domenica 17 novembre 2019

Nelle auliche sale di Palazzo Saluzzo Paesana la mostra personale T30 dell’artista Paolo Grassino


Fino al 30 novembre la corte e le sale storiche di Palazzo Saluzzo Paesana ospiteranno la mostra personale T30 dell’artista Paolo Grassino. Una raccolta dedicata alla sua ricerca artistica, alle riflessioni a volte poetiche a volte legate alla più stringente attualità in un percorso complesso dove le tracce di un possibile futuro si rilevano già nel nostro quotidiano. Variano le tecniche e l’utilizzo dei materiali, a volte volutamente contrastanti, ma sempre strettamente legate alle tematiche che affrontano le singole opere. 

Ad aprire la mostra troviamo grandi fusioni in alluminio come “Analgesia” e “Cardiaco”, una raccolta delle più significative opere dell’artista dove il rapporto tra natura e uomo si scontra e si fonde in perenni contraddizioni. Salendo le scale prima dell’ingresso nelle sale storiche, ci si imbatte in “Lavoro rende morte”, unica opera realizzata appositamente per la mostra, un omaggio scultoreo alle vittime della tragedia del 2007 avvenuta negli stabilimenti della Thyssenkrupp. Nella prima sala storica è collocato “Ciò che resta”, grande teschio realizzato come un fitto ricamo utilizzando i tubi in plastica flessibile per gli impianti elettrici. L’assenza di corrente elettrica o luce fa sì che il grande cranio resti abbandonato al centro della sala come un guscio vuoto privo di utilità. Nella sala adiacente troviamo la “Deriva” di un’auto e di tutto ciò che vi è rimasto intrappolato trascinato dall’acqua, riportata in superficie dopo anni di abisso nei fondali di un fiume diventa emblema dell’incuria e della mancanza di rispetto per il nostro ambiente. 

Nella grande sala rossa il trittico intitolato “Serie Zero”, tre figure in fusione di alluminio, suggerisce un necessario e urgente riavvicinamento ai ritmi della natura. L’unione tra uomo e albero rimanda a desideri ancestrali arrivati a noi con una visione riattualizzata della mitologia greco-romana. Continuando il percorso espositivo la figura del cervo “Fiato”, realizzato in alluminio in dimensioni naturali, colpisce con le sue orbite vuote. Il cervo, oltre a essere animale regale è ambasciatore e portatore di radicali cambiamenti. Le opere “Madre” e poi “Travasi” riportano all’esasperazione della continua e indiscriminata connettività; l’abbondante e abusata informazione viene indotta e l’uomo diventa corpo indifferente da riempire. La mostra si chiude con “Invalicabile”, tre figure in cemento ferite e pronte a ferire che diventano muri, confini o anime grevi che si nascondono tra un fogliame di vetri rotti. In questa mostra la città di Torino è protagonista con l’atmosfera, i colori, la trasformazione, la dedizione al lavoro e l’incerta destinazione futura vissuta in questi ultimi 30 anni. Questi temi entrano prepotentemente nella genesi della ricerca di Paolo Grassino che con le sue opere crea un ponte ideale tra le sperimentazioni poveriste e post concettuali degli anni ’70 e anche con figure autonome come Sergio Ragalzi e le più attuali ricerche delle ultime generazioni di artisti.

Paolo Grassino (Torino, 1967)
Nel 2019 partecipa alla grande mostra internazionale “Disturbing Narrative” nelle sale del Parkview Museum di Singapore. Tra le esposizioni di maggior prestigio la recente mostra personale a Casa Fiat de Cultura a Belo Horizonte in Brasile(2017) e nello stesso anno al The Parkview Museum di Pechino e Singapore, mentre la mostra personale “Magazzinoscuro” al MAC di Lissone è del 2015. Nel 2013 è pubblicato un volume edito da Skira che raccoglie i lavori più significativi dal 1992 al 2012 ed è presentato in occasione della mostra personale “Percorso in tre atti” negli spazi di Milano del Centro d’arte contemporanea Luigi Pecci. Sempre nel 2013 l'IIC di Madrid gli dedica una mostra personale. Phillip Van den Bossche lo invita all’edizione del 2012 di Beaufort 04-Triennial of Contemporary Art by the Sea di Ostenda. Nel 2011 Luca Massimo Barbero gli dedica una sala personale al MACRO di Roma e sempre nello stesso anno è la partecipazione alla Quarta Biennale di Mosca. Dello stesso anno la partecipazione a mostre in musei pubblici internazionali come il Frost Art Museum di Miami e il Loft Project ETAGI di San Pietroburgo. Del 2010 è la mostra antologica al Castello di Rivalta (TO) mentre l’anno precedente partecipa alla mostra Essential Experience al museo RISO di Palermo (2009). Nel 2008 fondamentale la mostra personale in Francia al Museo di Saint-Etienne e nello stesso anno l’invito alla XV Quadriennale d’Arte a Roma. Del 2005 è la grande installazione “Armilla” sulla facciata della Fondazione Palazzo Bricherasio a Torino, mentre nel 2000 la GAM di Torino gli dedica una mostra personale.

T30 Paolo Grassino
a cura di Lorand Hegyi
Palazzo Saluzzo Paesana, Torino

Una produzione di Davide Paludetto Arte Contemporanea in collaborazione con Istituto Garuzzo per le Arti Visive.

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