Per il terzo anno consecutivo, nuovamente nella sede della Ex Borsa Valori di via San Francesco da Paola 22 (piazzale Valdo Fusi), torna a Torino grazie all’Associazione C.I.ME. – Culture e Identità Mediterranee il World Press Photo, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo, presente in oltre cento città e più di 45 Paesi. Da venerdì 27 settembre a domenica 17 novembre potrete quindi ammirare le immagini vincitrici del World Press Photo, il prestigioso concorso internazionale che, dal 1955, ha come finalità la tutela della libertà di informazione e la promozione del foto-giornalismo di qualità.
Si
tratta di 157 foto selezionate come immagini che raccontano il 2018
tra le 78.801 fotografie pervenute, scattate da 4.738 fotografi di 129 paesi. Tra queste
la vincitrice del World Press Photo of The Year 2019: Crying
Girl on the Border
di John Moore dell’agenzia Getty Image. L’immagine
ritrae una bambina honduregna di circa due anni, Yanela, in un pianto
disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio,
è costretta a metterla a terra mentre viene perquisita da un agente
della polizia di frontiera americana al confine con il Messico.
La
giuria, presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della
sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi,
era composta dal fotografo Neil Aldridge, dalla curatrice Yumi
Goto, dal fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah,
dal responsabile dei progetti speciali di TIME Paul Moakley,
dalla fotogiornalista Alice Martins e dalla fotogiornalista di
Associated Press Maye-e Wong.
Per
la prima volta è stato introdotto il premio World Press Photo "Story
of the year", assegnato al fotografo “la cui creatività
visiva e abilità hanno prodotto storie fotografiche con eccellenti
editing, riguardanti un grande evento o una questione di rilevanza
giornalistica del 2018”. Se lo è aggiudicato l’olandese
Pieter Ten Hoopen con il progetto The
Migrant Caravan: un foto-racconto, realizzato tra
ottobre e novembre, dedicato all’immigrazione e alla più grande
carovana di migranti partita dall’Honduras (e che ha raccolto
persone da Nicaragua, El Salvador e Guatemala) e diretta negli Stati
Uniti con oltre 7000 persone, tra cui almeno 2300 bambini (secondo
quando affermato dalle agenzie delle Nazioni Unite).
Presenti
anche le opere vincitrici della sezione Digital Storytelling,
dedicata ai video racconti di giornalisti visivi, produttori o
narratori realizzati con l’uso della tecnologia digitale e fruibili
anche con smartphone o tablet. Sono visionabili in due apposite
sale, mentre attraverso un monitor touchscreen è possibile
vedere i video della sezione interactive.
Durante
il periodo della mostra sono previsti anche quest'anno alcuni
incontri di approfondimento, tutti ad ingresso libero, secondo la
sequente programmazione:
Public
lecture di Marco Gualazzini, primo classificato categoria
"Environment Stories" e finalista per il World Press
Photo of the Year.
Una
crisi umanitaria mondiale è in corso nel bacino del Ciad, causata da
una complessa combinazione di conflitti politici e fattori
ambientali. Il Lago Chad, uno dei più grandi laghi dell'Africa,
un'ancora di salvezza per 40 milioni di persone, sta attraversando un
momento di massiccia desertificazione. A causa dell'irrigazione non
pianificata, della siccità, della deforestazione e della poco
efficiente manutenzione, la dimensione del lago è diminuita del 90
per cento negli ultimi 60 anni.
I
mezzi di sostentamento tradizionali delle popolazioni vicine al Lago
Ciad, come la pesca, si sono impoveriti e la scarsità d'acqua sta
causando conflitti tra agricoltori e allevatori di bestiame. Il
gruppo jihadista Boko Haram, che è attivo nell'area, beneficia delle
difficoltà economiche e della fame diffusa per allargare le proprie
fila.
Il
gruppo di fondamentalisti islamici utilizza i villaggi locali come
terreno di reclutamento e il conflitto protratto ha sradicato 2,5
milioni di persone dal territorio africano. Questo scatto fa parte
del portfolio "The Lake Chad Crisis", che ha permesso a
Marco Gualazzini di ottenere il primo premio della fondazione World
Press Photo di quest'anno, nella categoria "Environment,
Stories".
Nato
a Parma nel 1976, Marco Gualazzini ha iniziato la sua carriera come
fotografo nel 2004, con il quotidiano locale della sua città natale,
La Gazzetta di Parma. Le sue opere comprendono fotografia di
reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà di espressione
in Myanmar, sulla discriminazione dei cristiani in Pakistan e,
soprattutto, in zone di crisi in Africa.
Sabato
5 ottobre ore 17,30
Public
lecture di Chiara Avesani autrice del video documentario
“Ghadeer”, terzo classificato per World Press Photo Digital
Storytelling Contest, Short video.
Il
documentario racconta di Ghadeer, un giovane giornalista di Mosul di
ritorno nella sua città ormai devastata dalla guerra. Fuggito in
Europa per sfuggire al conflitto in Iraq, Ghadeer trova la speranza
per la ripresa di Mosul nella recente storia europea e negli sforzi
del dopoguerra. Attraverso Radio One FM, un’emittente
radiofonica autofinanziata e senza supporto politico, Ghadeer
diffonde messaggi positivi agli abitanti di Mosul.
Il
giovane attivista attraverso le sua iniziativa divulgativa, diffonde
l'energia di una giovane società civile che sta emergendo dalle
macerie. Questo cortometraggio sfida le narrazioni mainstream
sui rifugiati, mostrando l'importanza dell'autodeterminazione e
sottolineando che la comunicazione è fondamentale per la
trasformazione culturale.
Chiara
Avesani è una giornalista italiana freelance che ha collaborato nel
corso della sua carriera con emittenti televisive del calibro di Rai
(Report) e Al Jazeera.
Giovedì
10 ottobre ore 18,30
"Donne
schiave. Dalle spose bambine alle lavoratrici minorenni e sfruttate
alle prostitute vendute ai bordelli”.
Presentazione
del documentario “Bangladesh and Piedmont”. Dibattito con
l'autore, Luca Schilirò, e con Stefano Tallia, presidente
dell’Associazione Stampa Subalpina, e Monica Cerutti.
Realizzato
dal giornalista torinese Schilirò, in collaborazione con
l’associazione pinerolese Ashar Gan Onlus, il reportage esplora
inoltre il tema dei cambiamenti climatici e delle migrazioni interne
ed esterne al Bangladesh. Il quadro della complessa realtà bengalese
viene affrontato con taglio costruttivo, lasciando ampio spazio al
racconto di esperienze positive e progetti attuati da associazioni
italiane e bengalesi per far fronte alle situazioni più
drammatiche.
Luca
Schilirò, 28 anni, è un giornalista freelance e videomaker di
Torino. Appassionato di politica estera, collabora con La7 e realizza
documentari e reportage in Italia e all'estero.
“Olimpiadi:
dall’immagine alle telecronache. Oltre 80 anni di storia”.
Federico
Calcagno, giornalista e telecronista Rai, dialoga con Paolo Cornero,
vice presidente Associazione Piero Dardanello.
I
grandi eventi sportivi sono impressi nella memoria collettiva per
immagini, indelebili, e parole, precise e indimenticabili. Le voci
dei telecronisti, le frasi che scelgono in quel preciso momento,
l’emozione che traspare da ogni singola parola, sono un patrimonio
per qualsiasi amante dello sport. Durante la conferenza, Federico
Calcagno racconterà il percorso della telecronaca televisiva, a
partire dalle Olimpiadi di Berlino 1936, le prime riprese dalla tv.
Con lui dialoga Paolo Cornero, vice presidente dell’Associazione
Piero Dardanello, nata in memoria del grande giornalista piemontese,
per oltre un decennio direttore di Tuttosport.
Sabato
12 ottobre ore 17,30
Public lecture di Irene Dionisio. Direttrice di documentari e fiction, per tre anni è stata direttrice artistica del festival Lovers Film Festival. Ha collaborato con molti produttori italiani e internazionali come regista e autrice. Dal 2010 partecipa a vari progetti sociali e culturali affrontando temi politici, come l'integrazione e il genere. La sua produzione artistica comprende installazioni video e documentari. "Sponde. Nel sicuro sole del nord" e "La fabbrica è piena. Tragicommedia in otto atti" è stata presentata in numerosi festival internazionali, come il Torino Film Festival, Vision du Réel, etc., e ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Cariddi, il Premio Solinas e il Premio della giuria di Cine Verité in Iran. Le sue installazioni video sono state esposte al Pac di Milano, al Museo Berardo di Lisbona e al MamBo di Bologna, e anche in molte altre gallerie internazionali. È stata l'unica artista italiana invitata alla Biennale de l'Image en Mouvement di Ginevra quest'anno. Il suo primo lungometraggio, "Le ultime cose" è stato presentato in anteprima alla Venice International Film Critics Week ed è stato insignito del Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura e del premio Globo d'Oro per il miglior film d'esordio. Ha insegnato al Teatro Stabile di Torino, alla Scuola Civica di Milano, alla Testa di Ginevra e al Museo di Rivoli.
Public lecture di Irene Dionisio. Direttrice di documentari e fiction, per tre anni è stata direttrice artistica del festival Lovers Film Festival. Ha collaborato con molti produttori italiani e internazionali come regista e autrice. Dal 2010 partecipa a vari progetti sociali e culturali affrontando temi politici, come l'integrazione e il genere. La sua produzione artistica comprende installazioni video e documentari. "Sponde. Nel sicuro sole del nord" e "La fabbrica è piena. Tragicommedia in otto atti" è stata presentata in numerosi festival internazionali, come il Torino Film Festival, Vision du Réel, etc., e ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Cariddi, il Premio Solinas e il Premio della giuria di Cine Verité in Iran. Le sue installazioni video sono state esposte al Pac di Milano, al Museo Berardo di Lisbona e al MamBo di Bologna, e anche in molte altre gallerie internazionali. È stata l'unica artista italiana invitata alla Biennale de l'Image en Mouvement di Ginevra quest'anno. Il suo primo lungometraggio, "Le ultime cose" è stato presentato in anteprima alla Venice International Film Critics Week ed è stato insignito del Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura e del premio Globo d'Oro per il miglior film d'esordio. Ha insegnato al Teatro Stabile di Torino, alla Scuola Civica di Milano, alla Testa di Ginevra e al Museo di Rivoli.
Giovedì
17 ottobre ore 18,30"La lezione di Bruno Segre". Presentazione di “Non mi sono mai arreso” di Nico Ivaldi, Editrice il Punto. Il libro racconta Bruno Segre, 101 anni, figura tra le più limpide e coraggiose dell’antifascismo italiano, avvocato protagonista di tante battaglie e decano dei giornalisti del Piemonte. Combattente partigiano nelle valli del cuneese – dopo aver rischiato la fucilazione nel carcere di via Asti e la deportazione per mano dei repubblichini – nel dopoguerra ha condotto battaglie civili per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza (nel 1949 difese il primo obiettore in Italia) e a favore del divorzio. «Vorrei essere ricordato come una persona che si è sempre opposta a tutti i tentativi di prevaricazione, d’imposizione forzata in sede politica o religiosa. Sul mio sepolcro vorrei il motto di Saul Bellow: “Qui giace un vinto – dalla morte – che non si è mai arreso». Partecipano l’autore e Bruno Segre. Modera Gianni Da Ronco.
Venerdì 18 ottobre ore 18,30
"Tutti di corsa: 50 anni di maratona di New York", in collaborazione con Lettera Ventitrè. Con Alessandro Rastello, maratoneta, presidente Base Running e direttore tecnico di Sport Town, Salvo Anzaldi, scrittore, “finisher” della NYCM 2015 e autore del libro “Nato per non correre”, Luigi Milano, ortopedico Humanitas Cellini, presidente SICP (Società italiana della caviglia e del piede) e ultramaratoneta.
Tutti di corsa: d'estate e d'inverno, con il sole e con la pioggia, a Torino e a New York. Il running è una disciplina che non conosce confini e abbatte ogni tipo di barriera portando ogni giorno in strada migliaia di persone che rincorrono obiettivi di giornata e sogni a lunga percorrenza. La "New York City Marathon" rappresenta il sogno di ogni runner e, da cinquant'anni, la prima domenica di novembre è quella che ne esalta il mito e la grandezza. Presentarsi sul Ponte di Verrazano e correre per 42,195 km fino a Central Park non è però da tutti: occorre prepararsi in modo professionale, conoscere il proprio corpo e i propri limiti, buttare il cuore lungo la strada realizzando, talvolta, ciò che sembrava impossibile.
Sabato 19 ottobre ore 17,30
Publice lecture di Sergio Ramazzotti e Alessandro Gandolfi (Parallelozero) dedicata a “Una questione di vita e di morte”.
Che cosa sarebbe la vita senza l’idea della morte? Come potremmo goderci i piccoli o grandi piaceri della vita, se non sapessimo che questa è destinata a finire? E perché, nonostante questo, l'uomo è da sempre alla ricerca della vita eterna? Attraverso le fotografie e i racconti di esperienze dirette vedremo la delicata relazione fra vita e morte in una zona afflitta da una guerra che dura da tre generazioni (l’Afghanistan), in una regione flagellata dalla seconda peggiore epidemia di Ebola della storia (il Nord Kivu in Congo), e in Europa, lungo le rotte di pellegrinaggio verso la Svizzera e il suicidio assistito. Vedremo come, dove e in quali modalità l’uomo, a dispetto di tutto ciò, insegue il sogno dell'elisir di lunga vita. Una spasmodica ricerca dell'immortalità che - fra medicina antiaging, genetica, tecnologia e pseudoscienza – è già diventata il business del secolo.
Giovedì
24 ottobre ore 18,30
“Fotografiakm0: progettare nuove narrazioni della città”.
“Fotografiakm0: progettare nuove narrazioni della città”.
Presentazione
dell'innovativo progetto su Porta Palazzo con Michele D’Ottavio,
fotografo professionista e ideatore; Stefania Collina, giornalista e
direttrice della rivista "Solidea"; Stefano Di Polito,
sceneggiatore e regista; Giacomo Fierro, ricercatore visivo.
Con Fotografiakm si è inaugurato il primo “banco fotografico” a km 0, nel cuore dello storico mercato coperto di Porta Palazzo. Si sta provando ad attivare un laboratorio per dare respiro a storie che raccontano il quartiere, per trasformarle in immagini, per incrociare sguardi diversi e creare occasioni di incontro tra comunità diverse. Obiettivo raccontare un luogo e le comunità che lo abitano prendendosi il tempo giusto per farlo. In questa direzione, Fotografiakm0 nasce con l’idea di condividere con il quartiere uno spazio dove allestire mostre fotografiche che riflettano il dinamismo della realtà di Porta Palazzo; attivare un presidio della memoria, allenandosi a salvare istanti del presente che domani saranno storia;offrire un luogo dove incrociare sguardi diversi sul quartiere e mescolare esperienze;proporsi come un catalizzare di progetti, idee, suggestioni che interessano la Tettoia dell’Orologio e il quartiere di Porta Palazzo; contribuire a costruire bellezza attraverso la forza delle immagini e delle parole.
Con Fotografiakm si è inaugurato il primo “banco fotografico” a km 0, nel cuore dello storico mercato coperto di Porta Palazzo. Si sta provando ad attivare un laboratorio per dare respiro a storie che raccontano il quartiere, per trasformarle in immagini, per incrociare sguardi diversi e creare occasioni di incontro tra comunità diverse. Obiettivo raccontare un luogo e le comunità che lo abitano prendendosi il tempo giusto per farlo. In questa direzione, Fotografiakm0 nasce con l’idea di condividere con il quartiere uno spazio dove allestire mostre fotografiche che riflettano il dinamismo della realtà di Porta Palazzo; attivare un presidio della memoria, allenandosi a salvare istanti del presente che domani saranno storia;offrire un luogo dove incrociare sguardi diversi sul quartiere e mescolare esperienze;proporsi come un catalizzare di progetti, idee, suggestioni che interessano la Tettoia dell’Orologio e il quartiere di Porta Palazzo; contribuire a costruire bellezza attraverso la forza delle immagini e delle parole.
Venerdì
25 ottobre ore 18,30
"Ancora in cammino: i Rabari del Kutch".
Ospiti: Bruno Zanzottera (Parallelozero), Elena Dak (giornalista e antropologa).
"Ancora in cammino: i Rabari del Kutch".
Ospiti: Bruno Zanzottera (Parallelozero), Elena Dak (giornalista e antropologa).
Il
Kutch è un’area del Gujarat, regione indiana ai confini con il
Pakistan, dove abitano e da cui partono gruppi di pastori in
migrazione. I Rabari nomadizzano in questi territori e si spostano
lentamente per centinaia di chilometri alla ricerca di pascoli.
Questo loro peregrinare non si ferma neanche durante la stagione
monsonica. Anticamente allevatori di cammelli, oggi i Rabari migrano
in piccoli gruppi composti da poche famiglie, le greggi e alcuni
dromedari necessari per il carico e il trasporto delle masserizie. Il
racconto dell’ultima generazione di nomadi carovanieri di questa
parte di mondo.
"Flint,
una città da raccontare" con Francesco Costa, vicedirettore del
Post.
Flint,
nel Michigan, è una citta con una storia incredibile. Cinquant’anni
fa Flint era un modello di prosperità e sviluppo: la città del
sogno americano. Oggi, e ormai da molti anni, vivere a Flint è un
incubo: dagli anni Novanta è una delle città più povere e
pericolose d’America, e dal 2014 per quasi due anni dai suoi
rubinetti è uscita acqua gravemente contaminata dal piombo, che ha
avvelenato la popolazione. Il piombo fa danni pesantissimi e
irreversibili al corpo umano, soprattutto al cervello: e soprattutto
a quello dei bambini. La storia assurda di un disastro che ha cause
molto diverse e che permette di capire un pezzo importante degli
attuali problemi di molte zone degli Stati Uniti d’America. Un
documentario a lei dedicato, "Flint is a Place", è stato
nominato tra i World Press Photo Interactive of the Year. Francesco
Costa c'è stato, e l'ha raccontata con la sua voce, senza immagini,
in una puntata del suo podcast "Da Costa a Costa".
Giovedì
7 novembre ore 18,30
“Brand
journalism e media company: il potere delle storie”
Ospiti:
Davide Scagliola e Sergio Ramazzotti (Parallelozero), Isabella
Panizza (Head of Communications
Digital Hub di Enel), Carlo Fornaro e Diomira Cennamo (Brand
Reporter Lab).
Il
web ha trasformato la comunicazione d’impresa, che si è arricchita
di nuovi strumenti - web-serie, blog, magazine cartacei e digitali –
per fare informazione e diventare una Media Company con un sistema
narrativo coerente e integrato, in cui un ruolo fondamentale è
giocato dalle storie. Le storie dei brand sono state raccontate per
anni attraverso la pubblicità, ma oggi l’arte di scriverle è una
sfida che sempre più coinvolge giornalisti e reporter. Perché una
storia ben raccontata avrà sempre il potere di farsi ascoltare.
Venerdì 8 novembre ore 18,30
"Macedonia
del Nord. Se un nome definisce un popolo".
Presentazione
del reportage del collettivo Seedpictures. Con Ilaria Blangetti,
giornalista, Francesco Doglio e Luca Prestia, fotografi. Modera
Donatella Sasso, giornalista East Journal e ricercatrice
dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino.
Reportage fotografico tra Skopje e Salonicco realizzato dal collettivo Seedspictures nella primavera del 2018, poco prima che Macedonia e Grecia si accordassero per il nuovo nome della piccola Repubblica dell’Ex Jugoslavia. La chiusura di un'assurda diatriba lunga quasi 30 anni, tra un’identità culturale da affermare e nuovi sogni europei.
Reportage fotografico tra Skopje e Salonicco realizzato dal collettivo Seedspictures nella primavera del 2018, poco prima che Macedonia e Grecia si accordassero per il nuovo nome della piccola Repubblica dell’Ex Jugoslavia. La chiusura di un'assurda diatriba lunga quasi 30 anni, tra un’identità culturale da affermare e nuovi sogni europei.
"Yemen,
conflitto senza fine"
La
giornalista Francesca
Mannocchi, che ha appena
realizzato un reportage nel paese e il medico di Medici Senza
Frontiere Roberto Scaini affronteranno vari aspetti del
conflitto, sottolineando l’impatto che questa grave crisi ha sulla
popolazione civile del paese dove si consuma una vera catastrofe
umanitaria, con enormi problemi di accesso ai servizi sanitari, il 50
per cento di strutture sanitarie distrutte ed elevati livelli di
malnutrizione.
Roberto
Scaini ha lavorato in Yemen in cinque missioni, prima e durante
il conflitto, in diverse zone del paese, in ospedali distrutti che ha
aiutato a riaprire, alle prese con epidemie di colera e morbillo,
feriti di guerra o per assicurare cure di base alle vittime del
conflitto.
Francesca
Mannocchi collabora da anni con numerose testate, italiane e
internazionali, con reportage in Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia,
Egitto, Afghanistan. Autrice del libro Khaled vendo uomini e sono
innocente (2019) e coautrice, insieme al fotografo Alessio
Romenzi, del documentario Isis, Tomorrow presentato alla 75a
Mostra internazionale del Cinema di Venezia.
Quello
in Yemen è il più grande intervento di Medici Senza Frontiere in
una zona di conflitto. MSF, che lavora in Yemen fin dal 1986, vi
ha aumentato le proprie attività dal 2015, quando le ostilità si
sono inasprite. L’Organizzazione umanitaria è attualmente presente
in dodici ospedali e centri sanitari e fornisce supporto a
oltre venti strutture in undici governatorati. Da marzo 2015
ad aprile 2019, 1.110.771 persone sono state ammesse nei pronto
soccorso degli ospedali di MSF o supportati dall’organizzazione.
Nello stesso periodo, le équipe di MSF hanno curato 132.859 feriti
di guerra o vittime di violenze, effettuato 90.208 interventi
chirurgici, fatto nascere 77.905 bambini e curato più di 127.680
casi sospetti di colera.
Domenica
10 novembre ore 17,30
"In fuga da Nazareth. Profughi di ieri e di oggi".
Con F. Marco Costa, Massimiliano Ungarelli e Sergio Durando, direttore dell'Ufficio Pastorale Migranti di Torino, moderati da Chiara Priante. Presentazione di un progetto che nasce dopo mesi di dibattiti sul dramma umanitario dell’immigrazione. Un lavoro che incrocia i visi di profughi, poveri e perseguitati del nostro tempo, con i volti della famiglia di Nazareth per una riflessione sul presente che incrocia sguardi, cuori, storie, e spinge a interrogarsi, ed è una provocazione già nella tecnica utilizzata dall'artista.
"In fuga da Nazareth. Profughi di ieri e di oggi".
Con F. Marco Costa, Massimiliano Ungarelli e Sergio Durando, direttore dell'Ufficio Pastorale Migranti di Torino, moderati da Chiara Priante. Presentazione di un progetto che nasce dopo mesi di dibattiti sul dramma umanitario dell’immigrazione. Un lavoro che incrocia i visi di profughi, poveri e perseguitati del nostro tempo, con i volti della famiglia di Nazareth per una riflessione sul presente che incrocia sguardi, cuori, storie, e spinge a interrogarsi, ed è una provocazione già nella tecnica utilizzata dall'artista.
Giovedì 14 novembre ore 18,30
"Perù,
terra sfruttata e terra venerata".
Presentazione del reportage di Francesco Garello, giornalista, Manuel Peluso, video maker, Anna Catella, producer, Federica Micozzi di Fairmail. Modera il giornalista Eugenio Giannetta.
Presentazione del reportage di Francesco Garello, giornalista, Manuel Peluso, video maker, Anna Catella, producer, Federica Micozzi di Fairmail. Modera il giornalista Eugenio Giannetta.
Il lavoro,
realizzato grazie al progetto “Frame, voice, report”
promosso dal Consorzio delle Ong Piemontesi (COP)
è cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Piemonte,
racconta una terra verdissima, tra minacce del cambiamento climatico,
sfruttamento minerario indiscriminato ma anche valorizzazione delle
risorse dei progetti esistenti e sviluppo sostenibile.
"Tutta
mia la città. Torino è cambiata davanti all'obiettivo".
Per
il finale di Wpp, un omaggio alla città di Torino con Daniele
Solavaggione, fotografo e giornalista torinese, ed Enrica Tesio,
scrittrice, autrice di libri di successo, da "La verità, vi
spiego, sull'amore" (Mondadori) a "Dodici ricordi e un
segreto" (Bompiani). Modera Chiara Priante. Com'è cambiata
Torino negli ultimi dieci anni. Dieci foto per raccontare una città
che mantiene alcuni tratti, invariati negli anni, soprattutto quelli
caratteriali, ma sa anche trasformarsi.
Sabato
16 novembre ore 17,30
Incontro
con il fotoreporter Francesco Bellina e l’attivista di
Mediterranea, Fausto Melluso, responsabile migrazioni Arci Sicilia
e attivo fin dall’inizio nella prima missione di monitoraggio nel
Canale di Sicilia, con nave battente bandiera italiana. Ci
racconteranno la genesi e tutti gli aggiornamenti sulla missione.
Mediterranea
Saving Humans è una piattaforma di realtà sociali, arrivata nel
Mediterraneo centrale dopo che la maggior parte delle ONG è stata
estromessa dalle attività di pattugliamento e salvataggio di
naufraghi dell'area.
Mediterranea
ha molte similitudini con le ONG che hanno operato nel Mediterraneo
negli ultimi anni: a partire dalle essenziali funzioni di
testimonianza e documentazione fino alla denuncia di ciò che accade
in quelle acque, attività che oggi nessuno è più in grado di
svolgere. Al tempo stesso, Mediterranea è qualcosa di diverso:
"un’azione non governativa” portata avanti dal lavoro
congiunto di organizzazioni di natura eterogenea e di singole
persone, aperta a tutte le voci che da mondi differenti, laici e
religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici, sentono il
bisogno di condividere gli stessi obiettivi di questo progetto, volto
a ridare speranza, a ricostruire umanità, a difendere il diritto e i
diritti. Durante l’incontro saranno proiettati alcuni video e
scatti sulle operazioni compiute e sarà possibile dare il proprio
contributo alla missione, facendo una donazione o acquistando uno dei
gadget disponibili.
Francesco
Bellina è nato a Trapani nel 1989 e vive a Palermo dal 2008.
Il
suo lavoro artistico si concentra principalmente su questioni sociali
e politiche con particolare attenzione al tema delle migrazioni non
ultimo il lavoro svolto sulla Mar Jonio (Mediterranea).
La
mostra è organizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e
Città di Torino, con il sostegno e patrocinio della Camera
di Commercio di Torino che ha concesso gli spazi del l’Ex
Borsa Valori.
Partner
della manifestazione l'Ordine dei Giornalisti del Piemonte,
l'Associazione Stampa Subalpina, Centro Giornalistico
Pestelli, Lettera Ventitré, Associazione Dardanello,
Distretto Cinema e Reveshow.
World
Press Photo
Ex
Borsa Valori, via San Francesco da Paola 22 - Piazzale Valdo Fusi
Orari:
dal lunedì al giovedì 10-20; dal venerdì alla domenica 10-22.
Intero:
10 euro. Per possessori Tessera Musei e tessera Arci: 8,50. Ridotto:
7,50 (under 25, over 65, universitari). Scuole: 5 euro. Gruppi
6 euro (min. 15). Giornalisti con tesserino euro 6,50. Ingresso
gratuito per diversamente abili. Ingresso gratuito per i giornalisti
con accredito e under 12.







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