Ho
incontrato nuovamente con grande piacere Güler
Ates, artista londinese di origine
turca che per il secondo anno consecutivo espone le sue evocative e
misteriose realizzazioni fotografiche nell'ambito di Art Site Fest.
Güler
Ates non è semplicemente una
fotografa, ma le sue sedute con modelle sono vere e proprie
perfomance tra danza e teatro, perfettamente contestualizzate per gli
ambienti aulici in cui si svolgono. I suoi soggetti sono abbigliati
con stoffe colorate e spesso preziose, acquistate appositamente nel
paese in cui effettua gli scatti e si muovono all’interno di dimore
e siti storici come presenze metafisiche. Güler
Ates indaga i temi del rapporto tra
opera e contesto, dell’incontro tra culture e popoli, delle
suggestioni formali che attraversano i secoli e la storia. Si tratta
sempre di progetti “site responsive”, che toccano luoghi anche
distanti, dall’Inghilterra all’India, dall’Italia al Medio
Oriente.
L’artista,
chiamata per la prima volta in Italia nel 2018 per un progetto di
residenza, aveva per l'occasione operato presso la Reggia di
Venaria, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, il Castello
di Govone e Palazzo Madama. Nel 2019 ad esporre le sue
opere, venti in tutto, fino al 6 gennaio 2020 è il MAO - Museo
d'Arte Orientale (via San Domenico 11 a Torino), dove le potrete
ammirare all'interno del percorso di visita, perfettamente integrate
con le collezioni del museo.
Molte
delle immagini esposte sono state realizzate all'interno del MAO, a
seguito di una proposta didattica formulata dalle Aziende e
dagli Enti Soci della Consulta per la Valorizzazione dei Beni
Artistici e Culturali di Torino per gli allievi dell’Accademia
Albertina, con la Royal Academy of Schools di Londra, dove
l’artista è Tutor. Durante il suo lavoro l’artista è stata
seguita da 25 selezionati studenti dell’Accademia Albertina,
che hanno potuto partecipare alle diverse fasi del lavoro
dell’artista e seguire un workshop sulla creatività e i contenuti
del progetto che ha portato alla sua nuova mostra, intitolata
SHORELESS.
“Nell’approfondire
i molti rapporti, intessuti nel corso dei secoli, rimango
affascinata" – ha spiegato l’artista – "da
come la cultura occidentale sia debitrice di forme e immagini verso
l’Oriente, prossimo o lontano. E da come l’Oriente guardi da
sempre all’arte europea come ad una fonte di ispirazione. La nostra
epoca spesso dimentica questa millenaria storia di scambi, finendo
paradossalmente per allungare le distanze, proprio in un momento
storico che ci permette di accorciarle.”
La
scelta del Museo d'Arte Orientale come ospite dell'esposizione non è
affatto casuale. “Il MAO" – dice il direttore Marco
Guglielminotti Trivel - "nasce come museo di arte
orientale antica, ma si è aperto fin dal 2010 all'esplorazione della
contemporaneità – ospitando in diverse occasioni sia le opere di
artisti asiatici sia i lavori di artisti europei che si ispirano alle
culture dell'Asia da varie prospettive. Il lavoro di Güler Ates
coniuga queste due possibilità: artista di origine asiatica ma
naturalizzata europea, guarda a un museo europeo di oggetti asiatici
con uno sguardo da cittadina del Mondo. E in questo sguardo,
attraverso il velo delle sue misteriose figure, si disvela la Musa
ispiratrice della natura stessa di un museo come il MAO, che è stato
creato e continua a vivere proprio per il superamento di dicotomie e
di confini. Shoreless, per l'appunto”.
MAO
Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino
ORARIO
da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 11-19
INFO
t. 011.4436932


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