A dicembre 2019 l’abbazia di Fruttuaria celebra il quarantesimo anniversario della riscoperta della chiesa antica, risalente all’anno Mille, celata sotto l’edificio settecentesco. Il 14 dicembre 1979 la chiesa di San Benigno era oggetto di lavori di sistemazione per la posa di un impianto di riscaldamento. Il cantiere ormai stava per chiudere quando venne alla luce una specie di capitello e alcune tessere di mosaico che attirarono l’attenzione.
Nel 1984 era ritornata alla luce la struttura dell’abbazia di Fruttuaria eretta da Guglielmo nel 1003 (che poi, per quel che ne rimaneva, era stata definitivamente coperta dalla basilica cardinalizia nel 1770) e si erano soprattutto recuperati i mosaici e gli affreschi parietali. Tra le ulteriori varie scoperte (rotonda del Santo Sepolcro, tombe, forni delle campane, galilea) è venuto alla luce anche l’altare di San Giovanni, dove il 14 dicembre del 1015 fu sepolto (secondo il Chronicon Fructuariense) re Arduino. Per poter utilizzare di nuovo la chiesa e al contempo lasciare un percorso sotterraneo per la visione dei reperti, fu realizzata una soletta sospesa in ferrocemento, ideata dall’ingegner Giulio Vallacqua, prodotta dalla ditta Giovanni Antoniono di Agliè e collaudata dai professori Rossetti e Goffi del Politecnico di Torino.
Ormai le
visite hanno superato le 100.000 unità (gestite dagli Amici di Fruttuaria in
collaborazione con il Polo Museale, dottoressa Valentina Barberis), cui si
devono aggiungere contatti tramite riprese tv nazionali (Rai1, Rai3, Rai
Storia), private (Sereno Variabile, TV2000) e locali, nonché pubblicazioni,
convegni, iniziative di ogni genere.
Le
celebrazioni saranno avviate dal concerto che si terrà domenica 1 dicembre
in Abbazia, alle ore 15. Il coro della “LaudaArmonia” terrà un concerto dal titolo
“Nacque al mondo un sole” diretto da Simona Maggi, con l’accompagnamento di
Paolo Lanaro.
Durante il
mese vi saranno varie iniziative per le visite guidate, oltre a manifestazioni
organizzate dai borghi (come i presepi monumentali nelle cappelle) e dal
Comune.
Leggete la storia di Fruttuaria QUI
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