La Fondazione
Merz dedica dal 29 ottobre 2019 a 9 febbraio 2020 una mostra ad uno dei
maggiori protagonisti dell'arte povera: Emilio Prini (Stresa, 1943 –
Roma, 2016).
Attraverso una
quarantina di opere, prodotte tra il 1966 e il 2016, la mostra, realizzata in
collaborazione con l'Archivio Emilio Prini, con la curatela di Beatrice
Merz e Timotea Prini, vuole essere un omaggio doveroso da parte
della Fondazione Merz a un artista discusso, sfuggente, certamente geniale,
ironico, autentico e provocatore, ma anche un’occasione per ripercorrere un
legame di amicizia e di profonda stima tra Emilio Prini e Mario Merz.
Il percorso
espositivo e l’allestimento sono stati concepiti dalle curatrici nel rispetto
della filosofia dell’artista, anche grazie alla profonda conoscenza e vicinanza
con l'uomo Prini, amico e padre.
“Millo:
una presenza nella nostra vita, un dialogo creativo, un amico nel
lavoro, nei viaggi, uno scambio costante in un clima colmo di
sensibilità che ha certamente inciso la sua storia come la nostra.
Il suo infrangere le regole ha insegnato la possibilità di cogliere
il valore della contraddizione e del dubbio, un passaggio dell’arte
nella vita. Il vissuto personale, oggi, complice il tempo, si
è trasformato in qualcosa da studiare e divulgare. Per questo sono
orgogliosa di poter presentare nello spazio dedicato a Mario e Marisa
il suo lavoro, un lavoro di estrema attualità pronto al confronto
con le nuove generazioni e in linea con il percorso che sta
intraprendendo la Fondazione Merz, di riflessione sul proprio ruolo,
non solo come luogo di memoria e conservazione, ma anche e
soprattutto come specchio di un’arte sperimentale”, ha
commentato Beatrice Merz, co-curatrice della mostra e
presidente della Fondazione Merz.
“Millo:
una presenza nella nostra vita, un dialogo creativo, un amico nel
lavoro, nei viaggi, uno scambio costante in un clima colmo di
sensibilità che ha certamente inciso la sua storia come la nostra.
Il suo infrangere le regole ha insegnato la possibilità di cogliere
il valore della contraddizione e del dubbio, un passaggio dell’arte
nella vita. Il vissuto personale, oggi, complice il tempo, si
è trasformato in qualcosa da studiare e divulgare. Per questo sono
orgogliosa di poter presentare nello spazio dedicato a Mario e Marisa
il suo lavoro, un lavoro di estrema attualità pronto al confronto
con le nuove generazioni e in linea con il percorso che sta
intraprendendo la Fondazione Merz, di riflessione sul proprio ruolo,
non solo come luogo di memoria e conservazione, ma anche e
soprattutto come specchio di un’arte sperimentale”, ha
commentato Beatrice Merz, co-curatrice della mostra e
presidente della Fondazione Merz.
Le
opere provengono dalla collezione della famiglia Prini, da
collezionisti privati e da prestiti di istituzioni pubbliche, tra cui
il Kunstmuseum Liechtenstein di Vaduz, il Castello di Rivoli Museo
d'Arte Contemporanea e il MASI di Lugano.
Potrete ammirare opere
iconiche come Autoritratto (1968) e Perimetro misura a
studio stanza (1968), lavori scultorei sul concetto di
standardizzazione dell’oggetto e ricerche sulla fotografia come
Vetrina (1974/75) o le oltre 40.000 foto di Film Tv, 5 min.
(1969), oltre al più recente progetto La Pimpa Il Vuoto (2008),
costruito con immagini tratte dal celebre fumetto di Altan. Presente
anche un’ampia ed inedita documentazione
d’archivio che include ritagli fotografici, appunti e
schizzi.
“Emilio
faceva giochi seri, ingegnati. Gli oggetti a scomparsa totale,
parziale o a consumo, quelli non fatti, ipotizzati ma in parte
tracciabili, i concetti rivisti attraverso nuove possibilità,
l’annientamento e la riproducibilità potrebbero indurre al
non fare, a fermarsi, davanti a quella che a tratti appare come una
contraddizione. Certa che il suo fare avrebbe reso questa occasione,
nello spazio dedicato a Mario e Marisa, del tutto nuova, penso sia
comunque necessario e indispensabile svelare, condividere e
mostrare l’arte e l’artista, nella contemporaneità che li
contraddistinguono. Sono felice di introdurre ciò assieme a
Beatrice, amica e testimone di tante avventure, con cui condivido
l’essere parte di quella che i nostri genitori chiamavano
Arte/Vita, in un omaggio che diventa occasione per (ri)vedere il
lavoro di un artista importante, avvolto in un mistero
frainteso, identico (a sé), alieno (al mondo), scambiato
(all’amico).”, ha affermato Timotea Prini,
co-curatrice della mostra.
Emilio Prini (Stresa, 1943 - Roma 2016) è stato un protagonista
dell’arte povera, uno dei movimenti artistici recenti più influenti e radicali,
fortemente connesso al contesto politico e sociale della seconda metà del XX
secolo. A partire dal 1967, anno del debutto con la mostra curata da Germano Celant
Arte povera–Im Spazio alla Galleria La Bertesca di Genova, Prini prende parte
alle mostre più significative dell’epoca: Op Losse Schroeven, Stedelijk Museum,
Amsterdam (1969); When Attitudes Become Form”, Kunsthalle Bern (1969);
Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea,
Torino (1970); Information, MoMA, New York (1970), Contemporanea, Villa
Borghese, Roma (1973). Dai primi anni Ottanta, coerentemente con il suo
pensiero e senza mai interrompere la ricerca, limita la sua partecipazione a
mostre e appuntamenti artistici. Tra questi si segnalano: Identité Italienne.
L’art en Italie depuis 1985, Centre Georges Pompidou, Parigi (1981), Ouverture,
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (To) (1984), Documenta X,
Kassel (1997) e Zero to Infinity. Arte Povera 1962-1972, Tate Modern Londra
(2001). Una posizione trasgressiva, quella di Prini, o se vogliamo ortodossa
nei confronti della pratica artistica e dei codici del sistema dell’arte.
Fondazione Merz
via Limone, 24 – Torino
via Limone, 24 – Torino
Orari:
martedì – domenica | 11.00 – 19.00
Biglietti:
€ 6,00 intero, € 3,50 ridotto (visitatori di età compresa tra i
10 e i 26 anni, maggiori di 65 anni, gruppi organizzati
min. 10 persone, possessori di Pyou Card) Gratuito (bambini fino a
10 anni, disabili e accompagnatori, possessori
tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, Card
ContemporaneamenteItalia, membri ICOM, giornalisti
con tessera in corso di validità o accreditati, amici Fondazione
Merz e ogni prima domenica del mese)
Info:
tel. 011 19719437

Nessun commento:
Posta un commento