Tre serate dedicate
al rapporto tra la città ed altrettanti temi: il
lavoro, le
donne, la
musica. Questo è in sostanza il
programma di "Proiezioni di
città", che per la terza volta
Urban Lab
propone dal 12 al 14 settembre, alle ore 21, nel Parco Archeologico
di Porta Palatina.
Si
tratta di una serie di proiezioni ad ingresso libero (fino ad
esaurimento posti prato disponibili) di film
e documentari
che hanno come denominatore comune la rappresentazione della città,
in spazi pubblici non convenzionali o da tempo inutilizzati a Torino.
Per le prime due sere, le visioni ritrovate di città nei filmati
conservati dall’Archivio Nazionale
Cinema Impresa si confrontano con la
società e gli spazi urbani odierni ritratti nei lungometraggi scelti
dal Museo Nazionale del Cinema.
Nell’ultima serata, un documentario girato da giovani registi e la
musica dal vivo di una storica band riportano Torino alle origini
della sua grande trasformazione post-industriale.
"La
terza edizione di Proiezioni
di Città ci
prepara all’autunno in cui Torino inaugurerà le celebrazioni
dedicate alla Città
del Cinema 2020.
Ringrazio l’Urban Lab per questa occasione pensata per permettere
ai cittadini di abitare per una sera spazi inediti e guardare la
città attraverso il linguaggio multiforme e immediato del Cinema",
ha commentato Francesca
Leon,
Assessora alla Cultura Città di Torino.
PROGRAMMA
12-14
settembre 2019
Parco
archeologico della Porta Palatina
Ingresso
libero fino a esaurimento posti prato disponibili. Non ci sono sedie,
quindi si consiglia agli spettatori di portarsi un plaid
Giovedì 12 settembre – ore 21
Città
e lavoro
Un’introduzione
di Sara Benedetti e Alessandro Avataneo, Scuola Holden
Quel
primo giorno in fabbrica
Regia
di Silvio Maestranzi, Italia, 1973, 38’
Un
documentario prodotto dalla Fiat per “prevenire lo stato d'ansia
suscitato dall'ambiente d’officina". Al nuovo assunto vengono
mostrati i luoghi dove lavorerà e gli attori principali che con lui
opereranno all'interno della fabbrica.
Protagonisti della pellicola sono il
mondo industriale e la variegata massa operaia, proveniente da tutta
Italia, che lo abita.
L’intrepido
Regia
di Gianni Amelio, Italia, 2013, 104’
Antonio
è un uomo di cinquant'anni con un impiego molto particolare:
rimpiazza le persone che non possono presentarsi al lavoro,
indipendentemente dalla mansione o ruolo che svolgono. Così si
ritrova a essere di volta in volta cameriere, conduttore di tram,
infermiere o qualsiasi altra professione. Una commedia sulla crisi
del lavoro oggi.
Venerdì 13
settembre – ore 21
Città
e donne
Un’introduzione
di Grazia Paganelli, Museo Nazionale del Cinema
La
grammatica della massaia. Il bilancio
Regia
di Filippo Paolone e Giuliano Tomei, Italia, 1960, 12’
Primo
episodio di una serie composta da cinque filmati promozionali
destinati alla massaia moderna, realizzati con il contributo del
Centro per il Progresso Educativo. Il documento è l’introduzione a
una "Grammatica" cinematografica destinata alla massaia
moderna, una donna di casa giovane, indaffarata e attenta al bilancio
familiare e al risparmio energetico.
Miss
Sloane. Giochi di potere
Regia
di John Madden, USA, 2016, 132’
Brillante,
sicura di sé e completamente priva di scrupoli, Elizabeth Sloane è
una delle professioniste più potenti a Washington. Fiore
all’occhiello di una società di lobbying, Miss Sloane è disposta
a fare di tutto per i suoi clienti - anche se questo significa
forzare le regole. Ma quando il capo della potente lobby delle armi
si rivolge a lei per convincere l'elettorato femminile a opporsi a
una legge che introdurrà nuove regole sulla vendita delle armi da
fuoco, Sloane rifiuta di netto ed entra a far parte di un combattivo
studio legale specializzato che rappresenta i sostenitori della
legge. Ma il suo accanimento minaccia sia la sua carriera sia le
persone che le stanno a cuore. Compromessa, vulnerabile e sotto
inchiesta da parte del Senato, Elizabeth Sloane potrebbe finalmente
aver trovato pane per i suoi denti.
Una
canzone senza finale
Regia
di Paolo e Riccardo Sarà, Italia, 2019,
64’
I
Truzzi Broders sono nati con i punk, ma non sono mai stati punk. Da
un punto di vista musicale erano la minoranza della minoranza. Una
canzone senza finale è un documentario che, a partire dal materiale
di archivio girato direttamente dalla band, permette di gettare uno
sguardo sulla Torino degli anni ottanta. Una città difficile che,
nelle testimonianze di chi era ragazzo in quel periodo, appare come
un luogo grigio, pesante, senza occasioni di svago e di socialità.
Esplodeva il dramma della tossicodipendenza e iniziavano le prime
casse integrazioni massive. Il 29 maggio 1982, una data storica, al
Centro d’Incontro Vanchiglia, i gruppi punk hardcore della città
si riunivano in un concerto con uno slogan emblematico: contro la
disperazione urbana.
Truzzi
Broders – concerto dal vivo
La
storica band torinese accompagnata dal progetto
visual a cura di Archivio Superottimisti - AMNC e Fine
Production, con l’archivio originale Truzzi Broders.
Proiezioni
di città 2019 è un’iniziativa di
Urban Lab con: Museo Nazionale del Cinema, Archivio Nazionale Cinema
Impresa, Flowers Festival, Scuola Holden,
Superottimisti-Associazione, Museo Nazionale del Cinema, Fine
Production, Truzzi Broders.



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