domenica 27 ottobre 2019

Fondazione 107 propone tre personali in contemporanea, tra pittura, disegno e scultura: sono dedicate a Lara Nickel, Nicola Toffolini e Franco Rasma

La Fondazione 107 prosegue le celebrazioni dei primi dieci anni di attività espositiva proponendo tre mostre personali, che rimarranno in esposizione fino al primo dicembre 2019. Gli spazi della Fondazione espongono opere di pittura, disegno e scultura. Si celebra il segno e il disegno: le tecniche più tradizionali sembrano essere le più idonee ad agevolare la comprensione delle criticità contemporanee.

La sala centrale ospita "12 Cavalli – Omaggio a Jannis Kounellis", prima personale europea della pittrice americana Lara Nickel (Albuquerque, New Mexico, USA, 1985). Il progetto è un omaggio a "Senza titolo (12 cavalli)", installazione che nel 1969 Jannis Kounellis presentò presso la galleria L'Attico di Roma. Nickel ricorda il Maestro dell'Arte Povera che ebbe il coraggio di esporre, con un'operazione radicale e sovversiva, dodici cavalli vivi legati alle pareti. A cinquant'anni di distanza, quel gesto si ripete virtualmente attraverso la pittura, con dodici dipinti a grandezza naturale di cavalli su fondo bianco che vengono esposti appoggiati al pavimento e perpendicolari alle pareti. Un invito a ripensare la figura del cavallo, animale nobile carico di simbologie e da sempre protagonista della storia dell'arte, immerso nello spazio espositivo che fa da cornice all'installazione. 
 
Nicola Toffolini (Udine, 1975) propone invece "Tra un picnic e il caos", una profonda riflessione sul disegno. I lavori di Toffolini sono conosciuti per la precisione analitica e maniacale del segno che diviene in sé performance. Una dedizione al lavoro che appare simbolo di pura alienazione. Toffolini ha come soggetti favoriti le forme naturali e le sue opere cercano di rivelare un mondo sconosciuto. Il grande corridoio di Fondazione 107 si trasforma così in una sezione del sottosuolo ed il visitatore avrà la sensazione di camminare attraverso un solco tracciato nel terreno, circondato dalle opere dell’artista in totale immersione. 
 
Fondazione 107 dedica infine un progetto espositivo al Maestro Franco Rasma (Borgomanero, NO, 1943), autore, sin dagli anni Settanta, di un linguaggio artistico personalissimo e da sempre presentato attraverso il ciclo "Mehr Licht" ("Più Luce"). Ispirandosi a quella che sembra essere stata l'ultima frase pronunciata in vita da Johann Wolfgang von Goethe, Rasma orchestra una produzione raffinatissima, scissa tra pittura e scultura, presentata in questa occasione con un allestimento tipico dei musei antropologici che raccontano di civiltà antiche. Le sculture, realizzate in cemento, materiale coriaceo e industriale, sono abbozzi di teste umane sulle quali si innestano forme simboliche di fiori, forbici, rami e case. I dipinti si materializzano di fronte allo spettatore attraverso giochi di luce e ombra che danno vita alle immagini e creano atmosfere impalpabili. La pittura ad olio, di matrice minimale, è rigorosamente in bicromia. In dialogo con le sculture si trovano i soggetti cari all’artista: i labirinti, gli alberi invasi dal vento dalle sembianze umane, le scale che conducono in luoghi remoti, i cavalli in corsa selvaggia materializzati dalla polvere e dal vento, i gatti dalle fattezze canine con le code che disegnano nell’aria il simbolo dell’infinito e molti altri soggetti. In Rasma troviamo le stesse atmosfere di J. R.R. Tolkien: in comune hanno un uguale percorso, atmosfere e racconti in cui sogno e realtà si fondono.
 
FONDAZIONE 107
Via Sansovino n.234
Apertura al pubblico
20 ottobre - 1 dicembre 2019
orario: giovedì-domenica 14-19
www.fondazione107.it
 

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