domenica 6 ottobre 2019

L'avventura dello sguardo nei dipinti di Vittorio Corcos. Al Museo Accorsi-Ometto la personale del celebre ritrattista delle donne più belle e delle vergini funeste


Dal 3 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020 il Museo Accorsi-Ometto propone un'interessante personale dedicata al pittore ottocentesco Vittorio Corcos, a cura di Carlo Sisi, nella quale viene evidenziata tutta la maestria dell'artista nel realizzare splendidi ritratti femminili, in cui lo spirito dell'epoca viene richiamato da situazioni di intimità piuttosto che da elementi di lusso.

Il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni, incominciando da "Sguardi", che di volta in volta possono appartenere a giovani malinconiche o seducenti, a signore di ritorno dalla passeggiata o in posa sul mare. In ogni caso si nota come Vittorio Corcos, seguendo uno stile molto diffuso all'epoca, riuscisse ad immortalare le incantevoli fisionomie delle sue modelle cogliendone i sentimenti più riposti e misteriosi.

Segue la sezione "In posa nell’atelier", in cui sfilano sotto gli occhi del visitatore le personalità che frequentavano lo studio dell’artista. Come Anna Belimbau, moglie del pittore Adolfo o Fernanda Ojetti, moglie del potentissimo Ugo, ma anche gli amici che, attraverso le loro pose disinvolte, documentano la partecipazione a comuni consuetudini di vita e interessi culturali con l’artista: tra questi, Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vecchi, ufficiale di marina, noto soprattutto come scrittore di romanzi e di racconti oppure il pittore Francesco Gioli che, con il fratello Luigi, teneva studio nello stesso edificio abitato da Corcos.

"Aria di Parigi" presenta i dipinti esplicitamente francesi, come la delicata "Jeune femme se promenant au Bois de Boulogne" – che doveva far parte di una più ampia composizione, a tutt’oggi sconosciuta – e le splendide "Istitutrici ai Campi Elisi", ma anche il ritratto della Figlia di Jack La Bolina, che si ispira alle eleganze di De Nittis e degli impressionisti.

La quarta sezione, il "Salotto della gentile ignota", introduce il visitatore nell’eletto circolo della moglie di Corcos, Emma Rotigliano, assidua corrispondente di Giovanni Pascoli, che le aveva attribuito quell’enigmatico appellativo. Il ritratto di Emma è circondato da quelli degli illustri frequentatori di casa Corcos: il poeta Giosue Carducci, l’ormai anziano macchiaiolo Silvestro Lega o il compositore Pietro Mascagni.

In "Luce mediterranea" la costa livornese fa da sfondo al quadro "In lettura sul mare", straordinaria prova di pittura en plein air in grado di attestare la qualità stilistica raggiunta da Corcos anche nel genere del paesaggio, di cui ne è ulteriore testimonianza il lirico scorcio di Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese.

Il percorso espositivo termina con il tema preferito da Corcos: l’Eterno femminino, che riassume in due ‘capitoli’ il tema della donna sviluppato, in arte come in letteratura, dal Decadentismo. Ammirerete il quadro "Sogni", fra i più celebri di Corcos, che incarna perfettamente la bellezza ineffabile delle donne amate e descritte da D’Annunzio e da Fogazzaro, mentre la ricca selezione di incisioni dedicata alle “vergini funeste” porta in mostra i massimi rappresentanti della cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie. In Sogni, Corcos riassume le inquietudini di un’epoca consapevole della propria crisi e a esso associa donne perdute ed altre venerate per la loro leggendaria bellezza, come Lina Cavalieri, “massima testimonianza di Venere in terra” secondo D’Annunzio e soggetto molto congeniale all’estro compositivo del pittore. In questi dipinti emerge l'attenzione di Corcos per i particolari alla moda: tessuti, ricami, gioielli, e ogni componente dell’abito viene esaltato per connotare la posizione sociale del personaggio ritratto, come si vede in Corinna Salmon o in Maria Josè S.A.R. principessa di Piemonte, la négresse blonde, così chiamata a causa dei suoi indomabili capelli.

Vittorio Corcos (1859-1933) nasce a Livorno da famiglia ebraica e si forma, da giovane, nelle Accademie di Firenze e in quella di Napoli, città da lui ambita per la presenza di Domenico Morelli, convinto assertore del concetto di verità. Nel 1880 inizia l’esperienza parigina frequentando il vivace salotto di Giuseppe De Nittis, collettore degli ‘italiani di Parigi’, entrando nell’orbita del mercante Goupil che sarà tramite di una precoce fortuna internazionale del pittore favorita dalla sua straordinaria abilità di ritrattista.
Nel 1886 rientra a Livorno e sposa Emma Rotigliano, la “gentile ignota” corrispondente di Giovanni Pascoli, per poi trasferirsi a Firenze dove riceverà il battesimo in San Giovanni il 9 dicembre 1887. Il salotto di casa Corcos diviene da allora meta affollatissima di letterati ed artisti, riflesso del milieu culturale aggiornato e poliglotta che si riflette nell’opera del pittore impegnato nella illustrazione di libri e di riviste, ma soprattutto nel ritrarre i protagonisti della società di fine secolo. Non mancano nella produzione di Corcos quadri di soggetto popolare che attestano la sua predisposizione verso le poetiche del naturalismo e la pittura di genere, ma la sua fama rimane legata a quelle figure femminili che furono dette “creature che hanno in sé qualche cosa del fantasma e del fiore” e che trovano la più coinvolgente rappresentazione nella già citata giovane del quadro Sogni.

In occasione della mostra il Museo Accorsi-Ometto propone il percorso "FASCINO E INTELLETTO. Storie di nobildonne, cantanti e scrittrici, protagoniste della Belle Époque", che prevede la visita guidata all’esposizione temporanea, durante la quale si analizzeranno le figure femminili più significative dipinte da Vittorio Corcos, e che prosegue con una passeggiata nel centro storico di Torino alla scoperta delle protagoniste italiane della Belle Époque, come la violinista Teresa Tua, la poetessa Amalia Guglieminetti, l’attrice Lydia Quaranta, la soprano Cesira Ferrani e molte altre ancora.
QUANDO: domenica 20 ottobre, 3 e 24 novembre, 15 dicembre, ore 10.00
COSTO: € 14,00; con Abbonamento Musei € 8,00
DURATA: 2 ore e mezzo
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 3

Museo Accorsi - Ometto, V. Po, 55 | 10124 Torino | T. 011 837 688 int. 3


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