Dal 3 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020 il Museo Accorsi-Ometto propone un'interessante personale dedicata al pittore ottocentesco Vittorio Corcos, a cura di Carlo Sisi, nella quale viene evidenziata tutta la maestria dell'artista nel realizzare splendidi ritratti femminili, in cui lo spirito dell'epoca viene richiamato da situazioni di intimità piuttosto che da elementi di lusso.
Il percorso espositivo è suddiviso in
sei sezioni, incominciando da "Sguardi", che di
volta in volta possono appartenere a giovani malinconiche o
seducenti, a signore di ritorno dalla passeggiata o in posa sul mare.
In ogni caso si nota come Vittorio Corcos, seguendo uno stile molto
diffuso all'epoca, riuscisse ad immortalare le incantevoli fisionomie
delle sue modelle cogliendone i sentimenti più riposti e misteriosi.
Segue la sezione "In posa
nell’atelier", in cui sfilano sotto gli occhi del
visitatore le personalità che frequentavano lo studio dell’artista.
Come Anna Belimbau, moglie del pittore Adolfo o Fernanda Ojetti,
moglie del potentissimo Ugo, ma anche gli amici che, attraverso le
loro pose disinvolte, documentano la partecipazione a comuni
consuetudini di vita e interessi culturali con l’artista: tra
questi, Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vecchi, ufficiale di
marina, noto soprattutto come scrittore di romanzi e di racconti
oppure il pittore Francesco Gioli che, con il fratello Luigi, teneva
studio nello stesso edificio abitato da Corcos.
"Aria di Parigi"
presenta i dipinti esplicitamente francesi, come la delicata "Jeune
femme se promenant au Bois de Boulogne" – che doveva far parte di
una più ampia composizione, a tutt’oggi sconosciuta – e le
splendide "Istitutrici ai Campi Elisi", ma anche il ritratto della
Figlia di Jack La Bolina, che si ispira alle eleganze di De Nittis e
degli impressionisti.
La quarta sezione, il "Salotto
della gentile ignota", introduce il visitatore nell’eletto
circolo della moglie di Corcos, Emma Rotigliano, assidua
corrispondente di Giovanni Pascoli, che le aveva attribuito
quell’enigmatico appellativo. Il ritratto di Emma è circondato da
quelli degli illustri frequentatori di casa Corcos: il poeta Giosue
Carducci, l’ormai anziano macchiaiolo Silvestro Lega o il
compositore Pietro Mascagni.
In "Luce mediterranea"
la costa livornese fa da sfondo al quadro "In lettura sul mare",
straordinaria prova di pittura en plein air in grado di attestare la
qualità stilistica raggiunta da Corcos anche nel genere del
paesaggio, di cui ne è ulteriore testimonianza il lirico scorcio di
Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese.
Il percorso espositivo termina con il
tema preferito da Corcos: l’Eterno femminino, che riassume in due
‘capitoli’ il tema della donna sviluppato, in arte come in
letteratura, dal Decadentismo. Ammirerete il quadro "Sogni",
fra i più celebri di Corcos, che incarna perfettamente la bellezza
ineffabile delle donne amate e descritte da D’Annunzio e da
Fogazzaro, mentre la ricca selezione di incisioni dedicata alle
“vergini funeste” porta in mostra i massimi rappresentanti della
cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie. In
Sogni, Corcos riassume le inquietudini di un’epoca consapevole
della propria crisi e a esso associa donne perdute ed altre venerate
per la loro leggendaria bellezza, come Lina Cavalieri, “massima
testimonianza di Venere in terra” secondo D’Annunzio e soggetto
molto congeniale all’estro compositivo del pittore. In questi
dipinti emerge l'attenzione di Corcos per i particolari alla moda:
tessuti, ricami, gioielli, e ogni componente dell’abito viene
esaltato per connotare la posizione sociale del personaggio ritratto,
come si vede in Corinna Salmon o in Maria Josè S.A.R. principessa di
Piemonte, la négresse blonde, così chiamata a causa dei suoi
indomabili capelli.
Vittorio Corcos (1859-1933)
nasce a Livorno da famiglia ebraica e si forma, da giovane, nelle
Accademie di Firenze e in quella di Napoli, città da lui ambita per
la presenza di Domenico Morelli, convinto assertore del concetto di
verità. Nel 1880 inizia l’esperienza parigina frequentando il
vivace salotto di Giuseppe De Nittis, collettore degli ‘italiani di
Parigi’, entrando nell’orbita del mercante Goupil che sarà
tramite di una precoce fortuna internazionale del pittore favorita
dalla sua straordinaria abilità di ritrattista.
Nel 1886 rientra a Livorno e sposa
Emma Rotigliano, la “gentile ignota” corrispondente di Giovanni
Pascoli, per poi trasferirsi a Firenze dove riceverà il battesimo in
San Giovanni il 9 dicembre 1887. Il salotto di casa Corcos diviene da
allora meta affollatissima di letterati ed artisti, riflesso del
milieu culturale aggiornato e poliglotta che si riflette nell’opera
del pittore impegnato nella illustrazione di libri e di riviste, ma
soprattutto nel ritrarre i protagonisti della società di fine
secolo. Non mancano nella produzione di Corcos quadri di soggetto
popolare che attestano la sua predisposizione verso le poetiche del
naturalismo e la pittura di genere, ma la sua fama rimane legata a
quelle figure femminili che furono dette “creature che hanno in sé
qualche cosa del fantasma e del fiore” e che trovano la più
coinvolgente rappresentazione nella già citata giovane del quadro
Sogni.
In occasione della mostra il Museo
Accorsi-Ometto propone il percorso "FASCINO E INTELLETTO.
Storie di nobildonne, cantanti e scrittrici, protagoniste della Belle
Époque", che prevede la visita guidata all’esposizione
temporanea, durante la quale si analizzeranno le figure femminili più
significative dipinte da Vittorio Corcos, e che prosegue con una
passeggiata nel centro storico di Torino alla scoperta delle
protagoniste italiane della Belle Époque, come la violinista Teresa
Tua, la poetessa Amalia Guglieminetti, l’attrice Lydia Quaranta, la
soprano Cesira Ferrani e molte altre ancora.
QUANDO: domenica 20 ottobre, 3 e 24
novembre, 15 dicembre, ore 10.00
COSTO: € 14,00; con Abbonamento Musei
€ 8,00
DURATA: 2 ore e mezzo
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688
int. 3
Museo Accorsi - Ometto, V. Po,
55 | 10124 Torino | T. 011 837 688 int. 3



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