lunedì 18 novembre 2019

Pelagio Palagi a Torino. Memoria e invenzione nel Palazzo Reale: alla Galleria Sabauda trentuno fogli della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna dialogano con le opere a cui si riferiscono


Fino a domenica 9 febbraio 2020 i Musei Reali ospitano una mostra su Pelagio Palagi, disegnatore, architetto e pittore: Memoria e invenzione, questo il titolo, ha per obiettivo approfondire l’attività svolta dall’architetto bolognese a Torino, dal 1832, in qualità di “Pittore preposto alla decorazione dei Reali Palazzi” per Carlo Alberto di Savoia.

 Il Palazzo Reale di Torino è un esempio emblematico della perizia del Pelagi: l’architetto riallestì la residenza per i Savoia in risposta alle nuove esigenze del cerimoniale di corte legate alle grandi ambizioni del sovrano. Un lavoro eseguito anche grazie anche alla collaborazione di pittori (Francesco Gonin, Carlo Bellosio), scultori e stuccatori (Giuseppe Gaggini, Francesco Somaini, Diego Marielloni), ebanisti (Gabriele Capello detto il Moncalvo), bronzisti (ditte Colla e Odetti, Manfredini e Viscardi) di altissimo livello.

Cuore della mostra sono i trentuno fogli della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna messi in dialogo, dove possibile, con le opere a cui si riferiscono. Il percorso espositivo inizia al secondo piano della Galleria Sabauda, precisamente dallo Spazio Scoperte. Accanto ai disegni progettuali relativi al Salone delle Guardie Svizzere e alle principali sale di rappresentanza, saranno anche allestite alcune opere effettivamente realizzate e tuttora conservate a Palazzo Reale. 

Nello specifico, il dipinto raffigurante San Michele Arcangelo (modello per una vetrata realizzata nel Castello di Pollenzo), il taboretto scolpito in legno dorato e il ricco candelabro figurato in bronzo dorato provenienti dalla Sala delle Udienze Private. I diversi progetti, accostati uno all’altro, permettono di cogliere le caratteristiche stilistiche di Palagi, fra recuperi classici e rispetto delle preesistenze barocche. Ampio rilievo è dato alla progettazione della neoclassica Sala da Ballo, autentico capolavoro dell’artista, al disegno di un nuovo Scalone d’Onore (mai realizzato), agli ambienti e agli arredi dell’Armeria Reale

La mostra prosegue nello spazio adiacente lo Spazio Scoperte, con gli importanti progetti per le sale allestite al Secondo Piano di Palazzo Reale per le nozze di Vittorio Emanuele II avvenute nel 1842. I disegni per la cancellata, realizzata in bronzo nella Piazzetta Reale, e i progetti per i Giardini concludono questa sezione della mostra. 

Visitando il Piano Nobile di Palazzo Reale è infine possibile seguire un vero itinerario con rimandi ai disegni in mostra e visite guidate dedicate anche ad ambienti del Secondo Piano, normalmente chiusi al pubblico, dove le suggestive sale del Salotto Blu e del Salotto Rosso furono completamente riallestite dal Palagi.

Più nel dettaglio:
Le sale politiche (Sala del Trono, delle Udienze Private e del Consiglio) sono caratterizzate dopo il riallestimento da una forte presenza del legno intagliato e dorato in continuità coll’impronta generale del palazzo, ma con nuovi temi e motivi che irrompono con prepotenza. Putti, vittorie, cariatidi, ghirlande, aquile imperiali, leoni, decorazioni alla greca e all’etrusca si inseriscono arredi fissi e mobili. 

La Sala da Ballo nasce dall’eliminazione di due anticamere seicentesche. La Sala è decorata da venti colonne in marmo bianco (Giuseppe Gaggini), un fregio dipinto con danzatrici alla pompeiana (Carlo Bellosio e Francesco Gonin), ricche specchiere e lampadari in bronzo dorato (ditte Manfredini e Colla). Al centro del soffitto a cassettoni, con rosoni e monogramma reale, si ammira La danza delle Ore, grande tela dipinta dallo stesso Palagi. Il pavimento intarsiato in legni pregiati è un importante capolavoro dell’ebanista Gabriele Capello. In fondo all’ambiente la loggia sorretta da colonne in ghisa ospitava l’orchestra. La ricchezza dei materiali utilizzati e la qualità artistica delle opere rendono questo ambiente una delle sale neoclassiche più belle d’Europa.

L’Appartamento Nuziale per il matrimonio del duca di Savoia Vittorio Emanuele, futuro primo Re d’Italia, e Maria Adelaide d’Asburgo Lorena prevede alcuni importanti arredi, come il grande letto a baldacchino, andato perduto, ornato da palmette e putti, realizzati in legno dall’ebanista Gabriele Capello; a questo si accompagnavano un tavolo da toilette con specchio e diversi arredi in palissandro (poltrone, sedie, divani), impreziositi dalle applicazioni in bronzo dorato dei fonditori torinesi Colla e Odetti. Di grande bellezza i disegni per la Tavola magnifica di Capello in mogano, capolavoro dell’arte dell’intarsio in avorio, e per il tavolo a muro con chimere realizzato da Diego Marielloni, uno dei migliori collaboratori dell’équipe impiegata nel Palazzo.

L’Armeria Reale e il Medagliere nascono a partire dal 1834 quando Pelagio Palagi si dedica alla sistemazione del nuovo museo d’armi voluto da Carlo Alberto. Nella Galleria Beaumont, dove erano già presenti i decori barocchi disegnati da Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, gli interventi riguardano principalmente la progettazione delle vetrine neogotiche per l’esposizione delle armi, mentre nella Rotonda e nel Medagliere i lavori comportano la completa ristrutturazione degli ambienti. Particolare attenzione viene dedicata alla sala scelta per custodire la collezione numismatica sabauda e la raccolta di oggetti rari e preziosi. L’ambiente, che nel Settecento era denominato Gabinetto de’ Fiori, è riplasmato in maniera classicheggiante, con esiti di estrema raffinatezza e, nello stesso tempo, funzionali alla nuova destinazione.

L’esposizione è curata da Giorgio Careddu, Franco Gualano e Lorenza Santa dei Musei Reali, con la collaborazione della prof.ssa Marinella Pigozzi dell’Università degli Studi di Bologna. Alla realizzazione dell’esposizione e del relativo catalogo hanno infatti partecipato l’Università di Bologna con la Scuola di Specializzazione in beni storico artistici che, nell’ambito di un progetto formativo confluito in un tirocinio, ha realizzato un censimento completo del fondo palagiano relativo agli odierni Musei Reali. Il frutto di questa ricerca sarà pubblicato in forma di regesto insieme alle schede scientifiche dei disegni esposti, redatte per l’occasione dagli studenti specializzati.
  
Pelagio Palagi (Bologna 1775 – Torino 1860) è stato una straordinaria e poliedrica figura di architetto, disegnatore di interni, pittore, scultore e collezionista. La sua attività al servizio del re Carlo Alberto a Torino ha coinciso con una grande stagione di rinnovamento delle forme e degli arredi delle residenze dei Savoia. Il lavoro di progettazione è documentato da centinaia di disegni che l’artista volle lasciare in eredità alla sua città natale, Bologna, anche come reazione polemica a un pensionamento non gradito deciso dal re Vittorio Emanuele II nel 1856. La mostra è il risultato di una ricerca intrapresa in collaborazione con la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio e con l’Università di Bologna per ricostruire i processi creativi dell’opera di Palagi, riconnettendo spazi e oggetti alle idee grafiche originarie. Il percorso prosegue al piano nobile del Palazzo Reale con un “itinerario palagiano” che evidenzia i rimandi ai disegni esposti nella mostra e con un programma di visite guidate che si estende anche agli ambienti del secondo piano.

Palagi inizia la sua formazione sotto la guida del conte Carlo Filippo Aldrovandi Marescotti e all’Accademia Clementina. Nel 1806 si trasferisce a Roma per dedicarsi all’archeologia e alla pittura e nel 1815 si sposta a Milano, dove dipinge ritratti e scene storiche per l’alta società e dove raduna un’importante collezione di reperti archeologici greci, romani ed etruschi, opere d’arte medievali, islamiche e orientali, monete e medaglie. Nel 1832 è chiamato a Torino dal re Carlo Alberto di Savoia, che lo nomina “Pittore preposto alla decorazione dei Reali Palazzi” (1834). A lui si devono i progetti per la cancellata dei Dioscuri nella Piazzetta Reale e per le decorazioni in stile neoclassico e neogotico al Palazzo Reale di Torino (1836-1848) e nei Castelli di Racconigi e Pollenzo, dove dirige una numerosa équipe di artisti e artigiani. Insegna alla Reale Accademia di Belle Arti e progetta il monumento ad Amedeo VI detto il Conte Verde (Torino, Piazza Palazzo di Città, 1844-1853). Nel 1856 Vittorio Emanuele II gli assegna una pensione e l’artista si ritira dagli incarichi; nel 1858 è designato Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel testamento, dona i suoi disegni e oggetti d’arte alla città di Bologna.


Biglietti Musei Reali Torino
Dal martedì alla domenica
Intero Euro 15
Ridotto speciale Euro 13 (gruppi minimo 15 partecipanti e famiglie)
Ridotto Euro 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni)
Gratuito per i minori 18 anni / insegnanti con scolaresche / guide turistiche / personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali / membri ICOM / disabili e accompagnatori / possessori dell'Abbonamento Musei, della Torino+Piemonte Card e della Royal Card.
L'ingresso per i visitatori over 65 è previsto secondo le tariffe ordinarie.
Lunedì (Palazzo Reale, Armeria e Cappella della Sindone)
Intero: Euro 10
Ridotto: Euro 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni)
Palazzo Reale – Secondo Piano
Intero Euro 5
Ridotto Euro 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni)


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