lunedì 28 ottobre 2019

Emilio Prini: la Fondazione Merz rende omaggio ad uno dei più autentici, geniali e sfuggenti artisti dell'arte povera


La Fondazione Merz dedica dal 29 ottobre 2019 a 9 febbraio 2020 una mostra ad uno dei maggiori protagonisti dell'arte povera: Emilio Prini (Stresa, 1943 – Roma, 2016).

Attraverso una quarantina di opere, prodotte tra il 1966 e il 2016, la mostra, realizzata in collaborazione con  l'Archivio Emilio Prini, con la curatela di Beatrice Merz e Timotea Prini, vuole essere un omaggio doveroso da parte della Fondazione Merz a un artista discusso, sfuggente, certamente geniale, ironico, autentico e provocatore, ma anche un’occasione per ripercorrere un legame di amicizia e di profonda stima tra Emilio Prini e Mario Merz

Il percorso espositivo e l’allestimento sono stati concepiti dalle curatrici nel rispetto della filosofia dell’artista, anche grazie alla profonda conoscenza e vicinanza con l'uomo Prini, amico e padre. 

Millo: una presenza nella nostra vita, un dialogo creativo, un amico nel lavoro, nei viaggi, uno scambio costante in un clima colmo di sensibilità che ha certamente inciso la sua storia come la nostra. Il suo infrangere le regole ha insegnato la possibilità di cogliere il valore della contraddizione e del dubbio, un passaggio dell’arte nella vita. Il vissuto personale, oggi, complice il tempo, si è trasformato in qualcosa da studiare e divulgare. Per questo sono orgogliosa di poter presentare nello spazio dedicato a Mario e Marisa il suo lavoro, un lavoro di estrema attualità pronto al confronto con le nuove generazioni e in linea con il percorso che sta intraprendendo la Fondazione Merz, di riflessione sul proprio ruolo, non solo come luogo di memoria e conservazione, ma anche e soprattutto come specchio di un’arte sperimentale”, ha commentato Beatrice Merz, co-curatrice della mostra e presidente della Fondazione Merz.

Le opere provengono dalla collezione della famiglia Prini, da collezionisti privati e da prestiti di istituzioni pubbliche, tra cui il Kunstmuseum Liechtenstein di Vaduz, il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea e il MASI di Lugano.

Potrete ammirare opere iconiche come Autoritratto (1968) e Perimetro misura a studio stanza (1968), lavori scultorei sul concetto di standardizzazione dell’oggetto e ricerche sulla fotografia come Vetrina (1974/75) o le oltre 40.000 foto di Film Tv, 5 min. (1969), oltre al più recente progetto La Pimpa Il Vuoto (2008), costruito con immagini tratte dal celebre fumetto di Altan. Presente anche un’ampia ed inedita documentazione d’archivio che include ritagli fotografici, appunti e schizzi.

Emilio faceva giochi seri, ingegnati. Gli oggetti a scomparsa totale, parziale o a consumo, quelli non fatti, ipotizzati ma in parte tracciabili, i concetti rivisti attraverso nuove possibilità, l’annientamento e la riproducibilità potrebbero indurre al non fare, a fermarsi, davanti a quella che a tratti appare come una contraddizione. Certa che il suo fare avrebbe reso questa occasione, nello spazio dedicato a Mario e Marisa, del tutto nuova, penso sia comunque necessario e indispensabile svelare, condividere e mostrare l’arte e l’artista, nella contemporaneità che li contraddistinguono. Sono felice di introdurre ciò assieme a Beatrice, amica e testimone di tante avventure, con cui condivido l’essere parte di quella che i nostri genitori chiamavano Arte/Vita, in un omaggio che diventa occasione per (ri)vedere il lavoro di un artista importante, avvolto in un mistero frainteso, identico (a sé), alieno (al mondo), scambiato (all’amico).”, ha affermato Timotea Prini, co-curatrice della mostra.

Emilio Prini (Stresa, 1943 - Roma 2016) è stato un protagonista dell’arte povera, uno dei movimenti artistici recenti più influenti e radicali, fortemente connesso al contesto politico e sociale della seconda metà del XX secolo. A partire dal 1967, anno del debutto con la mostra curata da Germano Celant Arte povera–Im Spazio alla Galleria La Bertesca di Genova, Prini prende parte alle mostre più significative dell’epoca: Op Losse Schroeven, Stedelijk Museum, Amsterdam (1969); When Attitudes Become Form”, Kunsthalle Bern (1969); Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (1970); Information, MoMA, New York (1970), Contemporanea, Villa Borghese, Roma (1973). Dai primi anni Ottanta, coerentemente con il suo pensiero e senza mai interrompere la ricerca, limita la sua partecipazione a mostre e appuntamenti artistici. Tra questi si segnalano: Identité Italienne. L’art en Italie depuis 1985, Centre Georges Pompidou, Parigi (1981), Ouverture, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (To) (1984), Documenta X, Kassel (1997) e Zero to Infinity. Arte Povera 1962-1972, Tate Modern Londra (2001). Una posizione trasgressiva, quella di Prini, o se vogliamo ortodossa nei confronti della pratica artistica e dei codici del sistema dell’arte.

Fondazione Merz
via Limone, 24 – Torino
Orari: martedì – domenica | 11.00 – 19.00
Biglietti: € 6,00 intero, € 3,50 ridotto (visitatori di età compresa tra i 10 e i 26 anni, maggiori di 65 anni, gruppi organizzati min. 10 persone, possessori di Pyou Card) Gratuito (bambini fino a 10 anni, disabili e accompagnatori, possessori tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, Card ContemporaneamenteItalia, membri ICOM, giornalisti con tessera in corso di validità o accreditati, amici Fondazione Merz e ogni prima domenica del mese)
Info: tel. 011 19719437





Nessun commento:

Posta un commento