Riporto
con enorme soddisfazione la notizia diffusa oggi dal Museo Egizio
di Torino, riguardo alla mostra "Antico Egitto: dalla vita
quotidiana all’eternità”, inaugurata il 12 ottobre a Rio de
Janeiro, in cui 140 pezzi della collezione egittologica torinese
sono esposti nelle sale del Centro Cultural Banco do Brasil.
Pensate
che in soli 17 giorni di apertura la mostra è già stata visitata da
oltre 200 mila persone! Avete capito bene: un numero di accessi al di
la di ogni aspettativa, soprattutto se si pensa che la mostra
proseguirà fino al 27 gennaio 2020.
E'
la prima volta che il nostro Museo Egizio approda in Brasile e lo ha
fatto per dar vita a un evento espositivo con cui vengono celebrati i
trent’anni di attività dello stesso Centro Cultural Banco do
Brasil, che ha espresso la volontà di proporre alla comunità
carioca un percorso di visita capace di svelare la vita dell’antico
Egitto grazie ai reperti provenienti da Torino.
E'
facile immaginare che la mostra “Egito Antigo” abbia stabilito un
record in termini assoluti per le iniziative culturali a Rio de
Janeiro: nessun'altra mostra finora promossa dall’organizzatore Art
Unlimited, partner locale dell’operazione, aveva mai registrato
un’affluenza analoga in meno di venti giorni. Ed il successo non
finirà qui, visto che l’allestimento - che contempla anche uno
spazio di promozione turistica con un video dedicato al Museo e a
Torino - verrà in seguito portato in tour durante tutto il
2020, facendo tappa a San Paolo, Brasilia e Belo Horizonte, le altre
tre sedi nazionali dell’ente culturale dell’istituto di credito
brasiliano.
“È
emozionante vedere come la cultura millenaria dell’antico Egitto
sia in grado di accendere l’interesse e la passione del pubblico ad
ogni latitudine, attirando così tanti visitatori nelle mostre che il
Museo Egizio sta portando in giro per il mondo, ed è per me motivo
di grande orgoglio che quest’opera di divulgazione avvenga grazie
ai reperti della nostra collezione" - ha commentato
Christian Greco, direttore del Museo Egizio - "Esposizioni
che mostrano come gli oggetti giunti a noi attraverso i millenni non
siano la muta testimonianza di una civiltà passata, bensì dei veri
e propri narratori, in grado di raccontarci delle storie: dalla loro
creazione e utilizzo fino alla ‘rinascita’ col momento della loro
scoperta in uno scavo archeologico. Un modo, quindi, per
sensibilizzare il pubblico circa l’importanza del passato, in
particolare quale chiave di lettura fondamentale per capire noi
stessi e il tempo presente”.
Come aggiunge la
presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, “l’attività
internazionale del Museo Egizio è quanto mai dinamica in questo
momento: la mostra di Rio de Janeiro, che proseguirà poi per altre
tre sedi in Brasile, si affianca alla tournée statunitense in corso.
Dopo il debutto all’Ermitage di San Pietroburgo nel 2017, e le
felicissime esperienze in Canada e in Cina, che complessivamente
hanno saputo attrarre nel 2018 la cifra record di 4 milioni di
visitatori, il Museo Egizio prosegue dunque, in perfetta sintonia con
il Mibact e la Soprintendenza torinese, il suo percorso di
internalizzazione e di diffusione della cultura egizia e della
propria attività di scavo e ricerca, in vista dell’importante
realizzazione del progetto europeo di supporto al rinnovo del Museo
del Cairo, e del bicentenario della nostra istituzione, la più
antica al mondo, che verrà celebrato nel 2024”.


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