Tra i più noti simboli legati di Torino c'è sicuramente il Toret, la storica fontana che dal 1854 siamo abituati ad osservare per le strade della città, con la sua tipica testa di toro dalla cui bocca sgorga l'acqua destinata a rinfrescare i passanti.
L'artista Nicola Russo ha provato ad immaginare lo "stato d'animo" dell'animale, di cui appunto vediamo solo il capo, chiuso in una fontana senza poter uscire, paragonandolo ad una situazione come quella obbligataci dalla pandemia e che ha fatto parte della nostra recente attualità. Allora si è immedesimato in quel toro, che, vedendo una situazione di incertezze, di smarrimento nella sua Torino, decide di esporsi, di fare un gesto quasi eroico per dare un segno di cambiamento e spronare l’opinione pubblica. Così l'ha immaginato rompere con forza il metallo e venir fuori. E così è nato TOH, dando nuova vita a un simbolo molto caro ai torinesi perché diventi un manifesto di rinascita e di inclusività al tempo stesso.
“Ho provato a cercare di immaginare – dichiara Russo – qualcosa che potesse simboleggiare il cambiamento, che fosse iconica e che potesse dialogare con la città, essere riconoscibile e comprensibile a tutti. Durante una delle tante passeggiate in centro, mi sono soffermato a guardare una famiglia in coda per bere ad un Toret, lì ho scelto quel toro per raccontare una storia”.TOH è stato realizzato in tre esemplari e l'artista ha deciso di donarle alla città. Il 23 giugno saranno inaugurate in tre punti del centro cittadino (via Lagrange 31, piazza Arbarello e piazzale Valdo Fusi) la loro esposizione durerà 3 mesi e poi saranno messe all'asta. Parte del ricavato andrà alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
TOH è il nome dell’opera, un’esclamazione di meraviglia, di stupore, il manifesto della città che reagisce. La sua forma è appunto quella di un toro che, dopo essere stato per lunghi anni immobile perchè ancorato alle fontane, ha ora deciso di muoversi e vuole farlo in modo plateale. Altro che “bogia nen!”... Il segnale è quanto mai forte e chiaro, cioè quello della rinascita. “L’Italia è nata in questa città" - aggiunge Russo - "mi piace immaginare che proprio da qui possa iniziare il processo virtuoso di rinascita
Però Toh ha anche un fine sociale: il sostegno alla ricerca oncologica attraverso la charity partnership con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Le tre opere, dopo il periodo di esposizione temporanea che si chiuderà il 15 settembre, verranno infatti messe all'asta ed il 20% del ricavato verrà destinato alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro che, proprio quest'anno, taglia il traguardo dei 35 anni di attività, dando avvio a un importante piano di sviluppo che permetterà all'Istituto di Candiolo – IRCCS di crescere ulteriormente, con nuovi spazi da mettere a disposizione di medici, ricercatori e, soprattutto, dei pazienti e delle persone a loro vicine.
Dunque, una significativa collaborazione con una delle realtà più importanti del nostro territorio, che da molti anni offre un contributo rilevante alla sconfitta del cancro. #sostienicandiolo
Il progetto che ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino, è stato reso possibile grazie all’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, al Circolo degli Artisti, Minimarket ed Estro Comunicazione & Marketing.
Inoltre si ringraziano Crippen srl, Federico Botta, Annalisa Allione, Matteo Stella, Luca Vettoretto, Alessandro Stante, Isabella Pessina & Flavia Franco, Eugenio Pipino e Stefano Novajra.
Nicola
Russo è
un creativo puro, napoletano di nascita, torinese d'adozione, con una
forte passione per la città la cui energia ha alimentato la sua
creatività. Sempre alla ricerca di nuove forme di espressione, vince
concorsi internazionali di design e si spinge sempre oltre la sua
immaginazione. Direttore creativo e designer da 15 anni nel campo
della comunicazione il design e l’entertainment, la sua esperienza
in campi diversi gli ha permesso di creare intersezioni dove far
nascere nuove narrazioni e forme.
“Mi
piace affrontare sempre settori diversi per avere sempre stimoli
nuovi, dal design all'arte, non credo si possa dare uno schema alle
idee, mi considero uno yes-man della creatività.” Napoli, Torino e
Firenze sono i campi di azione, città diverse che hanno contaminato
il suo lavoro aprendo nuovi scenari, sempre alla ricerca di nuove
forme d'arte di espressione.
Inaugurazione: mercoledì 23 giugno alle 11,45 in piazzale Valdo Fusi, alla presenza delle autorità cittadine.


Nessun commento:
Posta un commento