L'hanno soprannominato, non a caso, lo "stargate"
torinese, uno spazio normalmente adibito alla pubblicità stradale
che per l'occasione apre il passaggio ad un'altra dimensione: quella
dell'arte.
Sto parlando della seconda edizione del progetto
“Opera Viva in Barriera di Milano”, ideato da Alessandro
Bulgini su progetto di Christian Caliandro e di fatto prima
tappa di avvicinamento a Flashback 2017, nella
prospettiva suggerita dal claim "All Art Is Contemporary".
Si tratta di un manifesto di tre metri per sei collocato nella
rotonda di piazza Bottesini, in uno dei quartieri più
multietnici della città, che di mese in mese fino a novembre verrà
interpretato da sei artisti, diversi tra di loro per formazione e
stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla
pratica artistica. Creando così un punto d'incontro fra arte e vita
quotidiana della cittadinanza, al di fuori di musei e mostre e
facilmente visibile da chiunque. Il tema di quest'anno è quello
delle "Operette Morali" (1827) di Giacomo
Leopardi, un libro tanto grande perchè sfuggente, indefinibile,
frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica,
critica sociale, filosofia e autobiografia. “Nelle Operette morali
- scriveva Pietro Citati - ci sono tutti i toni e le forme: il
metafisico, il volgare unito al metafisico, il lucianesco, il
fantastico-ironico, la farsa, la commedia dell’arte, il patetico,
il tragico, il nichilistico, l’assurdo, lo scherno, il disprezzo,
l’ilare, l’aereo, il lirico, il sublime, il matematico, il
funambolico; e, come diceva Giorgio Manganelli, la disperazione che
diventa esattezza e pura gioia intellettuale. In modo sottilissimo, i
toni e le forme trapassano gli uni nelle altre.”
Il primo appuntamento di Opera Viva è con il manifesto di
Raffaele Fiorella, che verrà inaugurato (siete tutti
invitati) mercoledì 31 alle ore 21,30.
La sua opera è liberamente tratta dal Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, una delle più affascinanti e straniate tra le “prosette satiriche” di Leopardi. Tasso, rinchiuso in prigione, parla con il Genio (proiezione immaginaria, allucinatoria di se stesso) e, in una sorta di sogno nel sogno, fantastica di Eleonora D’Este, la donna amata e sorella del Duca di Ferrara Alfonso II, che diventa una sorta di proiezione-protezione contro la sofferenza, le “sciagure” e la durezza della realtà umana: “Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto.”
Fiorella interpreta questo episodio attraverso un’immagine immediata e a più livelli, evanescente, in grado di combinare e fondere grafica, linguaggio pubblicitario, poesia e arte contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, il poster verrà “animato” dall’autore nel corso della serata attraverso un video mapping.
www.flashback.to.it


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