mano, il suo orecchio in un terra secca circondata dal mare. Nel meridione della nostra così detta civiltà. In Andalusia o in Sicilia. Non c’è una grande differenza…”.



TEATRO CARIGNANO

Dal 30 gennaio – 11 febbraio 2024

NOZZE DI SANGUE

di Federico García Lorca

Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Palermo

Teatro: Carignano, piazza Carignano 6, Torino

Orari degli spettacoli: martedì, giovedì, sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45. Domenica ore 16.00. Lunedì riposo. Sabato 3 febbraio doppia recita: ore 16.00 e ore 19.30.

Prezzo dei biglietti: Intero € 37,00 – Ridotto € 34,00

L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

BIGLIETTERIA DEL TEATRO STABILE DI TORINO

Telefono 011 5169555 / Numero verde 800 235 333

Teatro Carignano, Piazza Carignano 6 – Torino

Orario: da martedì a sabato, dalle ore 13 alle 19, domenica dalle ore 14 alle 19.

Online www.teatrostabiletorino.it

Al Teatro Astra e alla Lavanderia a Vapore torna PALCOSCENICO DANZA. La sedicesima edizione dal 10 febbraio sarà sul tema "L’altra metà del mondo"


Palcoscenico Danza
, un progetto del TPE Teatro Astra realizzato in collaborazione con Lavanderia a Vapore, centro di residenza per la danza / Interplay Festival / Eko Dance Project, quest’anno propone L’altra metà del mondo. Che sia dal punto di vista geografico, concettuale o immaginario, tutti gli spettacoli dell’edizione 2024 si ispirano a ciò che normalmente non vediamo o che semplicemente ignoriamo nel mondo e alla metà che a volte ci manca per completare noi stessi o per definire la visione chiara di un concetto. È evidente il collegamento con la tematica della Stagione TPE 2023/24: Cecità.

Palcoscenico Danza 2024, con una grande varietà di stili coreografici, porta in città nomi significativi della scena nazionale e internazionale, insieme al talento dei giovani creatori. Coreografi di rilievo nazionale e internazionale mettono in scena le molte creazioni: due prime assolute, una produzione TPE, due coreografie firmate da Mohovich.


Cultus
(10 febbraio, TPE Teatro Astra) è la sfida di Roberto Zappalà. Un confronto tra la danza e la parola per sottolineare non solo la continuità e i punti di contatto ma anche e, soprattutto, gli strappi e le differenze. In Cultus la danza astratta è protagonista assoluta.

We are nomads (11 marzo, Lavanderia a Vapore), in collaborazione con Lavanderia a Vapore, centro di residenza per la danza, esprime energia pura. Anuang’a si interroga sulla forza della ricerca, siamo tutti nomadi nelle nostre vite, siamo sempre in cerca di una nuova strada da percorrere. Danzatore e coreografo keniota, autodidatta e atipico, Anuang’a rappresenta il suo paese in ogni evento ufficiale fin dall’inizio della sua carriera nel 1990.

Due le creazioni in prima assoluta. La sagra della primavera (23-24 marzo, TPE Teatro Astra) è una scrittura coreografica corale di Roberta Ferrara, ridisegnata sui corpi dei danzatori dell’Eko Dance Project, con Pompea Santoro nel ruolo di dramaturg e con l’elettronica di Benedetto Boccuzzi che attraversa e trasforma la partitura stravinskiana. Intimate Wonder è la nuova coreografia di Paolo Mohovich, mostra tramite la danza le emozioni, trattenute e condivise.

Tre tempi compongono The hidden face of the moon (28 marzo, TPE Teatro Astra) di Dantzaz: la nuova proposta di Giovanni Insaudo, Staff, mostra un gruppo di tecnici intenti a preparare uno spettacolo, la coreografia di Paolo Mohovich, Hondo, narra il mare che è molto di più dell'altra metà del mondo, Youth di Wubkje Kuindersma si ispira all'eterna giovinezza interiore.

Produzione TPE, Invisibili (11-14 aprile, TPE Teatro Astra) è la proposta multidisciplinare tra teatro, musica e danza di Aurélien Bory. Coreografo e regista francese di fama internazionale, da sempre affascinato dalle contaminazioni linguistiche e culturali, Bory ha realizzato uno spettacolo che nasce dalla sua infatuazione per la città di Palermo. Coprodotto dal Teatro Biondo Palermo, in collaborazione con CIE 111 - Aurélien Bory.

Una serata speciale con una coppia d’eccezione: Echoes of life (23-24 aprile, TPE Teatro Astra) vede Silvia Azzoni, tra le più emozionanti e sensibili ballerine del panorama internazionale, insieme a Oleksandr Ryabko, fuoriclasse di fama mondiale.


Chiude la rassegna un appuntamento in collaborazione con Lavanderia a Vapore, centro di residenza per la danza. Tre giovani coreografi, ex studenti dell’Eko Dance Alta Formazione, Simone Repele, Edoardo Cino, Tiziano Pilloni e il padrino della serata Fernando Suels Mendoza per l'edizione 2024 di
Made4You (10-12 maggio, Lavanderia a Vapore), il progetto diretto da Pompea Santoro. Per Interplay Link (12 maggio, Lavanderia a Vapore), in partnership con Interplay Festival, un solo coreografico ideato dalla danzatrice Teresa Noronha Feio che indaga codici coreografici a partire dal concetto di eredità culturale, intesa come il patrimonio immateriale, sociale, linguistico e paesaggistico.

Tornano anche nel 2024 le masterclass, due momenti speciali di alta formazione che si svolgono presso gli spazi di Eko Dance Project. Nella masterclass condotta da Roberta Ferrara (24 marzo) viene condiviso il training abituale della compagnia Equilibrio Dinamico, in cui volontà e disponibilità si mettono al servizio di corpo, mente e spirito. Si esplora il concetto di alternanza, di gioco perpetuo dello Yin Yang, attraverso corpi sempre più consapevoli, flessibili e presenti. La consapevolezza di se stessi e delle proprie capacità interpretative è il punto di partenza della pratica proposta da Fernando Suels Mendoza (12 maggio) artista straordinario dalle grandi doti tecniche e interpretative, oggi special guest del Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch di cui dal 1995 al 2018 è stato colonna portante.


Palcoscenico Danza 2024

L’altra metà del mondo

dal 10 febbraio al 12 maggio

TPE Teatro Astra / Lavanderia a Vapore