martedì 5 novembre 2019

Nuova rotazione al MAO di kakemono e ukiyo-e esposti nella galleria dedicata al Giappone


Vista la delicatezza delle opere su carta o seta conservate nella propria collezione, il MAO Museo d’Arte Orientale (via San Domenico 11 a Torino) ha l'abitudine di mettere a riposo a rotazione quelle esposte nella sezione dedicata al Giappone.

A partire quindi da martedì 5 novembre preparatevi ad ammirare una rinnovata selezione di kakemono, ossia i classici dipinti su rotolo verticale così apprezzati dalla cultura del Sol Levante, contraddistinti da caratteri importati dal continente, ma elaborati nell’Arcipelago in modo originale, ed elementi legati allo shinto, la “Via degli dei”, che si sviluppò autonomamente in Giappone prima dell’introduzione del Buddhismo. I temi si ispirano di solito alle figure della loro simbologia, in cui compaiono di volta in volta Dei della Fortuna, leggende del folclore, animali messaggeri divini e numerosi kami (le divinità dello shinto). 
 
Si ispira ad esempio ad una leggenda l'opera di Watanabe Seitei (1851-1918) “Matrimonio delle volpi sotto la pioggia”, che narra di come, quando piove con il sole, da qualche parte una coppia di volpi si stia unendo in matrimonio, lontano dagli occhi indiscreti degli esseri umani. Un mito molto amato dai giapponesi e sfruttato in molte occasioni, che divenne anche il tema di uno degli otto episodi del film Yume (“Sogni”, 1990), film realizzato dal celebre regista Akira Kurosawa.

Daikoku e Ebisu” di Nakajima Raisho (1791-1827) si rifà invece agli Schichifukujin, le Sette divinità della Fortuna, tra cui compare Ebisu, venerato come protettore dei pescatori e dei pescivendoli. Nel dipinto la divinità è ritratta mentre sfila l’amo dal pesce tai (simile a un’orata), elemento a lui associato e considerato di buon auspicio grazie al gioco di omofonia con tai (“grato”, “fortunato”).

Tsukioka Sessai (?-1839) con l’eterea “Veduta del Monte Fuji” e Utagawa Sadakage (attivo 1818-1844) con il suo ritratto di “Sugawara no Michizane che cavalca un bufalo” rendono omaggio alle espressioni della natura nella sua bellezza più maestosa e agli illustri personaggi del passato che lo shinto venera come kami.
 
Tra le stampe policrome presenti nel corridoio viene invece presentata una selezione di ukiyo-e, il cui nucleo centrale è costituito dalla prima metà della serie “Nelle 53 stazioni della Tokaido” di Utagawa Hiroshige (1797-1858). 

  


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