lunedì 30 settembre 2019

In via Garibaldi a Torino è arrivato il tour #PAROLEDASALVARE di Zanichelli. Preservate anche voi una delle 3.126 parole della lingua italiana più a rischio


Nel tratto pedonale di via Garibaldi tra corso Palestro e piazza Statuto fino al 4 ottobre vi imbatterete in una particolare installazione a forma di libro, soprannominata #AreaZ,  dotata di postazione multimediale attiva dalle ore 10 alle 19. Si tratta dell'originale tour #PAROLEDASALVARE organizzato da Zanichelli nelle maggiori città italiane (Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo) per coinvolgere attivamente i cittadini a "salvare" 3.126 parole della lingua italiana, che nell'edizione 2020 del prestigioso vocabolario saranno identificate dal simbolo grafico di un fiorellino ♣.

Nella lingua italiana parlata ci sono spesso delle parole che, seppur maggiormente ricche di sfumature espressive, vengono troppo spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici. Invece di affermare che qualcuno ci vuole “ingannare” o “prendere in giro”, possiamo ad esempio usare abbindolare (che rinvia al “bindolo”, all'arcolaio che girava per dipanare una matassa trasformandola in gomitolo), circuire (che rinvia a sua volta a una circolarità, a un “andare intorno”) oppure irretire (che rimanda invece a un a un “prendere nella rete” e che contiene anche il significato di “sedurre”, cioè di condurre a sé). Oppure un atteggiamento può essere definito ondìvago, che in letteratura significa propriamente “che vaga sulle onde”, e oggi è usato espressivamente anche nel linguaggio non letterario col significato di “incerto” o “indeciso”, “tentennante”.

Altri esempi di parole da salvare sono recalcitrare (originariamente “indietreggiare  tirando calci”, detto per esempio di cavalli o muli, e più in generale “rifiutarsi, fare resistenza a una proposta o altro”), pusillanime (dall'animo piccolo, meschino), adombrarsi (spaventarsi davanti a un’ombra, nel caso di un cavallo, ma più in generale “turbarsi, rabbuiarsi, incupirsi”) o ancora sciatto, che significa trascurato, non accurato, da un latino exactus (ex aptus) cioè non adatto, non conveniente, approssimativo – per esempio in prosa sciatta, linguaggio sciatto.

Come fare per salvare uno dei 3126 lemmi proposti da Zanichelli? Semplicissimo... Presso l'installazione-vocabolario #AreaZ il monitor touchscreen collocato sulla quarta di copertina proporrà a rotazione cinque parole per volta. Sceglietene una e postatela, con il suo significato, sui vostri canali Facebook e Instagram direttamente dalla postazione. Se siete "poco social", potrete comunque prendere una delle cartoline contenenti una parola da salvare con il suo significato, quindi affrancarla e spedirla.

Non vincerete nulla, ma sarete certi di aver dato il vostro piccolo contributo a tenere in vita un vocabolario più ricco.



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