giovedì 15 luglio 2021

GIARDINI REALI: riaprono al pubblico con la restituzione della Fontana dei Tritoni nel Giardino di Levante, il restauro conservativo del muro di cinta, dei bastioni e del Teatro Romano


Oggi per il sottoscritto, per tutti i torinesi e per tutti gli estimatori della nostra città è davvero un grande giorno. Perchè finalmente, dopo un percorso di restauri che è durato ben cinque anni (e memorie che vanno ben più indietro nel tempo), i Musei Reali di Torino hanno presentato e subito riaperto al pubblico nei Giardini Reali l'accesso alla magnifica Fontana delle Nereidi e dei Tritoni, collocata nel Giardino di Levante e restituita nella sua completa funzionalità.


Insieme al monumento, i visitatori dei giardini potranno inoltre frequentare liberamente il muro di cinta dell’antica fortificazione e dei Bastioni e l'area archeologica del Teatro di Augusta Taurinorum che, insieme alla Porta Palatina, è il più importante monumento romano conservato in città. 

Si può affermare che i Giardini Reali costituiscano un’area verde urbana unica per valore monumentale ed ambientale;  si sviluppano infatti nella porzione tuttora racchiusa dai Bastioni, su una superficie complessiva di circa sette ettari. Ed il primo impianto risale all’epoca di Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580). Con la restituzione di oggi il percorso  di visita comprende quindi il Giardino Ducale, a nord del Palazzo Reale, il Giardino di Levante, risultante dell’ampliamento voluto da Carlo Emanuele II (1634-1675) e il Boschetto, nel settore nord-est.

La Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante

Dopo aver restituito al pubblico nel 2020 il Giardino Ducale ed il Boschetto, con il
restauro della Fontana delle Nereidi e dei Tritoni, capolavoro di Simone Martinez, nipote di Filippo Juvarra, si è conclusa anche la valorizzazione del Giardino di Levante, dove si concentrano le essenze più antiche del parco. 

Grazie al sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e a un contributo di 270 mila euro del Ministero della cultura, è stato possibile ripristinare l’antico miroir che vede al centro il gruppo scultoreo in marmo bianco, realizzato secondo il gusto barocco, raffigurante una ninfa circondata da tritoni e creature acquatiche che si ergono dal bacino d’acqua. A completamento dell’intervento, sarà infine realizzato anche un impianto di illuminazione della fontana e dei viali circostanti, per consentire l’organizzazione di eventi aperti alla città.

Il muro di cinta dell’antica fortificazione e i Bastioni

Grazie ad uno specifico accordo di collaborazione con il Comune di Torino, i Musei  Reali hanno avviato nel 2016 una vasta azione di recupero e valorizzazione del tratto più antico delle mura di fortificazione che si sviluppano all’interno dei Giardini Reali. Esteso su circa un chilometro e impreziosito dai due padiglioni settecenteschi detti Bastion Verde e Bastione di San Maurizio, è uno dei pochi elementi conservati fino ad oggi, che testimoniano la storica cinta muraria e il processo di stratificazione avvenuto nel tempo. Realizzato nella prima metà del Cinquecento sotto la dominazione francese, venne infatti riplasmato a più riprese durante i due secoli successivi nella città diventata capitale del Ducato ed è ritratto nel famoso dipinto di Bernardo Bellotto custodito nella Galleria Sabauda.


Con l’obiettivo di restituire alla Città una presenza ormai cancellata dal degrado e dall’abbandono, l’antica opera muraria a scarpa è stata ripulita dalla vegetazione infestante e dai vecchi impianti e consolidata con l’eliminazione delle radici che erano cresciute tra le brecce dei mattoni; infine sono stati esplorati i condotti idraulici costruiti tra Cinque e Ottocento per il drenaggio dei giardini e il funzionamento delle fontane.

La vera novità è comunque la riapertura della celebre rampa elicoidale che collega il Giardino Ducale con i giardini bassi, un tempo utilizzato per il trasporto dei vasi di agrumi e altre essenze fino alle Serre Reali in Corso Regina Margherita: si tratta di un monumento ritrovato che precedentemente non era mai stato visibile al pubblico.

Il Teatro Romano

Fulcro della vita sociale di Augusta Taurinorum, ritornato alla luce soltanto nel 1899 durante i lavori per l’ampliamento della Manica Lunga di Palazzo Reale, il Teatro Romano occupava un intero isolato a ridosso dell’angolo nordorientale della cinta muraria. Demolito in età tardoimperiale per ricavarne materiale da costruzione per gli edifici vicini e sotterrato dalle sue stesse macerie, è oggi uno dei simboli dell’origine della Città, negli ultimi 120 anni oggetto di scavi archeologici, lavori e ricerche da parte della Soprintendenza, che hanno fornito importanti dati sulla Torino antica.

I resti della cavea semicircolare, del portico di retroscena e delle mura sono stati interessati da una serie di interventi di manutenzione, liberazione da sovrastrutture, verifiche archeologiche, restauro e allestimento scenografico che hanno consentito di recuperare le spazialità originarie e la leggibilità dell’architettura dell’antico monumento.

Il nuovo percorso di visita, grazie a scelte di design degli elementi allestitivi e a una nuova illuminazione comunicativa dei caratteri architettonici, consentirà ai visitatori di ripercorrere i camminamenti e di meglio comprendere le parti dell’edificio, sia durante la visita in sito, sia nella visione serale dalle strade limitrofe.

Il Teatro si presta oggi ad essere utilizzato per un gran varietà di spettacoli ed eventi  culturali; a tale scopo è stato quindi dotato di impiantistica appropriata e di un pavimento tecnico facilmente montabile nelle stagioni di attività, a basso impatto conservativo e rispettoso delle testimonianze antiche.

“Oggi finalmente, grazie al complesso intervento appena concluso, abbiamo raggiunto l’obiettivo di restituire alla città uno dei suoi luoghi simbolo" - dichiara Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino - "Questo rappresenta un ulteriore arricchimento dell’offerta dei Musei Reali al proprio pubblico. L’attenzione per la radice storica di questo grande spazio esterno è andata di pari passo con la cura per tutti gli aspetti legati all’accessibilità e al comfort, nella convinzione che i Giardini del Palazzo Reale con le loro sculture e il Teatro Romano costituiscano un naturale prolungamento dello spazio museale e una impareggiabile risorsa di benessere per la vita dei cittadini, in un paesaggio antico e moderno insieme, all’incontro tra natura e cultura.”

Per sostenere la cura e la manutenzione costante dell’immenso patrimonio dei Giardini, che come ben sapete continuano ad essere visitabili gratuitamente, i Musei Reali hanno scelto di lanciare una campagna di tesseramento solidale con quattro tipologie di sottoscrizioni di valore e benefit crescenti, che daranno accesso a riduzioni esclusive e vantaggi speciali. I tagli vanno da 10 a 250 euro.

Per conoscere in maniera dettagliata il tesseramento solidale dei Giardini Reali e scoprire come sostenere i Musei Reali scrivete all’indirizzo: 

mr-to.sostienici@beniculturali.it

 

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