sabato 4 maggio 2024

FONDAZIONE 107 ospita dal 5 maggio la mostra ECHOES, collettiva di 5 artisti dall’Africa all’Europa per una scenografia multietnica gli spazi espositivi



La Fondazione 107 dal 5 maggio e il 30 giugno ospita ECHOES: 5 artisti, dall’Africa all’Europa attraverso scultura, pittura e installazione trasformano in una scenografia multietnica gli spazi espositivi.

Ma quali sono le ragioni del titolo Echoes. L’Eco è il fenomeno generato da un’onda che si propaga sino a giungere ad un ostacolo e tornare indietro, rimbalzare per tornare al punto di partenza vestendo nuove sembianze avendo messo in atto un processo di trasformazione. E’ questo l’atteggiamento degli artisti in mostra: partono dal proprio sapere, dalle proprie origini e cultura per incontrarne altre dalle quali attingere, rielaborare e rendere infine la loro opera in altre forme.


Gli artisti africani invitati in mostra sono Cyprien Tokoudagba dal Benin, Ismaila Manga dal Senegal, dall’Italia, Pietro Weber, Alma Zoppegni e Luigi Farina.

La contaminazione, motivo dominante della mostra coinvolgerà anche alcuni musicisti (Oreste Forestieri e Michele Salituro accompagnati da Elias Farina) che durante l’inaugurazione si esibiranno in una performance musicale dando voce alle sculture/strumento di Luigi Farina “Giardino sonoro”. La contaminazione proseguirà nel mese di giugno con il concerto del gruppo musicale M.E.T.E., scale indiane, ritmi africani, Jazz, funk e prog si fonderanno in un unico linguaggio sonoro, dove tradizioni musicali antiche unendosi alla contemporaneità daranno vita ad un raffinato sincretismo stilistico.

Pietro Weber costruisce sculture di torri in terracotta proiettate verso un altrove. Anticamente le torri nascevano come strumento di avvistamento per difendersi dal nemico, talvolta per avvistare il forestiero, il viaggiatore, colui che era pronto a condividere la propria esperienza. Alla sommità delle torri di Weber c’è sempre una testa, talvolta avvolta in un turbante o in altri copricapi che richiamano popoli e altre culture.

Per l’Africa entrano in gioco i dipinti di Cyprien Tokoudagba originario del Benin, sacerdote voodoo invitato alla mostra epocale al Centre George Pompidou, “Magiciens de la Terre” curata nel 1989 da Jean Hubert Martin. Gli esordi dell’artista sono caratterizzati dalle decorazioni delle pareti dei templi voodoo, riproducendo le immagini degli orisha tramandate segretamente di generazione in generazione. I suoi dipinti sono l’espressione pura di un mondo ancestrale in cui il rituale prende il sopravvento confondendosi con i tipici gesti del quotidiano.


Luigi Farina plasma la terra in sculture che talvolta si trasformano in strumenti musicali. Ogni strumento genera suoni differenti dati dai volumi che racchiude ed è così che il vuoto contenuto all’interno delle diverse forme si trasforma in suono. Il suo scolpire trae origine dalla sapienza contadina profonda e ancestrale. Luigi costruisce sculture che rimandano a pastorali, ornate di vetri luminosi e marmi come fossero lance, o strumenti di uso quotidiano e talvolta oggetti facenti parte di un mistico rituale.

Ismaila Manga originario del Senegal, dipinge tele utilizzando come pigmento la ruggine e la grafite. Le figure dipinte, uomini, donne e bambini, dalle cui teste spuntano alberi, idealizzano un susseguirsi di eventi in senso circolare in cui uomo e natura si fondono, così come la vita e la morte si rincorrono in una fusione totale azzerandosi per poi risorgere in un processo continuo ed ininterrotto alla ricerca di una spiritualità universale che vada oltre ogni confessione religiosa.

Chiude il dialogo Alma Zoppegni le cui opere mettono in primo piano una scrittura non codificata fatta di gesti ripetitivi e quotidiani che attraverso il reiterarsi implacabile del tempo conduce l’artista, paziente ed instancabile a costruire segno dopo segno l’opera. Le forme che vengono a comporsi, incise o dipinte su vari supporti, nascono da un flusso di emozioni, sono pensieri intimi che l’artista tenta di condividere dando loro visibilità trasformandoli in scrittura. I dipinti di Alma Zoppegni esaltano la luce interpretando la trascendenza, ricchi di spunti spirituali, nascono con l’intento di fissare il vissuto di un attimo come il colore del cielo in un determinato istante durante il tramonto.


Echoes

a cura di Federico Piccari

Inaugurazione sabato 4 maggio 2024 dalle ore 16 alle ore 20.

Alle ore 17:30 durante l’inaugurazione performance musicale di Oreste Forestieri e Michele Salituro accompagnati da Elias Farina. Suoneranno il “Giardino sonoro” - gli strumenti scultura di Luigi Farina.

Fondazione 107

Via Andrea Sansovino n.234 – Torino

5 maggio – 30 giugno 2024 – orario: sabato-domenica 14 - 19

Ingresso gratuito sino ai 12 anni e per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte

Visite guidate su prenotazione e ogni sabato e domenica dalle ore 16

Informazioni: +39 347 6603149

fondazione 107.it - 107fondazione@gmail.com

 

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