domenica 8 agosto 2021

Dal 24 settembre al Museo Ettore Fico l'installazione di arte industriale “A noi importa il tempo che viviamo!” del collettivo Aganahuei, che sghettizza l'arte contemporanea per renderla fruibile a tutti


Dal 24 settembre al 24 ottobre
Aganahuei realizzerà, presso il Museo Ettore Fico di Torino, un’importante installazione di Arte Industriale dal titolo “A noi importa il tempo che viviamo!

Aganahuei è un collettivo di professionisti del mondo artistico (Bruno Sacchetto - Pietro de Carolis - Danilo Manassero - L. Ferrando - R. Fontanone) che operano ad Alba e collaborano a vario titolo alla creazione di eventi, mostre e prodotti il cui catalizzatore è la condivisione della forza creativa, della passione e dell’energia profusa in ogni progetto. L’obiettivo prioritario è quello di rendere l’arte accessibile nella forma e nei contenuti al maggior numero possibile di persone, sghettizzandola e rendendola fruibile a tutti.

Il titolo della mostra si riferisce al mutamento in atto nell’ambito del mondo dell’arte contemporanea, cambiamento irreversibile che porterà nel giro di pochi anni a una rilettura del “produrre arte” in chiave attuale e internazionale, più in sintonia con i rapidi mutamenti dei linguaggi sociali ed estetici del presente. Alla base dei lavori che verranno presentati nel corso della mostra, c’è l’uso della tecnologia digitale e dei nuovi materiali che l’industria italiana produce con alti standard qualitativi. Tutte le fasi operative di produzione sono progettate al computer ed eseguite con processi industriali automatizzati e interconnessi che non ammettono errori. L’uomo, l’artista con la sua creatività e il suo talento, si appropria della tecnologia, la rende complice e partecipe di un nuovo modo di fare arte. Un patto tra l’uomo e la macchina destinato a portarsi avanti nel tempo con un unico obiettivo: creare l’opera perfetta rendendola disponibile a più persone. Non è un caso che tutto ciò avvenga in Italia.

In mostra saranno presenti linee di prodotti definite: Solidi, Defender. Take-Away, Audaci, Ali, Icone, Minimal, Cretto.

Le opere si avvalgono di processi realizzativi e materiali differenti: dibond, alluminio, polipropilene sagomato, stampa digitale su banner in pvc, vetroresina.


Nell’Arte Industriale, la “manualità”, che ha da sempre caratterizzato l’opera degli artisti-esecutori-artigiani, lascia spazio alle macchine industriali capaci di agevolare ed elevare in modo esponenziale, il profilo qualitativo e quantitativo dell’opera. L’artista torna a essere un “progettista”, come già accadeva nelle botteghe d’arte del Quattrocento, quando i grandi mecenati commissionavano opere su committenza. Opere che hanno attraversato i secoli e che hanno reso il nostro Paese la “culla del bello” e della creatività agli occhi di tutto il Mondo. Un legame profondo che si creava tra la capacità talentuosa dell’artista e il contesto sociale circostante, fatto di pochi uomini colti e facoltosi, desiderosi di lasciare una testimonianza estetica forte e visibile del proprio “sistema”. Un legame che, con il passare del tempo, ha però perso di concretezza, separando l’artista dall’impresa. Il primo, sempre più proiettato nella ricerca e nella gratificazione attraverso un proprio stile e, la seconda, sempre più focalizzata sui problemi quotidiani della concorrenza e dell’espansione sui mercati nazionali e internazionali. Queste due realtà, attualmente disgiunte, potrebbero ricongiungersi, secondo un nuovo modello rinascimentale già evocato.

«L’esecuzione richiesta dal nuovo plasticismo, vale a dire l’esecuzione con tecniche specializzate e con macchine, sarà altra che l’esecuzione fatta direttamente.» Piet Mondrian, 1919

Mostra e catalogo a cura di Andrea Busto

testi in catalogo di Andrea Busto e Vittoria Coen

mostra realizzata con il supporto di Regione Piemonte, Cassa di Risparmio di Cuneo, Banca d’Alba e con il patrocinio del Comune di Alba

da venerdì 24 settembre a domenica 24 ottobre 2021

venerdì ore 14 - 19

sabato e domenica ore 11 -19

 

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