Vista la delicatezza delle opere su carta o seta conservate nella propria collezione, il MAO Museo d’Arte Orientale (via San Domenico 11 a Torino) ha l'abitudine di mettere a riposo a rotazione quelle esposte nella sezione dedicata al Giappone.
A
partire quindi da martedì 5 novembre preparatevi ad ammirare una
rinnovata selezione di kakemono, ossia i classici dipinti su rotolo
verticale così apprezzati dalla cultura del Sol Levante,
contraddistinti da caratteri importati dal continente, ma elaborati
nell’Arcipelago in modo originale, ed elementi legati allo shinto,
la “Via degli dei”, che si sviluppò autonomamente in Giappone
prima dell’introduzione del Buddhismo. I temi si ispirano di solito
alle figure della loro simbologia, in cui compaiono di volta in volta
Dei della Fortuna, leggende del folclore, animali messaggeri divini e
numerosi kami (le divinità dello shinto).
Si
ispira ad esempio ad una leggenda l'opera di Watanabe Seitei
(1851-1918) “Matrimonio delle volpi sotto la pioggia”, che
narra di come, quando piove con il sole, da qualche parte una coppia
di volpi si stia unendo in matrimonio, lontano dagli occhi indiscreti
degli esseri umani. Un mito molto amato dai giapponesi e sfruttato in
molte occasioni, che divenne anche il tema di uno degli otto episodi
del film Yume (“Sogni”, 1990), film realizzato dal
celebre regista Akira Kurosawa.
“Daikoku
e Ebisu” di Nakajima Raisho (1791-1827) si rifà invece agli
Schichifukujin, le Sette divinità della Fortuna, tra cui
compare Ebisu, venerato come protettore dei pescatori e dei
pescivendoli. Nel dipinto la divinità è ritratta mentre sfila
l’amo dal pesce tai (simile a un’orata), elemento a lui
associato e considerato di buon auspicio grazie al gioco di omofonia
con tai (“grato”, “fortunato”).
Tsukioka
Sessai (?-1839) con l’eterea “Veduta del Monte Fuji” e
Utagawa Sadakage (attivo 1818-1844) con il suo ritratto di “Sugawara
no Michizane che cavalca un bufalo” rendono omaggio alle
espressioni della natura nella sua bellezza più maestosa e agli
illustri personaggi del passato che lo shinto venera come
kami.
Tra
le stampe policrome presenti nel corridoio viene invece presentata
una selezione di ukiyo-e, il cui nucleo centrale è costituito
dalla prima metà della serie “Nelle 53 stazioni della Tokaido”
di Utagawa Hiroshige (1797-1858).


ciao, quando termina? grazie
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