domenica 12 gennaio 2020

Martedì 14 gennaio 6 nuove Pietre d'Inciampo dell'artista tedesco Gunter Demnig verranno posate per le vie di Torino anticipando il Giorno della Memoria


Aspettando la "Giornata della Memoria", che ogni anno ricorre il 27 gennaio, martedì 14 gennaio verranno posate per le vie di Torino altre 6 pietre d'inciampo, per commemorare alcune vittime dell'olocausto attuato dalla Germania nazista. Queste si aggiungeranno alle 108 "Stolpersteine" già collocate negli ultimi due anni, a cura del Museo Diffuso della Resistenza di Torino,  in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino, il Goethe-Institut Turin e l’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) – sezione Torino. 

Per chi non lo sapesse, le "pietre d'inciampo" sono delle targhe in ottone collocate su dei cubetti di pietra, ideate dall'artista tedesco Gunter Demnig, che vengono inserite nella pavimentazione dei marciapiedi di fronte all'abitazione di una vittima del nazismo e ne riportano i dati anagrafici. Il progetto è partito da Colonia nel 1995 ed ha coinvolto numerosi paesi europei, arrivando così a superare le 60 mila unità. E tutti possono proporre l'inserimento di una nuova pietra, commissionandola direttamente all'artista a fronte di una spesa di 120 euro: il regolamento lo trovate al link: https://www.museodiffusotorino.it/PietredInciampoHome

Sempre sul sito del museo scoprirete anche la mappa delle pietre già installate e varie informazioni sul progetto.

Programma del 14 gennaio:

Ore 9,30 - Via Franco Bonelli, 2
Tranquillo SARTORE
Ore 10,00 - Corso Alessandro Tassoni, 15
Marisa ANCONA
Ore 10,20 - Via Pianezza, 10
Francesco STACCIONE
Ore 11,00 - Via Giuseppe Piazzi, 3
Alessandro COLOMBO, Wanda Debora FOA', Elena COLOMBO

Alle ore 11, in via Piazzi 3, in occasione dell'installazione delle pietre dedicate ad Alessandro Colombo, Wanda Debora Foà ed Elena Colombo, avrà luogo la cerimonia pubblica alla presenza delle istituzioni e degli enti promotori. 

Si legge della famiglia Colombo sul sito del Museo Diffuso: “Alessandro Colombo, detto Sandro, nacque a Torino il 23 giugno del 1895, figlio di Giuseppe Colombo e Giustina Colonna. Il 13 settembre del 1932 Alessandro sposò Wanda Debora Foà, di 19 anni più giovane, presso il tempio israelitico di Torino. La famiglia possedeva un’attività di produzione di carta da imballaggi per dolciumi nello stabile di via Piazzi 3 a Torino. Il contratto di affitto era stato stipulato con il signor Luigi Panetto, proprietario del basso fabbricato interno al cortile, il I agosto 1936. Secondo il censimento effettuato dal Regime fascista nel 1938, la famiglia risiedeva in corso Orbassano 15 (oggi corso De Gasperi) a un isolato di distanza da via Piazzi 3. L’azienda per dolciumi continuò la sua attività nel 1939, come documentato dall’annuario industriale, con la sigla “C.S.- Fabbrica cartonaggi”.
La famiglia Colombo inoltre affittava un appartamento al terzo piano di via Piazzi 3 da altro residente nello stabile; presumibilmente si trasferirono in quest’ultima residenza per poter essere più vicini e di conseguenza avere un maggiore controllo sui locali della tipografia ed eventualmente essere pronti per intervenire in caso d’incendio, eventualità dovuta ai frequenti bombardamenti che colpirono la città.
Secondo quanto riporta la documentazione custodita dal CDEC Alessandro e la moglie Wanda, fuggirono a Forno Canavese, presumibilmente in un casolare della frazione Milani. Il 7 dicembre 1943 arrivò a Forno una colonna tedesca di 2000 uomini dopo che un aereo di ricognizione aveva avvistato i partigiani della banda “Monte Soglio”. Elena, invece, fu nascosta presso l’Istituto Charitas, un Asilo di Carità gratuita. Alessandro fu portato insieme a Wanda alle Carceri Nuove di Torino il 9 dicembre; successivamente furono trasferiti presso il carcere San Vittore di Milano. Il 30 gennaio 1944 furono caricati sul treno in partenza dalla Stazione Centrale di Milano con destinazione Auschwitz. Il convoglio si formò tra Milano e Verona, sotto la sigla RSHA. I deportati furono 605: di questi solamente 97 uomini superarono la selezione per il gas e furono immessi nel campo, mentre le donne immatricolate furono solamente 31; i bambini nati dopo il 1931 furono 36. Dei 605 deportati solo 20 poterono tornare a casa; tra questi è Liliana Segre, attualmente (2020) senatrice della Repubblica Italiana. Alessandro fu tra coloro che superarono la selezione e fu immatricolato con il numero 173417. Sandro resistette 10 mesi nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, fino al 30 novembre del 1944, giorno in cui venne registrata la sua morte
”.



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