domenica 29 settembre 2019

Nuova vita al Giardino del Tempio di Diana nel Parco della Reggia di Venaria, grazie al contributo di Compagnia di San Paolo



Nuova vita al Giardino del Tempio di Diana nel Parco della Reggia di Venaria. Un ulteriore atto di valorizzazione delle residenze sabaude reso possibile grazie a Compagnia di San Paolo che, in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e della Regione Piemonte, ha completato il progetto degli architetti del Consorzio, Alessia Bellone e Maurizio Reggi, coinvolgendo i ragazzi del Corso per Giardinieri d’arte.

Il Giardino del Tempio di Diana, collocato nell'area del parco più distante dalla Reggia, alla fine del percorso d’acqua che si avvia dalla Fontana dell’Ercole, è così chiamato per la presenza un tempo dell'omonima struttura architettonica realizzata dal Castellamonte. Nella seconda metà del Seicento il Tempio di Diana, posizionato agli antipodi della lunga allea rispetto al Tempio di Ercole, fu luogo prediletto per passeggiare ed appartarsi dalla corte. Venne purtroppo fatto smantellare da Vittorio Amedeo II, alla ricerca di nuovi canoni estetici, durante il Settecento, con l'intento di rimodellare il giardino creando, attraverso l'utilizzo di corsi d'acqua, un senso di infinito. Alcune parti del tempio vennero riuilizzate in altri ambiti, in particolare i pregiati marmi, piuttosto che le colonne: otto di queste vennero ricollocate nella Cappella di Sant'Uberto, altre otto nella Chiesa di Santa Maria.

Per quanto riguarda l'attuale ristrutturazione, seguendo le tracce delle antiche vestigia riemerse durante una serie di scavi, sono state introdotte numerose varietà di arbusti, piante perenni e graminacee che, grazie a cicli di fioritura differenziati nel tempo, al raffinato portamento e alla variegata cromia delle foglie, garantiscono scenografici giochi di forme e colore. Spiccano in particolare i 3 mila esemplari di Miscahthus sinensis little kitten, Miscanthus sinensis silver feather e  Miscanthus sinensis 'Arabesque'; ma anche le perenni del genere Astilbe chinensis purpulanze e Echinacea pallida e vari alberi d’alto fusto quali Fagus sylvatica purpurea tricolor e Cercidiphyllum japonicum.

L'intero progetto è stato sostenuto dalla Fondazione torinese in ricordo della collega Rosaria Cigliano e del suo appassionato, competente impegno profuso nella valorizzazione del patrimonio artistico.

Va ricordato che la Compagnia di San Paolo è socio del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude a cui riconosce € 2 milioni annui, mentre la Fondazione 1563 affianca la Compagnia con un contributo di € 1 milione annuo). 




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